Viti, dadi e bulloni: la storia e l’evoluzione, dalla Francia del 1500 ai giorni nostri.

Molto spesso, di tanti oggetti comunemente utilizzati nel quotidiano, ne ignoriamo la storia e l’evoluzione che li ha resi ciò che sono. Tra questi troviamo sicuramente viti e bulloni, che chiunque appassionato di bricolage usa normalmente, ma che trovano le loro origini addirittura alla fine del 1500 in Francia. Dietro ad oggetti cosi “semplici” si nasconde una vera e propria rivoluzione, che ha portato dei cambiamenti epocali anche nel mondo industriale. In questo articolo ripercorreremo insieme la storia di viti e bulloni, per meglio comprenderne i benefici.

1568: l’inizio della rivoluzione

Possiamo identificare nel 1568 l’anno dell’inizio della rivoluzione, seppur non quella francese che tutti conosciamo. Ma è proprio in Francia che in quell’anno viene realizzato il primo e primordiale macchinario per intagliare i filetti delle viti. Ovviamente la velocità del progresso tecnologico di quei tempi, era ben diversa da quella moderna, dove un oggetto nato oggi, sarà diventato obsoleto domani. Basti immaginare che ci sono voluti altri 73 anni per segnare un’altra tappa importante. Più precisamente correva il 1641, anno in cui in Inghilterra vengono apportati miglioramenti significativi sui cicli produttivi di viti e bulloni, rendendo la loro diffusione sicuramente su più larga scala. Arriviamo all’anno 1818. Nel Connecticut un certo Rugg inventa due macchinari, che tra l’altro i primi tempi venivano azionati ancora manualmente.

Tali macchinari servivano proprio per realizzare viti e bulloni destinati alle carrozze, il principale mezzo di locomozione dell’epoca. Dopo pochi anni, e più precisamente con l’introduzione dell’alimentazione a energia elettrica, vengono aperte nuove strade a quella che diventerà una commercializzazione universale, con processi di lavorazione sei volte più veloci. Ma questo non fu l’ultimo dei grandi miglioramenti, perché nel 1859 un certo Clark, sempre nel Connecticut, registra il brevetto per ricavare le viti dalle barre tonde. Fino a poco tempo prima veniva invece utilizzato il tornio per rendere tonde quelle quadrate. Tutte queste innovazioni hanno ovviamente portato ad un aumento della produzione, con un conseguente calo del prezzo, ed un ulteriore diffusione di questi oggetti.

Viti, dadi e bulloni: l’evoluzione ai giorni nostri

Come abbiamo potuto vedere, alle spalle di semplici oggetti come viti, dadi e bulloni, c’è una storia ricca di innovazioni, e se vogliamo, anche di fascino. Ciò che per la nostra società è quasi scontato, per le persone delle epoche prese in considerazione, ha rappresentato una vera e propria rivoluzione. In realtà prima di arrivare ad una diffusione davvero capillare di questi oggetti, si sono dovute attraversare epoche dove il grande problema era la standardizzazione, soprattutto delle filettature. Questo per far sì che un bullone prodotto in Francia ad esempio, potesse essere utilizzato magari in Inghilterra e viceversa.

Alla definizione degli standard, arriveremo infatti solamente a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale, grazie all’industria bellica. Ad ogni modo, allo stato attuale delle cose, in commercio possiamo trovare dadi in acciaio o in leghe speciali per qualsiasi applicazione industriale, come quelli prodotti da www.ipl-plus.it. Parliamo di prodotti proposti in una gamma molto ampia di dimensioni, da quelle standard a quelle realizzate appositamente su disegno. Anche sotto l’aspetto qualitativo ovviamente, abbiamo raggiunto livelli impensabili per il passato, sottoponendo la bulloneria ad un infinito numero di controlli e relativi collaudi.

Siamo dunque molto distanti da passato, dove si prendeva una barra quadrata per farla diventare tonda. Oggi le aziende sono in grado di realizzare viteria normata, che rispetta gli standard imposti dalle certificazioni ISO, in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi cliente, anche le più complicate. Anche sotto l’aspetto dei materiali utilizzati, non esiste di fatto un vero e proprio limite, perché non ci si limita alla produzione di viti e bulloni solamente con l’acciaio, ma anche con moltissime leghe differenti.