Un 8 marzo per ricordare Lina Paniccia
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L'8 marzo ritorna. Lunedì, prossimo 8 marzo dalle 19,00 all 23,55 presso il cinema-teatro Arci in via Pierluigi da Palestrina, 16 (dietro la stazione ferroviaria) a Frosinone le donne del Partito Democratico di Frosinone hanno hanno organizzato per questa ricorrenza un ricordo di Lina Paniccia Pietrobono.
"Donne e politica a Frosinone. Vite a cavallo di un secolo" è il titolo di questa iniziativa e mi pare davvero azzeccata la scelta di Lina Paniccia a simboleggiare questo confronto fre generazioni di donne.
Al termine proiezione del film "Due Partite" di Cristina Comencini, con Margherita Buy, Paola Cortellesi, Marina Messironi, Isabella Ferrari, Alba Rorhwacher
Storie al femminile che mai come in questo caso, nel caso cioè di Lina, sono storie anche di uomini e storie di tutti. Sarà davvero un piacere per il cuore e l'intelligenza ripercorrere vicende e semplici episodi, che nel Pci videro impegnata Lina Paniccia, lunedì sera con le donne del Pd.
Ora mi piace attingere alla memoria del cuore. Ricordo con freschezza Lina nella tavolata che festeggiava i 70 anni di Tullio. 21 anni addietro. Nulla di più sobrio: un pranzo con amici e parenti. Più di un pranzo, sicuramente, per gli ospiti. Chi erano, chi eravamo? Una larga testimonianza del gruppo dirigente provinciale del PCI, che in un ampio scalare di età si riuniva attorno al compagno che la memoria di ognuno collocava all'origine della vicenda politica del partito dei comunisti italiani in provincia di Frosinone.
Quel banchetto ospitava almeno 4 generazioni di dirigenti provinciali del PCI. Come sempre capitava stando con Lina e con Tullio si parlava di tutto, del cibo, dei vini, di fatti di costume, di grandi e piccoli avvenimenti, si parlava naturalmente di politica, mai di vicende interne di partito e di comportamenti personali. Il loro posto era solo ed unicamente nelle riunioni a quello scopo convocate, una regola, inflessibile, per Lina e Tullio Pietrobono.
Regola inflessibile con tutti, anche fra loro due. Lina Paniccia era un'impegnata dirigente, che con scherzosa animosità sottolineava questa sua esclusione dai pensieri che Tullio aveva sulle vicende interne di partito. Ed in questo suo dire c'era tutta la sua convinzione che così fosse giusto. Era un diffuso costume.
Questi appuntamenti conviviali in onore di Tullio impegnavano Lina in prima persona. Donna colta e raffinata nei gusti, negli studi, nel parlare, che nel ruolo di preside aveva chiuso la sua carriera scolastica, era anche una cuoca straordinaria ed in queste occasioni preparava personalmente tutti i gustosi piatti che ci offriva. Gli annunci di Lina che anticipavano ogni portata interrompevano gli scambi vivaci di opinioni cariche di curiosità per gli inevitabili cambiamenti che tutti percepivamo nell'aria, di cui tutti cominciavamo a sentire il bisogno.
Lina e Tullio si conoscono alla fine della guerra. Lina abitava al piano di sopra rispetto alla sede del Pci, in via Garibaldi a Frosinone e fu presentata a Tullio durante una pasquetta svolta come voleva la tradizione sui prati di S. Liberatore, un bel posto di campagna del capoluogo ormai impossibile da individuare per gli innumerevoli cambiamenti subiti.
Ma, si dice anche che "galeotto" sarebbe stato un ghiotto cestino di fichi, che Lina avrebbe calato dalla finestra di casa a quella sottostante, nella federazione dov'era Tullio. Beh, se è così, fu davvero "dolce" esca!
Ancora una volta bisogna guardare oltre le attività come dire? codificate dagli incarichi e dai Congressi.
Si davvero!! Tanto è cambiato. Non tutto, ma tanto è cambiato, tuttavia il Tullio che si avvicina ai settant'anni e Lina Paniccia che lo segue, sono sempre al passo con i tempi, almeno con le novità ed i loro segnali che con passione esaminano e discutono con tutti noi compagni. Fui colpito dalla loro serenità di giudizio. Mi accorsi che soffrivano, soffrivano molto. Insieme al muro, di Berlino, era crollato anche un pezzo della sua vita, ma si rendevano conto che era venuto il momento di cambiare".
La sorte gli tende un agguato a Lina. E, anche a Tullio, di conseguenza.
All'improvviso un infarto tanto implacabile quanto inatteso arresta per sempre Lina Paniccia. Mentre salive per via Garibaldi. La strada della Federazione del partito. Apprendo la notizia in un bar, non credo a quello che mi dicono perché, con la confidenza che si usa con le persone davvero popolari, continuano a ripetermi solo il nome di battesimo: "Lina è morta. Ma come non capisci chi è, ieri stava qui al bar con te e con Tullio, il marito". Non posso più esorcizzare questo terribile annuncio.
La morte di Lina, nel 1989, sarà una ferita inguaribile per Tullio e così profonda da rivelare a tutti noi che gli abbiamo voluto bene quanto a 70 anni fosse ancora innamorato di lei, da non poterne fare a meno. Saprà resistere ancora quattro anni. Politicamente lucidissimo, sopraffatto da insopprimibile malinconia.
Ignazio Mazzoli
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 11 Agosto 2011 13:06)



