Simiele ci presenta "Partiti e Società nel Lazio Meridionale"
| Pagine di Storia e Cultura provinciali - Storia provinciale e locale |

Antonio Simiele già conosciuto dai lettori di edicolaciociara.it per aver scritto "Per costruire una società migliore si deve rappresentare il punto di vista dei più deboli" (31 ago 2009), presenta oggi per noi il libro di Ermisio Mazzocchi "Partiti e Società nel Lazio Meridionale" e può farlo autorevolmente perchè egli è stato per lunghi anni impegnato nella politica ciociara quale segretario della Federazione di Frosinone del Pci e ricoprendo incarichi elettivi, in primo luogo come consigliere provinciale.
di Antonio Simiele - Esprimo il mio apprezzamento a Ermisio Mazzocchi per il lavoro certosino svolto e perché il libro che ha scritto è una fotografia fedele dei principali avvenimenti dell'Italia e, in particolare, della provincia di Frosinone. Nel libro si ritrovano anche le radici più profonde della crisi che, dagli anni novanta, ha interessato i partiti fondatori della Repubblica.
Quando il PCI mi propose, su richiesta del suo gruppo dirigente provinciale e in particolare di Ignazio Mazzoli, di venire a lavorare a Frosinone, accettai di buon grado perché mi parve di grande interesse una realtà, che avevo meglio conosciuto durante la breve ma intensa esperienza fatta curando la campagna elettorale nelle zone di Sora, Isola del Liri, Val Comino. In quel momento erano ancora vive le ragioni della legge che aveva posto fine alla colonia migliorataria e si svolgevano le ultime azioni per applicarla. La legge marcava il passaggio dalla vecchia alla nuova agricoltura e, insieme alla crescita dell'industrializzazione caratterizzata dall'arrivo della FIAT, mostrava plasticamente il diverso sviluppo verso il quale ci si stava incamminando. La federazione del PCI era guidata da un giovane segretario che lavorava per adeguare il gruppo dirigente e scommetteva su un processo di profondo cambiamento del partito per sintonizzarlo con il veloce rinnovamento, economico e sociale, che si stava realizzando. Una condizione stimolante e quasi unica per fare un'esperienza importante e arricchire la conoscenza. Era il 1972 ed io, socialista, proprio all'inizio di quell'anno, insieme al Movimento dei Socialisti Autonomi (MSA) nel quale militavo a Roma con un incarico di direzione nazionale, avevo aderito al PCI visto come il partito che, riuscendo a ricondurre al suo interno le varie anime, la ricca diversità culturale della sinistra, le storie dei comunisti e dei socialisti, la tradizione libertaria e quella del cattolicesimo democratico, poteva favorire la ricomposizione della sinistra e portarla, tutta, democraticamente al governo dell'Italia.
Gli anni settanta e primi ottanta furono segnati dalla costante ricerca della strategia idonea e delle mutazioni necessarie per raggiungere quest'obiettivo. Fu il momento del compromesso storico, il quale, come scrive Mario Tronti, " fu l'ultimo grande progetto strategico tentato, se non praticato, a sinistra". Esso fu accolto all'esterno con diffidenza, forse anche perché proposto con un'impostazione egemonica o come tale percepita; nel partito la risposta fu titubante e quando ci fu accettazione, questa apparve spesso concessa con riserva. Seguì l'alternativa democratica che si caratterizzò più come scelta tattica tendente a superare le difficoltà incontrate dal progetto strategico, del quale si rinviava la realizzazione.
Il compromesso storico, l'alternativa democratica, la ricerca di una terza via e la nascita dell'eurocomunismo si mossero all'interno dello stesso disegno. Le varie proposte messe in campo suscitarono speranze e attese che, con alti e bassi, contribuirono a far crescere elettoralmente il partito comunista e dare più peso a tutta la sinistra. Insieme agli ostacoli frapposti al progetto strategico, s'insediarono, però, anche i primi e decisivi germi della crisi che ha colpito in seguito i comunisti e l'intera sinistra, la quale, disattendendo la ragione stessa della sua esistenza che è quella di sostenere i più deboli per favorirne il riscatto, non riesce ancora oggi a rappresentare una concreta alternativa di governo, a parlare alla gente, a ispirare nei giovani speranze, ideali per cui vale la pena impegnarsi e lottare.
In provincia di Frosinone il gruppo dirigente del PCI s'impegnò con convinzione per favorire il successo del progetto. Perseguì con caparbietà il dialogo senza pregiudiziali con tutti i partiti e una politica delle alleanze che recuperò un rapporto unitario con i socialisti e sfociò in un'esperienza di governo nuova e originale all'Amministrazione Provinciale, relegando all'opposizione solo la DC andreottiana per sua scelta e la destra fascista. Aprì il partito all'esterno rendendo pubblica la sua vera forza organizzata e la natura del dibattito interno. Operò per dare a una giovane e combattiva classe operaia un ruolo importante anche sul terreno dell'elaborazione, della proposta e del governo. Rispose, con un'azione unitaria e forte, al terrorismo. Visse con grande partecipazione le stagioni dei referendum che aiutarono la maturazione civile degli italiani. Cercò di arricchire le nostre fonti culturali come, ad esempio, fece con l'iniziativa a Cassino sul pensiero di Labriola.
Queste cose si ritrovano tutte nel libro di Mazzocchi; l'autore le fa dire direttamente dai fatti di quegli anni, narrati con oggettività e chiarezza.

Sostieni il nostro lavoro.
edicolaciociara.it, invisibile.eu, l'Associazione perl'Alternativadicentrosinistra sono iniziative no-profit. Qualsiasi donazione tu possa fare, piccolissima, piccola o meno piccola rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto.
|
|
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Ultimo aggiornamento (Martedì 04 Ottobre 2011 17:26)



