Angelo Compagnoni compie 90 anni
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90 anni: un tempo che si carica di simboli. Una persona novantenne è ricca di esperienza, nella quale, sorte di longevità e voglia di resistere si sorreggono a vicenda. L'immagine che Angelo Compagnoni ci da di sè nell'intervista del giugno 2010 ad Alessio Porcu, per Teleuniverso, è quella di un grande vecchio. Capelli bianchi e così pure le folte sopracciglia che incorniciano un volto che il suo intenso tempo di vita ha scolpito.
IL 25 settembre questo vecchio, nato a Ceccano, compie 90 primavere, estati, autunni, inverni da lui vissuti generosamente dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori perché tutti vivessimo in una società più giusta.
Angelo Compagnoni è una di quelle persone che vorremmo sempre all'opera perché aiuti tutti a "opporsi allo squallido sradicamento che ci sta sovrastando, alla perdita di una memoria collettiva che sempre più avanza inesorabile".
"Lavorare molto, far crescere i giovani, avere idee nuove, saper fare autocritica e stare in mezzo alla gente". In queste indicazioni c'è la gran parte di Angelo Compagnoni e del suo enorme lavoro riassunto nei 32 minuti dell'intervista richiamata e c'è un quadro intellegibile di 50 anni di storia vissuta delle vicende politiche e sociali di questa nostra provincia, ma non solo.
"Nato in una famiglia di origine contadina, ha abbinato alla professione di bracciante gli studi da autodidatta nella sua città natale, Ceccano. Nel 1944 si è iscritto al Partito Comunista Italiano [...]" si legge di lui su Wikipedia.
Così al 60° della Cgil Angelo ricorda i suoi inizi di agricoltore e di sindacalista «Con il ritorno della pace, verso la fine di maggio, cominciammo ad assaporare anche la libertà che avevamo riconquistato con la fine della dittatura fascista. La libertà, da sola, però non bastava [...] amministratori e guardiani rispuntarono dappertutto imponendo i soprusi di sempre [...] per contrastare questi ultimi cominciammo ad organizzarci». Si avvia così la sua esperienza di dirigente comunista, sindacale e dei movimenti contadini. Nel 1962 è Presidente dell'Alleanza contadini e questa sarà protagonista di durissime lotte per ottenere il riscatto della terra. Sulla fine degli anni '70 è fra i massimi leader nazionali di questa organizzazione che fondano la Cia-Concoltivatori.
Per chi lo ha conosciuto, come noi, non è difficile presentare il suo impegno, la sua capacità di guidare le lotte contadine che hanno fatto storia nelle comunità rurali, non solo ciociare. Infatti, ricordiamo che, fra i personaggi ritenuti necessariamente da eliminare in caso di colpo di stato, la famigerata associazione 'Gladio' individuava nel Lazio anche Angelo Compagnoni.
Egli è stato un dirigente del Partito comunista italiano di questa provincia al quale è riconoscente della sua crescita di autodidatta capace di diventare dirigente di popolo che ha svolto, da eletto, in 20 anni, il compito di Parlamentare della Repubblica Italiana, prima da deputato e poi da senatore. Raramente si trovano nella stessa persona due doti indispensabili nell'azione e nell'iniziativa politica: la naturale predisposizione ad essere un capopopolo e la tenacia di studio per essere un laborioso legislatore.
Compagnoni é l'artefice della fine della "colonia migliorataria". La conquista della legge per il riscatto dei terreni a "colonia migliorataria" è un autentico capolavoro: promuove le lotte cogliendo le esigenze della "gente", dei coltivatori; le traduce in rivendicazione; le fa comprendere ad altre categorie di lavoratori non direttamente interessate; sa trovare alleati fra i partiti, anche avversari, e nella società. Due suoi avversari alleati, indimenticabili, furono Gerardo Gaibisso (allora direttore della Coldiretti) e Dante Schietroma (dirigente e parlamentare del Psdi). Dimostrò così che si può essere uomo di governo anche dall'opposizione. Ecco cosa significa stare in mezzo alla gente e lavorare in Parlamento.
Ha amato Ceccano e questa lo ha riamato. Ne divenne sindaco nel 1987 svolgendo il suo incarico fino al 1990. Per ben 7 consiliature è stato consigliere comunale della sua città sin dal 1946. Angelo Compagnoni è oggi uno dei più autorevoli artefici viventi della contemporanea storia non solo della provincia di Frosinone, ma dei movimenti di emancipazione della società italiana.
Popolare di origine, lo è anche per l'innata vocazione di grande comunicatore come si rivela nei suoi libri, infatti è autore di numerosi saggi e di libri.
Da tempo è afflitto da seri disturbi alla vista e i suoi occhi non collaborano a fargli guardare le vicende dell'oggi. Ascolta letture, radio e televisione per valutare, confrontarsi e discutere rivelando una capacità di visione della sua intelligenza ancora più acuta come quando rimprovera con durezza la "perdita di contatto con l'elettorato e la litigiosità dentro i partiti di opposizione e fra di loro proprio quando bisognerebbe fare squadra ed essere uniti".
Molti della generazioni impegnate, dagli anni '50 in poi, a lottare per la giustizia sociale, contro prepotenze e soprusi hanno avuto nel Pci e nella sinistra ciociara Angelo Compagnoni fra gli esempi da imitare e, se possibile, raggiungere.
In questi anni di grandi cambiamenti ha colto che alla sinistra, ai giovani, alla democrazia italiana occorreva un altro partito, diverso dal Pci per affrontare il futuro. Ancora una volta Angelo ha iniziato un nuovo cammino, in mezzo a tanti, anche più giovani ed anche molto diversi ed è arrivato al Pd, che oggi gli appare "impalpabile", ma non cessa di credere nella scelta fondativa che lo ha fatto nascere. Lo vorrebbe forte, organizzato e di massa. E' convinto che chi s'impegna in politica non deve pensare ai propri destini individuali. Chiede che si dia agli iscritti del proprio partito, alla coalizione di riferimento, alla società tutta, partiti moderni, puliti, popolari, colti e uniti. A qualcuno le parole di Compagnoni potranno non piacere, ma il suo messaggio vola più alto.
Il video dell'intervista rilasciata da Angelo Compagnoni a Alessio Porcu direttore di Teleuniverso
I libri scritti da Angelo Compagnoni: "Affitto agrario, enfiteusi: due riforme contro la rendita" (1971); "Usi civici e Università agrarie nell’economia del Lazio” (1971); "La formazione dei quadri comunisti nelle campagne" (1975); "Il movimento contadino nella storia del Lazio 1945-1975" (1975); "L’Inac nella politica della sicurezza sociale dell’ Alleanza nazionale dei contadini" (1976); "Diventare uomini" (1982); "Il ruolo contadino dalla subalternità al riscatto" (1988); "Un episodio della guerra dei ricchi contro i poveri" (1992); "Il piano regolatore di Ceccano" (1996); "Il riscatto" (1997). Le leggi 307 del 1963 e 607 del 1966.
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Ultimo aggiornamento (Martedì 04 Ottobre 2011 18:08)



