Un preciso contributo alla storia dell'immediato dopoguerra frusinate
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di Eugenio Maria Beranger da Paese Mio - Con questo volume [L'infanzia salvata. Nord e sud un cuore solo ndr] Lucia Fabi e Angelo Loffredi, preziosi e qualificati collaboratori di Paese mio, offrono un preciso contributo alla storia dell'immediato dopoguerra nella Provincia di Frosinone, la cui architettura sociale ed economica fu, al pari del nostro Sud, travolta dalla guerra. I due AA. ricostruiscono, attraverso le testimonianze di numerosi protagonisti, spesso rintracciati nelle regioni del Nord con l'ausilio dei sistemi informatici, i documenti d'archivio e i quotidiani nazionali e provinciali (Il popolano, settimanale del PCI e Il Rapido), il desolante stato di abbandono in cui versavano i bambini di Cassino e dei paesi limitrofi, molti dei quali già sfollati a Roma o nel Nord Italia dall'estate del 1944 in quanto "circondati" da tre crudeli "nemici": la denutrizione, la malaria ed i residuati bellici.
Un tema al quale solo pochi studiosi della Provincia si erano, in precedenza, avvicinati: Costantino Jadecola, Massimiliano Paolozzi, Emilio Pistilli ed il sottoscritto mentre, in campo nazionale, vanno segnalati Cari Bambini, vi aspettiamo con gioia. Il movimento di solidarietà popolare per la salvezza dell'infanzia negli anni del dopoguerra (Studi e documenti), Milano 1980 di Angiola Minella, Nadia Spano e Ferdinando Terranova ed il recente I treni della felicità. Storie di bambini in viaggio tra due Italie, Roma 2008 con prefazione di Miriam Mafai che partecipò all'organizzazione dei treni in partenza da Roma.
Dall'estate del 1944 a quella del 1946, i partiti della Sinistra e le Associazioni femminili ad essi collegate, prima fra tutte l'Unione Donne Italiane, grazie ad un'opera di sensibilizzazione condotta dall'Avanti! e da l'Unità, riuscirono a far ospitare da famiglie di operai, di mezzadri e contadini disposte ad accoglierli, a curarli (oltre alla malaria era forte il pericolo della tubercolosi) e a mandarli a scuola (la maggior parte delle scuole nel Cassinate erano andate distrutte o, a causa delle interruzioni di quasi tutte le strade, difficilmente raggiungibili), oltre 3.500 bambini.
L'obiettivo della campagna promossa dalle donne della Sinistra (non tutti i compagni ne compresero, invero, il suo valore) fu quello di sottrarre una parte dei bambini dell'Italia centrale e meridionale al deperimento fisico ed alla degenerazione morale onde salvare il loro avvenire e, nel giro di un decennio, poter contare anche sul loro desiderio di riscatto per la rinascita nazionale.
Il dramma dell'infanzia del Cassinate va confrontato con quello delle periferie di Roma e di Napoli ed allo spettacolo degli "sciuscià" costretti ai lavori più umili nei confronti degli alleati vincitori ed a vivere per le strade, spesso a branchi, raccogliendo le cicche di sigarette o compiendo furti.
Anima di questa iniziativa, in cui l'assistenza si coniugava con la solidarietà e non con l'elemosina che dura lo spazio di poche ore, fu Teresa Noce (Estella), moglie di (Pietro - errato) Luigi Longo e già combattente in Spagna nelle Brigate internazionali, che, in precedenza, aveva convinto a Reggio Emilia molte famiglie ad ospitare i bambini delle periferie di Milano le cui case erano state distrutte dalle bombe alleate. Il 6 gennaio del 1946 la Noce galvanizzò l'uditorio del V Congresso del PCI concludendo il suo intervento al grido di "Salviamo i bambini di Cassino!". Ma accanto alla sua voce vanno citate Maddalena Rossi, poi deputata comunista, e Pina Savalli, coraggiosa pediatra romana.
I bambini diretti al Nord, dove le campagne non avevano subìto la tragedia dei nove mesi della Linea Gustav con il conseguente abbandono dei campi e la perdita quasi totale del patrimonio zootecnico, provenivano da Cassino, Napoli (nella città partenopea si distinsero nell'organizzazione
Giorgio Amendola, uno dei capi carismatici del P.C.I., Gaetano Macchiaroli, celebre editore de La Parola del Passato e Maria Antonietta Macciocchi, poi esponente radicale) e Roma. I bambini di Cassino (ma provenivano anche da Aquino, Atina, Ceccano, Ceprano, Colle San Magno, Frosinone, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Paliano, Patrica, Pignataro Interamna, Pofi, Pontecorvo, San Donato Val di Comino, San Vittore del Lazio, Sgurgola, Sora, Strangolagalli e Villa Santa Lucia) furono ospitati a Arma di Taggia (Imperia), Canneto Pavese (Pavia), Cervia (Ravenna), Conselice (Ravenna), Gravellona Lomellina (Pavia), Imperia, Lugo di Romagna(Ravenna), Macerata, Merano (Bolzano), Montù Beccaria (Pavia), Parma, Pavia, Ravenna, Perugia, Piacenza, San Damiano del Colle (Pavia), San Nazzaro de' Burgondi (Pavia), San Remo (Imperia), Spotorno (Savona), Verona etc.
Sicuramente il numero dei bambini ospitati sarebbe stato maggiore se l'iniziativa, per motivi di carattere politico, non fosse stata boicottata dalla Democrazia Cristiana e dalle Destre che utilizzarono nella loro campagna propagandistica, appoggiata anche dalle gerarchie ecclesiastiche, lo spauracchio che i bambini sarebbero stati trasferiti nella lontana Russia (su questo argomento mi riprometto di tornare presto), sottratti alla patria potestà delle loro famiglie e privati di ogni educazione religiosa.
Anche i rapporti con la Croce Rossa Italiana non sempre furono facili proprio per i forti sospetti che adombravano all'epoca le figure dei comunisti e per l'appartenenza di gran parte delle crocerossine alla nobiltà ed all'alta e media borghesia.
All'inizio i genitori si mostrarono piuttosto freddi nei confronti dell'iniziativa per il timore di doversi separare dai figli e di doverli affidare a persone sconosciute ma poi, piano piano, anche grazie all'organizzazione messa in campo e, con la speranza di garantire alla propria prole alcuni mesi di vita dignitosa, molte mamme accettarono l'iniziativa.
Un capitolo a parte merita la Chiesa cattolica, un settore della quale aderì all'iniziativa come dimostrano gli esempi delle Curie di Cremona, Grosseto, Milano, Modena, Orvieto, Parma, Reggio Emilia etc.; l'abate di Montecassino, dom Gregorio Diamare (1909-1945), si astenne dall'aderire al Comitato nazionale di solidarietà per Cassino e, forse, con il suo comportamento contribuì a determinare una certa ostilità verso questa nobile iniziativa, in parte contrassegnata dalla propaganda politica.
In ogni pagina del volume traspare il motivo di fondo che ha mosso i due AA., dalla forte coscienza democratica, in questa non facile intrapresa: evitare che una pagina della vita provinciale così emozionante e ricca di insegnamenti non fosse adeguatamente illustrata.
Ci auguriamo che il volume, edito con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Ceccano, raggiunga tutte le Biblioteche della Provincia, quelle dei centri del Nord toccati dalla ricerca e le principali Biblioteche di Roma (Biblioteca Giustino Fortunato, Biblioteca Nazionale Centrale, Biblioteca Universitaria Alessandrina, Fondazione Marco Besso, Istituto di Storia Moderna e Contemporanea, Istituto Gramsci, Istituto Storico Germanico e la Casa della Memoria e della Storia).
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 11 Agosto 2011 13:18)



