Una carica d’energia al servizio della sinistra
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Elena Ubaldi è una donna molto impegnata in politica. Oggi vive a Roma ed è iscritta al Pd. Ha militato nel Pci cominciando in provincia di Frosinone. Leggendo questa sua autobiografia, stilata perché richiesta a corredo di una storia del Pci in provincia di Frosinone che Ermisio Mazzocchi sta per rilasciare alle stampe, si ha il quadro di una personalità entusiasta della sua scelta politica e della voglia di impegnarsi che dopo oltre 40 anni resta immutata. La pubblichiamo in anteprima rispetto all'uscita del libro di Mazzocchi perché riteniamo che sia una lettura interessante anche per i più giovani dei nostri navigatori.
Caro Ermisio,
ho distrutto il cartaceo ed ho cambiato computer, ma la memoria resta e soprattutto resta il ricordo degli anni passati a Frosinone.
Quando, ieri sera, dopo aver terminato la nostra Chat, mi sono detta che avrei riscritto tutto, ho pensato che fossi matta, con tutte le cose che avevo da fare. Poi, oggi, in ufficio, in un momento di tregua, sono uscita da internet e sono tornata al vecchio Word ed ho cominciato....Forse è l'idea della "mia biografia" che accarezza molto il mio ego e che mi fa tornare indietro a ricordare quelli che ho sempre definito gli anni più belli del mio corso politico e anche di vita.
Forse perché ero giovane? Certo che di entusiasmo ce n'era molto...!!!!
Per me, come penso per tutta la mia generazione, è stato l'avvio di un percorso di conoscenza e di scoperta non solo di un mondo, ma anche di me stessa: vincere le paure e la timidezza, trovare il coraggio di salire su di un palco, imparare ad ascoltare gli altri e sentirsi parte integrante di quel movimento di donne e di uomini che, partendo dalle esperienze passate voleva costruire un futuro diverso. E se penso cosa era Cassino, quando sono arrivata io..., di ottimismo ce ne voleva tanto..!! Eppure qualcosa si mosse!! Io avevo rispetto a te una motivazione in più, che nasceva dall'essere donna e quindi la politica diventava uno strumento di crescita e di emancipazione, (non si parlava ancora di liberazione) che si è saldata con il mio percorso di mamma: non ho mai separato i due ruoli, neanche quando i figli sono cresciuti.
Ringrazio il partito di Frosinone, oggi molto diverso, e ringrazio le compagne ed i compagni che ho incontrato e con i quali ho lavorato, alcuni dei quali oggi sono miei amici su Facebook.
Elena
Sono molto impegnata nella costruzione del Partito Democratico e continuo a farlo..
Sono arrivata a Cassino nel 1967 e la giovane donna romana, abituata a lavorare, a fumare, leggere il giornale e fare colazione al bar la mattina si è scontrata subito con le chiusure della società perbenista di Cassino. Ero troppo moderna e colorata nel vestire, ma Emilio, mio marito, mi fece un'analisi storica, politica e sociologica della società cassinese ed io compresi che, se volevo essere accettata ed integrarmi, dovevo cedere qualcosa. E così è stato!
In realtà, ciò che mi ha fatto superare tutti i problemi di accettazione, è stata la mia partecipazione attiva alla campagna elettorale del 1968: la Segreteria Provinciale del Partito mi aveva chiesto di aprire la campagna elettorale ad Arce ed alla mia obiezione: "Non l'ho mai fatto" mi fu risposto "Impari". (Così funzionava nel PCI) Dovevo parlare di giovani e donne, prima dell'oratore principale, il compagno Francesco Notarcola, che, a parer mio, era più preoccupato di me. La mia performance fu ottima e fui promossa "Spalla" di tutti gli oratori nella campagna elettorale: facevo 4 comizi a sera, correndo da una piazza all'altra ed ormai non leggevo più, ma parlavo a braccio, modificando il mio discorso secondo la piazza che avevo davanti. Fu una bellissima campagna elettorale, che mi ha fatto conoscere il territorio, i suoi abitanti, il partito nelle sue articolazioni ed io ne sono uscita sicuramente cambiata.
Sono stata eletta nel Comitato Federale, ma nel 1970 ho dato le dimissioni a seguito della nascita dei miei figli, Claudio nel 1969 e Marina nel 1970, che non permettevano di svolgere attività politica e per me far parte di un organismo dirigente era una cosa seria.
Nell'ottobre 1969 ho cominciato a lavorare nella scuola, avendo vinto il concorso: la mia prima sede è stata l'Istituto Professionale di Sora e negli anni successivi Anagni e poi Frosinone.
Nel 1972 ho ripreso il mio impegno partecipando alle elezioni politiche e, soprattutto, ho cominciato a lavorare nella Commissione Femminile della Federazione, che ricordo come un'esperienza molto interessante perchè segnò l'inizio di una fase nuova nel lavoro del partito sulla tematica femminile: è riduttivo e liquidatorio limitare ad una frase quello che è stato un patrimonio di intelligenze, esperienze e di umanità rappresentato dalle "compagne della Commissione Femminile" della Federazione di Frosinone e forse non sarebbe inutile raccogliere materiale e scrivere un libro sul ruolo delle donne nel PCI.
Nel 1973 sono stata candidata alle elezioni di Anagni ed eletta in un Consiglio Comunale che per 20 anni aveva visto la presenza di un'altra donna, Elena Bonomo, espressione genuina di una generazione e di una realtà femminile. Io ero un'altra generazione, segno di discontinuità? No, rinnovamento nella continuità. Ricordo la prima seduta, il silenzio imbarazzante e sorpreso alla mia richiesta di parola: presentai un odg contro la guerra del Vietnam. Ordine del giorno che non era stato discusso preventivamente nel gruppo, e per questo fui rimproverata dal capogruppo Mario Bonomo.
L'attività di consigliera s'intrecciava con la militanza nel Partito, che si svolgeva non solo nelle riunioni di sezione, ma soprattutto sul territorio, nelle case dei compagni in campagna dove tra un bicchiere di vino (io sono astemia) ed una salsiccia si parlava di politica, della vita presente, ma anche della storia delle loro vite. L'incontro con la società contadina ha rappresentato per me un ritorno all'infanzia: alle estati trascorse a Picinisco dai miei nonni in campagna ed ho ritrovato parte delle mie radici. Mi ha colpito soprattutto la presenza ed il ruolo delle donne che esprimevano inconsapevolmente tutta la loro "modernità": altro che emancipazione. Sono state, infatti, proprio le donne con il loro voto a determinare la vittoria nel 1974 del NO all'abrogazione della legge che aveva istituito il divorzio in Italia. E sono state le donne a fare la campagna elettorale: un lavoro d'informazione, d'incontri e confronti che, partendo dai contenuti della legge, affrontava i temi della famiglia, del rapporto tra genitori e figli, dei diritti civili, del ruolo della donna.
Nel 1976 sono tornata a Roma, consapevole dei cambiamenti che vi avrei trovato dopo dieci anni. Sono andata ad abitare in un quartiere simbolo della lotta per la casa, la Magliana, dove, quindi, era presente un forte "tessuto democratico" ed una vita politica molto vivace. Dopo un primo anno di pendolarismo Roma/Frosinone, in attesa del trasferimento, nel 1977 ho avuto l'incarico nella scuola a Roma.
Impegno nella lotta ai doppi turni, la conquista di nuove scuole, la battaglia per il tempo pieno sono stati, da subito, i temi al centro alla mia attività politica e sociale, sia come Presidente del Consiglio di Circolo, che in quegli anni era una funzione molto importante, che come membro degli organismi dirigenti del Partito.
Sono stata Responsabile Scuola della Zona XV dal 1978 al 1981, anno in cui ho avuto l'incarico di responsabile di organizzazione.
Erano tempi impegnativi, difficili ed interessanti, nei quali ci si stava interrogando in che modo adeguare le strutture e l'organizzazione del Partito alle nuove domande che cominciavano ad emergere dalla società civile. (corsi e ricorsi storici). Era forte il senso d'inadeguatezza, soprattutto a fronte di un progressivo calo della militanza.
Quante resistenze nel PCI alle "novità" che noi "giovani" volevamo introdurre!!
Il mio impegno si è ulteriormente concretizzato con l'elezione nel 1985 a Segretario della sezione Nuova Magliana, incarico che ho mantenuto fino al 1991. Sono stata l'ultimo segretario del PC ed il primo del PDS in quella sezione.
Nel 1989 sono stata candidata ed eletta nel Consiglio Circoscrizionale, con una maggioranza di centro sinistra (PCI, PSI, PRI, PSDI e Verdi) anomala rispetto a quella in Campidoglio del sindaco Giubilo della DC.
Nella mia prima legislatura ho ricoperto il ruolo di Presidente della Commissione Scuola.
Per quanto riguarda il Partito ho fatto parte del Comitato Federale e del Comitato Direttivo con l'incarico di Responsabile Sport della Federazione.
Sono rimasta nel Consiglio Circoscrizione, divenuto dopo la riforma del 2001 Municipio, fino a maggio 2006: ho deciso di lasciare, dopo 15 anni di lavoro, per fare spazio ai giovani ed a nuove energie. Come Consigliera Municipale Presidente di Comissione ho seguito i temi dell'Urbanistica, Bilancio, Personale, Politiche Sociali, sono stata capogruppo per 3 legislature e Vicepresidente del Consiglio Municipale.
Sono in pensione dal 1 settembre 2009 dalla scuola, ma dalla politica no: mi sono molto impegnata nella costruzione del Partito Democratico e continuo a farlo..
Oggi, rispetto alle date che ho elencate e anche rispetto alla mia vita, che, ovviamente, è stata molto più complessa di quanto si possa evincere dalla biografia, c'è la bella novità di 4 nipoti (Riccardo, Antonio, Ella, Roberta), che chiedono tempo e attenzione, ma rappresentano una motivazione in più per continuare a lavorare per quel futuro migliore che illuminava l'entusiasmo dei nostri 20 anni.
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Ultimo aggiornamento (Sabato 21 Gennaio 2012 16:29)



