Un docente indimenticato: il prof. Luigi Begozzi
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di Dario Napolitano - Un docente sempre presente nella memoria dei suoi studenti: il prof. Luigi Begozzi. Tra i docenti che negli anni hanno dato lustro al Liceo Classico Norberto Turriziani, lasciando anche l'impronta di un'illustre e forte personalità e un sicuro segno in moltissimi degli studenti che ne furono discepoli, merita certamente un posto il Prof. Luigi Begozzi.
Docente di storia e filosofia nell'arco di un decennio (egli ebbe il suo incarico per l'insegnamento di storia e filosofia presso il nostro liceo nell'anno scolastico 1948-49, mantenendolo fino al termine del 1958), il Prof. Begozzi fu innanzitutto uno di quegli spiriti aperti, che per l'ampia libertà che permeò di sé la sua opera di insegnante e il suo rapporto didattico con gli studenti – improntato, quest'ultimo, alla sempre sollecita comprensione dell'interlocutore per la valorizzazione delle singole inclinazioni – si pose certamente come un esempio da emulare, anche per gli altri insegnanti.
Nato a Mantova nel 1909 (proprio da questa città e precisamente dal Liceo Classico Virgilio di Mantova appunto egli arrivò Frosinone: ricordo sempre la sua virgiliana affermazione "Mantua me genuit", che gli piaceva spesso ripetere nel suo continuo dialogare con gli studenti), egli aveva anche svolto, prima della sua venuta nella nostra città, un incarico di insegnante in un istituto italiano di Wùrzburg (Germania), alle dipendenze del Ministero degli Esteri, in pieno periodo bellico, dal 1941 al 1945.
La sua fuga dalla Germania, dopo i bombardamenti che distrussero la città che lo ospitava, insieme ad un altro connazionale e alla scrittrice Leonia Ferrari (Siena 1905-1990), viene ricordata proprio da quest'ultima nel suo diario "Sotto le bombe-Memoria 1945", presentato tra i finalisti del Premio Pieve 2004.
Ma l'esperienza tedesca gli fu di sicuro feconda, non solamente per avergli dato l'agio di perfezionare il tedesco, lingua che conosceva benissimo, ma per l'opportunità che gli fornì di "respirare" nella città sede di una delle più antiche università della Germania (anno di fondazione 1402) un'atmosfera culturale di particolare intensità.
E, peraltro, proprio la filosofia tedesca era alla base della sua formazione culturale e professionale.
Non a caso le sue lezioni erano impregnate di questo humus, che gli consentiva di intrattenersi con grande capacità di approfondimento nelle sempre attese conversazioni con l'uditorio studentesco, specialmente sul pensiero filosofico tedesco.
Le sue riflessioni sulla filosofia critica di Kant e sulla dottrina della moralità, sull'idealismo sviluppato quindi nel pensiero di Fiche e nei contrasti di questi con lo Shelling, nonché sull'espressione più forte della speculazione post-kantiana (Hegel), costituivano materia anche di vivace dialogo all'interno delle classi durante e al termine delle lezioni. Per non parlare dell'intenso dibattito intorno alle elaborazioni filosofiche di Croce e di Gentile. O, sul piano più generale, degli scontri dialettici sulle antagonistiche riflessioni filosofiche dell'idealismo e del materialismo e particolarmente sulle speculazioni proprie delle correnti anti-metafisiche.
Non mancavano, peraltro,le discussioni sugli argomenti dell'attualità sociale e politica, allora particolarmente sensibili, anche sul terreno ideale, nel più ampio contesto della nostra comunità cittadina. E ricordo ancora, al riguardo, le vivaci polemiche con l'insegnante di religione – il compianto Don Ernesto Gallina, futuro monsignore. Polemiche, tuttavia, sempre improntate al massimo reciproco rispetto delle idee e delle contrapposte posizioni.
Ma sto indugiando forse troppo su ricordi personali.
Per tornare al Prof. Begozzi, credo che vada anche sottolineata la ventata di vivacità che la sua presenza riuscì a portare in un ambiente, che, pur vitale anche per la concomitante presenza di altri insegnanti di valore nelle materie classiche e scientifiche, si trovava pur sempre a pagare lo scotto di una rallentata vita culturale, dovuta anche alla faticosa ripresa dalla tragedia e dalla conseguente stagnazione bellica.
C'è da dire che il Prof. Begozzi si atteggiò anche da precursore sul piano didattico e del metodo di valutazione degli allievi, se è vero, ad esempio, che le sue interrogazioni si concludevano con un giudizio scritto, che precedeva sempre l'attribuzione del voto.
Il Prof. Begozzi fu anche intensamente impegnato sul più ampio terreno del dibattito civile e politico di Frosinone e della provincia, avendo sempre avvertito forte il richiamo a dare il suo contributo all'esame e alla soluzione dei problemi della comunità locale, al cui avanzamento egli cercò di dare apporti originali.
Questo suo impegno, ampiamente apprezzato e di cui ha lasciato traccia e ricordo ancora avvertiti in molte delle nostre comunità, lo portò anche a rivestire cariche elettive al Comune e alla Provincia di Frosinone, in rappresentanza dell'allora P.S.I., di cui fu esponente di spicco.
Ma, mi preme sottolineare, egli ha forgiato – e non sembri eccessiva questa affermazione – la generazione dei suoi studenti, in virtù di un sistema di insegnamento dei principii e dei valori civili ed etici, che sempre furono alla base delle sue relazioni con studenti e non studenti.
Particolare riconoscimento deve essergli infine anche tributato per il suo rapporto con le persone umili, nei cui confronti l'attenzione per i bisogni che esse esprimevano fu sempre pari al massimo rispetto.
Lasciato il liceo di Frosinone, per essere trasferito a sua domanda al Liceo Classico Amedeo di Savoia di Tivoli, egli si radicò agevolmente anche in questa nuova realtà sociale, di fronte alla quale si rese anche benemerito per la sua attività in favore della cultura; e in particolare per aver anche costituito in favore della Biblioteca comunale di Tivoli un Fondo librario, come tale ufficialmente riconosciuto nel 1970. Tanto che, dopo la sua scomparsa prematura, avvenuta nel 1969, la città di Tivoli volle dedicargli una strada, ancora oggi a lui intitolata.
E tanto sensibile fu la sua personalità di docente che, dopo un primo periodo nel quale continuò l'insegnamento di storia e filosofia nelle classi del liceo di Tivoli, a sua domanda volle essere trasferito all'Istituto Magistrale Statale "Isabella d'Este"della stessa città, dove occupò la cattedra di filosofia e pedagogia. Questa scelta egli fece con la consapevolezza – lo diceva egli stesso – che nella nuova scuola, avendo come discepoli futuri maestri, avrebbe consentito a questi ultimi di poter trasmettere a loro volta ai loro futuri alunni gli apprendimenti da lui ricevuti.
Un'ultima significativa notazione.
Recentemente, cliccando sul sito del Comune di Villa Santo Stefano (FR), ho avuto modo di rinvenire alcune pagine dedicate al "poeta contadino" Giuseppe Lauretti della zona del "Macchione" e nelle quali sono riportate alcune belle poesie. Ebbene, tre di queste poesie( tutte del 1953) sono dedicate proprio al Prof. Luigi Begozzi ed alla sua riconosciuta cortesia.
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