Delia Pizzuti e gli "Spazi di unità sensibile"
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Il 6 ottobre ci ha presentato una nuova autrice ciociara impegnata nelle arti visive. Il Castello dei Conti di Ceccano posto nel punto più alto della città ha ospitato nelle sue sale, che un tempo dovevano essere di rappresentanza, "Spazi di unità sensibile" racchiusi nei quadri di Delia Pizzuti.
La prima vera giornata d'autunno dopo una lunga estate molto calda ed il bel castello restaurato a dovere per gran parte, davano una romantica atomosfera che richiamava qualche film francesce della prima metà degli anni '970. Ci si aspettava di veder uscire da un momento all'altro Francoise Hardy, ma questa assenza non si è sentita grazie al bel volto della giovane autrice che completava la sensazione di quell'atmosfera se non fosse stato per il color verde dalla moderna lacca delle unghie.
Delia Pizzuti ha fatto gli onori di casa in quel pomeriggio di inaugurazione accostandosi ai suoi quadri insieme ai visitatori. Un colore ed una gamma estesa di sfumature, rese ancor più evidenti da sapienti
colpi di spatola o pennellate più nette, realizzano sensazioni ed impressioni di quegli «Spazi ascoltati, visti, sentiti nella loro intimità più profonda, che - la pittrice dice - scopro in me stessa le volte in cui guardo e aprendo gli occhi vedo, ritrovandomi oltre, in quell'altrove che ci abita dentro, spazio infinito dei paesaggi della nostra vita».
Quei colori e le loro sfumature sono gli «Spazi di unità sensibile, l'unità del tutto, della natura e dei suoi luoghi, territori dell'uomo che li vive e li modifica».
Siamo di fronte ad una ricerca artistica, nuova per chi scrive, che quindi sollecità curiosità. Delia illustra il suo impegno e fa un'affermazione rivelatrice e liberatoria: «Nonostante il dialogo tra opera e fruitore non possa essere mai completamente rivelato né indagato, credo che il suo avverarsi sia (e per me lo è) il fine e al contempo l'inizio di ogni ricerca e azione di un artista. Questi, adoperandosi nel proprio lavoro e mettendo a nudo le proprie visioni, getta il seme di nuove possibili realtà. Esse avranno luogo in quello spazio d'interazione tra opera e fruitore, che è il compiersi dell'evento artistico stesso».
Apprezzo questa affermazione che chiarisce bene l'intera definizione che Delia Pizzuti da de «il lavoro che tento di portare avanti in ambito pittorico fa parte di un progetto di ricerca artistica, aperto anche alle altre arti visive, che ha come punto principale d'indagine la percezione dell'uomo ((individuo-soggetto) rispetto al proprio contesto-mondo, che, di volta in volta, si delinea in luogo, paesaggio e territorio, vissuto e agito allo stesso tempo.
In pittura, gli elementi di studio alla base di questa ricerca sono luce e colore, energia e materia che, interagendo, creano nello spettatore sensazioni ed emozioni. Queste danno luogo a spazi percettivi sempre nuovi e diversi, relativamente ai soggetti che entrano in contatto con l'opera, che a sua volta muta, costruendo un legame sottile ed intimo con il suo spettatore-interlocutore».
Buon lavoro Delia. Facci conoscere i nuovi passi del tuo cammino.

Scarica il commento alla mostra ed al lavoro di Delia Pizzuti del Professor Marcello Carlino
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Delia Pizzuti é nata a Frosinone nel 1980. Consegue la maturità artistica presso il Liceo Artistico " Anton Giulio Bragaglia" ( FR). Consegue la laurea triennale in Geografia Umana e Organizzazione Territoriale conseguita presso l'Università degli Studi di Firenze e si diploma in Arti Visive -Pittura- dopo il Biennio Specialistico presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna.
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 13 Ottobre 2011 12:00)



