Dimenticare è la regola
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di Michele Santulli - Umberto Mastroianni e Libero de Libero: abbasso! Abbiamo lamentato qualche giorno addietro quanto sia normale qui da noi ignorare ricorrenze la cui celebrazione -e gratitudine- rientra nei perfino banali doveri nonché piaceri -sì, piaceri!- di una società civile, alludendo al trentennale della morte di Libero de Libero, tra l'altro l'unico vate della Ciociaria, del quale nessuno si è ricordato, con una parola, una frase, una nota, una conferenza che non si nega a nessuno: nemmeno il comune che ne conserva le spoglie mortali, Patrica, occupata in incombenze più gratificanti, quali le strisce rosa per far parcheggiare le donne incinte.
Ma un altro fatto si deve registrare, ancora, forse, più lacrimevole e pietoso a dir poco, per noi frusinati. E cioè l'oblio completo nel quale è caduto addirittura il centenario della nascita di Umberto Mastroianni, l'illustre scultore ciociaro. E' vero che prima di tutto vengono il cemento armato e l'asfalto che ci portano da sempre ricchezza e piena occupazione come si vede in giro -e ci interrompiamo- allora si capisce bene che in contesti così elevati e eccellenti, arte e cultura e civiltà non contano, sono per gli snob, per i nullafacenti, per i perditempo: quindi giustamente e coerentemente qui in provincia di Frosinone, come da anni registrano le statistiche, è normale che siamo ai primi posti in Italia per il bel vivere e il buon vivere, grazie a tutti i musei presenti, le sue pinacoteche, le biblioteche, le istituzioni culturali e artistiche, i servizi, il verde, la cura della natura e dell'ambiente, i suoi uomini politici, addirittura parrebbe che abbiamo superato Gela, che ci precedeva, ed è tutto dire, in tale stimolante e invidiabile gara verso la civiltà.
L'oblio frusinate di Umberto Mastroianni è così imperdonabile che diventa perfino grottesco evidenziarlo. A onor del vero va puntualizzato che da qualche scranno ufficiale è venuto un comunicato giustificativo di tali ignavia e silenzio e, in aggiunta, la sua patria di nascita, Fontana Liri, ronza beata appresso a qualche festival o a qualche premio nazionale di poesia o ai fuochi pirotecnici o alle pappardelle....Il punto arduo ad assimilare è però che personaggi come Umberto Mastroianni, in una società civile, fanno parte della quotidianità, come ne fa parte il prete o il pastore o il sindaco o il medico di famiglia o tutti i santi, o il primo maggio. Quindi una ricorrenza così capitale quale il centenario della
nascita non doveva essere incombenza di uno o due enti bensì era obbligo nonché interesse e atto di civiltà corali di tutta la provincia che ne è stata la patria, quindi principalmente nelle scuole ed enti pubblici di tutti i livelli, doveva essere un ribollire di iniziative e di commemorazioni e di gratificazione...Ma che fanno nelle scuole? E l'Accademia di Belle Arti? E i Licei e Istituti d'Arte? E l'Università?
La reale contingenza è stata dipinta a chiare lettere nel "Corriere della sera" in un intervento del 15 luglio scorso che sottolinea ed evidenzia l'apatia e l'indifferenza e quindi la inciviltà e incultura non tanto e non solo del suo luogo di origine indegno di tanto figlio, Fontana Liri per ricordare -Frosinone non conta!- ma anche della Regione Piemonte che tante sue opere conserva, parimenti di Torino e delle altre grandi città che ne conservano i monumenti e che lo hanno avuto illustre cittadino per quasi mezzo secolo, dei musei a lui dedicati ai quali sarebbe doveroso togliere tutti i contributi e prebende di cui godono visti tali non-risultati, e quant'altro. L'articolista, dopo aver ricordato che l'artista è presente in 163 musei del pianeta, va ben oltre e estende la condanna, correttamente, a tutto il Paese e cioè all'Italia intera in quanto, al contrario, come sempre, molti paesi del mondo hanno ricordato Umberto Mastroianni in qualche maniera, solo l'Italia zero e la sua patria ciociara zero assoluto. Il "Corriere della Sera" informa, quale conclusione, che il Portogallo ha emesso un francobollo commemorativo dell'avvenimento! Nella nostra provincia risparmio di rammentare in che stato si trovano le sue opere quali il monumento ai caduti a Frosinone e quello a Cassino, tralasciando altri esempi altrettanto clamorosi per il cosiddetto amor di patria.
Ma noi dove viviamo? E gli studenti? E le associazioni?
Torneremo su questo argomento, sperando che nei media nostrani ci sia o rimanga un piccolo spazio per interventi di questo tenore.
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 07 Settembre 2011 10:55)



