Un piccolo capolavoro torna in patria
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di Michele Santulli - Illustrammo qualche tempo fa quella scultura sorprendente di Amleto Cataldi dal titolo la 'Danzatrice' -definito invece 'La Ninfa del Liri' da raffinato giornalista del luogo- che dopo aver attraversato l'oceano, ora dopo quasi cento anni, fa bella mostra di sé, grazia alla sensibilità e interesse della attuale compagine governativa, proprio nell'atrio del palazzo provinciale, a gratificazione e contemplazione di tutti. Anzi a onor del vero va precisato e sottolineato che tale iniziativa della Provincia rappresenta, tra l'altro, l'unico momento promozionale e commemorativo dell'arte di Amleto Cataldi in quanto in questi ultimi sessanta anni non si è né parlato né onorato in qualche modo il suo nome, nemmeno nella sua terra di origine. Quindi, tra l'altro, motivo di prestigio ancora maggiore per la Provincia che ha interrotto tale oblio persistente dell'artista e, questo è l'auspicio, dato l'abbrivio al risveglio delle iniziative.
Ora ci piace informare che le nostre investigazioni ci hanno portato ad apprendere che la passione per le cose nostre di un collezionista locale è stata tale per cui un altro piccolo capolavoro di Cataldi è tornato in provincia, sua patria ideale. Detta opera fu presentata, in gesso, per la prima volta nel 1909 alla VIII Biennale di Venezia col titolo originale di 'Il manovale', momento storico in cui le istanze sociali erano molto sentite anche nella espressione artistica; poi in bronzo fece l'apparizione in qualche altra esposizione e quindi in una mostra a Roma nel 1916 col titolo di 'La figlia del lavoro' con notevole successo e riconoscimenti tanto che -come viene documentato- venne acquistata direttamente dal re Vitt. Em. III per la sua collezione privata. Ci racconta un critico che in questa mostra romana l'opera fu particolarmente ammirata da un pittore francese Carolus Duran, al sommo della celebrità. Quindi questo bronzo rappresenta un unicum tematico perciò della più grande rarità nell'ambito delle opere dell'artista.
Come si sa le vicende della esistenza umana sono tali e tante che ad un certo punto, poco tempo fa, non si sa come e da dove, l'opera apparve improvvisamente -e, direi, miracolosamente- sul mercato antiquario nazionale, alla guisa di una cometa, e lestamente il nostro collezionista, sempre con il naso in alto e le tasche vuote, la fece sua, riportandola dunque in Ciociaria.
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Ultimo aggiornamento (Domenica 28 Agosto 2011 11:46)



