"Il cerchio, l'archivio, la memoria"
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"Il cerchio, l'archivio, la memoria" è il titolo del libro, ma non solo. E' anche un messaggio che contiene il percorso nello spazio e nel tempo che compie Lorenzo, il protagonista di un bel romanzo scritto da Pasquale Giordano, giornalista, alla sua prima esperienza libraria.*
Narra un arco della vita di Lorenzo che possiamo collocare fra il 1960 e gli inizi degli anno '80 fino al terremoto che sconvolse la Campania e la Basilicata con un flashback imprevisto ed improvviso agli anni della malattia del protagonista da bambino.
Mariano, Don Leonida, Giorgio, Silvia, Mara, Libero, Salvatore, il padre Michele e sua madre Lucia di cui "ricordava il volto e frammenti di vita comune", Antonella e soprattutto Anna, il suo indimenticabile grande amore, sono il mondo di Lorenzo e del romanzo. Un mondo piccolo, come quello di ognuno di noi, che diventa grande negli intrecci con le vicende sociali e politiche che coinvolgono il protagonista. Grazie alla sua ricerca, quasi smaniosa, di nuove condizioni di vita viaggia dai luoghi natali del sud al nord dell'Italia fino ad approdare nella capitale dove matura e consolida le più impegnative esperienze professionali di giornalista.
La narrazione di Giordano occhieggia continuamente fra autobiografia e distaccato racconto per la provocatoria civetteria di Lorenzo o dell'autore (chissà) di passare dalla terza persona alla prima affidando a quest'ultima di esternare le riflessioni. Ma, non è un nodo da sciogliere, basta leggere il libro come un racconto di fantasia che incuriosisce ed avvince.
Mi piace come si costruisce la vicenda intorno a Lorenzo che è l'indiscusso protagonista sia quando è a disagio nell'avere persone intorno come al funerale di Mariano, sia quando è alla ricerca di un ordine con cui definire gli avvenimenti suoi e le loro relazioni con gli accadimenti della vita. E' la mission della personalità di Lorenzo che si svilupperà in un interessante e continuo conflitto intellettuale, e non solo a volte, fra bisogno degli archivi e della memoria che custodisce i ricordi nella loro vitalità.
Il giovane avvocato, che il lettore incontra fin dalle prime pagine del libro, pieno di interrogativi e di dubbi alla ricerca di verità e certezze e regole è molto attuale. Ha tanti sentimenti dei giovani d'oggi o meglio dichiarati da molti giovani d'oggi come quando "negli anni dell'adolescenza più volte Lorenzo si era chiesto perché tutto dovesse essere e restare così". E' il più costante ed assillante interrogativo di ogni generazione di giovani che si esprime sempre anche nei modi più diversi. E' molto interessante come viene descritta la crisi di crescita del giovane. Ci sono tutti gli ingredienti, il fastidio per le ritualità a partire da quella religiosa, alla cadenza dei giorni come la domenica che ha i suoi ritmi tanto che "svegliandomi di colpo dopo un letargo di anni, potrei subito dire se è domenica o no".
Già in questi anni Lorenzo comincia a maturare la scelta politica che sarà irreversibile. Ha la capacità di imparare ascoltando i più anziani e soprattutto quel Don Leonida che da sempre gli è accanto, ma, purtroppo, freddo e scostante. I comunisti, come Dolleò, sognano di liberarsi dei padroni e dei prepotenti, vogliono il rispetto dei diritti dei più deboli, del lavoro come dei lavoratori. Patiscono grande sofferenza per le loro le sconfitte. Tutto ciò lievita nella mente e nel cuore di Lorenzo. La descrizione di questi anni è delineata da sostantivi e aggettivi che si inseguono per sinonimi progressivamente più incalzanti trasmettendo al lettore un sentimento o solo una sensazione da non dimenticare. Ho letto questi passi con l'emozione, dimenticata, di quando affrontavo per la prima volta le descrizioni irrompenti con cui Erka Jong voleva svegliare le menti di chi aveva "Paura di volare".
Sfido chiunque a non emozionarsi leggendo la "lucida" descrizione di una ubriacatura del protagonista. Bellissimo questo sbronzo che cerca di guidarsi, e si conduce fino ad un porto sicuro che lo accoglie e lo conforta. Mara.
Credo che senza eccessive forzature si possa dire che è un esempio magistrale di un "un come eravamo".
La forza del giovane, di un giovane c'è tutta. E' come se fosse ancora un adolescente. "Essere adolescenti non è un crudele scherzo della natura, ma piuttosto il "momento più alto della nostra specie"(David Bainbridge). **
La voglia di nuovo e di diverso spinge Lorenzo. Vuole partire, trovare un luogo, uno spazio, un tempo a sua misura che lo faccia sentire protagonista delle sue scelte e di sè. Anche il suo vincolo con Silvia non lo ferma. Anzi utilizzando la collaudata tecnica di farsi lasciare crea le condizioni della sua libertà senza ulteriori freni. Non vuole provocare lacerazioni. A Lorenzo non piacciono e odia la violenza in tutte le sue forme. Per davvero e con coerenza.
Tutto il libro è segnato da un matura capacità introspettiva che si illumina particolarmente nel momento in cui Lorenzo realizza di allontanarsi dallo stile di vita in cui era costretto nel suo luogo natale (ad eccezione di Roma nessuna città o paese del racconto è identificabile). Neppure il suo amico Giorgio riesce a fermarlo attaccandolo "vorresti volare, non fai che sognare itinerari confusi, peccato che tu abbia dimenticato di costruirti le ali. Pensi di ricominciare senza aver mai cominciato...". Davvero duro, ma senza esito.
Lorenzo è un protagonista indubbio non solo perché occupa la scena sempre e da ogni punto di vista, ma soprattutto per il coraggio che ha di mettersi a nudo. Mai ha il timore di parlare delle sue debolezze, dei suoi errori e dei suoi sentimenti. E' un uomo vivo e vero. Modernissimo.
Nasce politicamente nelle file degli universitari cattolici ma approda nel Partito Comunista Italiano attraverso un suo percorso originale che passa dalla lettura delle ingiustizie sociali, al rifiuto della violenza in ogni sua forma, anche quella interpersonale, che aborrisce. Il Pci in quella fase sta perseguendo un obiettivo di progresso sociale che Lorenzo condivide. Ma c'è anche un altro elemento: i comunisti sono all'avanguardia nella difesa e nel sotegno delle donne per la propria emancipazione. Lorenzo è molto sensibile a questo tema desiderando da sempre una donna liberata che dialoghi con lui in tutto, su tutto e per ogni accadimento quotidiano. Nel suo desiderio d'amore è fortissimo il bisogno di comunione profonda fra l'uomo e la sua donna.
Lorenzo è coraggioso nel rivelarsi e basta leggere le pagine in cui narra e ricorda il suo amore per Anna (al quale qui dedico neppure un rigo perché il lettore lo scopra da sè) per comprendere questo mio giudizio.
Da giovane avvocato, nel suo girovagare, Lorenzo si trasforma in giornalista con incarichi professionali sempre più impegnativi e vede messe alla prova le sue doti durante gli anni di piombo.
Anni terribili per noi che li abbiamo vissuti. Anni di orgoglio per l'attività politica consapevole con la quale tutti i democratici italiani, in primo luogo comunisti e democristiani senza leggi speciali a con la forza della politica hanno sconfitto il terrorismo.
Lorenzo vive questa stagione con dolorosi coinvolgimenti personali che segnano profondamente la sua vita e la sua ricerca intellettuale e spirituale. Colpiscono il suo amore.
E' questa la stagione in cui il nostro scopre Don Leonida o Dolleò come lui lo chiama. Dolleò lo aiuta a superare le fasi dolorose che attraversa compresa quella del terremoto che colpisce duramente la casa dei suoi genitori, "il palazzo". "Non pensare troppo a quello che è successo. E' inimmaginabile". Formidabile, questo vecchio amico di famiglia che con una frase fa scoprire l'esistenza del "Caso" e la sua importanza. "Tutto ti stupisce, tutto per te è nuovo". Non ti sono capitate insieme tutte le cose buone e le cose cattive. Soltanto alcune cose buone e altre cattive. Ma non c'è ordine, non c'è legame. Avrebbero potuto essere di meno o di più. Di niente avresti dovuto meravigliarti, ma soltanto vivere".
Anche Anna pensava che si dovesse "soltanto vivere". Anna grande amore. Forse un sogno. L'immagine della donna ideale del XX secolo?
Lorenzo si avvia alla fine del suo racconto riconoscendo che "...Dopo avrò solo la memoria. La memoria che comprende il cerchio e il caso. ... il caso non avrà più valore, non potrà più influenzare la mia vita. Perché se esso è disordine, sommovimento delle regole e della normalità, non avrà più nulla da sconvolgere.
Durante la lettura di questo romanzo s'insinua costante la curiosità di sapere cosa sta per succedere. Si ha l'impressione che ci sia qualche altra cosa che deve accadere. Fino all'ultima pagina, dove troverete ancora una sorpresa. Ma non ve l'anticipo.
Mi fermo qui e dico a Lorenzo:" grazie della tua storia". Sei un uomo dolce e insieme forte, molto forte.
Note
* Pasquale Giordano è nato a Napoli, vive attualmente a Roma. Nasce come giornalista nella redazione ciociara di Paese Sera dopo aver lasciato l'Inps dove era un funzionario dirigente. Per 16 anni lavora a Paese Sera (gloriosa testata romana) con incarichi diversi compreso quello di presidente della cooperativa che possiede e gestisce il giornale. Per 10 anni lavora alla Rai e qui ricopre anche il ruolo di direttore di un giornale radio.
"Il cerchio, l'archivio, la memoria" esce nel gennaio di quest'anno edito dal gruppo Albatros Il Filo Srl, Roma (www.ilfiloonline.it) al costo di copertina di € 14,50
** "Quella fase in cui ci si ricopre di peli, si è scontrosi e duri verso il mondo, ci si perde nei meandri dell'introspezione e si soffre la prima volta per amore (tanto per dirne qualcuna) dovrebbe essere vista come un periodo in cui possiamo avere il meglio di due mondi: "l'incantevole meraviglia di un bambino e la rassicurante indipendenza di un adulto". Ne è convinto David Bainbridge, docente di Anatomia clinica veterinaria all'Università di Cambridge e autore di un libro dedicato alle creature più meravigliose - e fastidiose - del pianeta: Adolescenti. Una storia naturale, edito in Italia da Einaudi Stile Libero con la traduzione di Giuliana Lupi.
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 14 Aprile 2010 17:54)




