Ultimi anche nel reddito minimo garantito
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di Denise Compagnone, da Il Messaggero - La provincia di Frosinone, ancora una volta, si rivela fanalino di coda. La nuova legge regionale sul reddito minimo, attiva da quest'anno, riguardava nella sua prima fase sperimentale donne e uomini disoccupati, inoccupati e precari, di età compresa tra i 30 e i 44 anni e con un reddito personale non superiore a 8.000 euro: chi avesse presentato domanda avrebbe potuto ottenere un reddito mensile di circa 500 euro per un anno.
«Con questo strumento e con gli interventi di politiche attive per il lavoro la Regione – aveva commentato l'assessore regionale Alessandra Tibaldi, promotrice dell'iniziativa - ha voluto dare una risposta concreta ai bisogni delle fasce più deboli del mercato del lavoro, particolarmente colpite in questo periodo di crisi economica». In realtà però questa risposta concreta, per i fondi messi a disposizione potrà arrivare ad una bassissima percentuale: in provincia di Frosinone le domande presentate sono state migliaia, sicuramente più di 30mila e coloro che ne beneficeranno saranno solo poche centinaia: tra le 300 e le 500 persone. Non solo: a distanza di mesi dalle date di presentazione delle domande (termine ultimo 30 settembre) ancora addirittura non sono state ancora stilate le graduatorie. Una serie di ritardi generali ha effettivamente investito l'intero procedimento: la prima data fissata dalla Regione per le graduatorie, al 25 ottobre, infatti è slittata per tutte le province: così il 27 novembre sono state pubblicate le graduatorie della provincia di Rieti, il 12 dicembre quelle della provincia di Latina, poi in rapida successione il 15 la provincia di Roma ed il 18 dicembre è toccato a Viterbo. Tutte le province sono ad oggi nella fase di presentazione dei ricorsi. Frosinone tace. Come è possibile? Se lo chiede anche il consigliere del Pd Simone Costanzo in un'interrogazione a risposta scritta inviata al presidente della provincia Iannarilli e all'assessore alla formazione Ernesto Tersigni. "L'unica provincia del Lazio che non pubblica la graduatoria – ha scritto Costanzo – è l'ennesimo segnale dell'inefficienza dell'amministrazione Iannarilli che pensa più a nominare nuovi dirigenti (costosissimi ed esterni all'ente) che a far funzionare la macchina amministrativa dando risposte concrete ai nostri concittadini". Ma a chiederselo sono anche le decine e decine di persone che da mesi su internet chiedono informazioni, minacciano denunce, raccontano quanto sia difficile sbarcare il lunario: parlano delle proprie esperienze personali, di come giorno dopo giorno l'attesa logori la speranza di un sussidio seppur minimo. Si sentono presi in giro dalla politica e fanalini di coda nell'ennesima classifica. «Possibile che non si riescano a pubblicare questi benedetti elenchi? – è uno dei commenti - Sembra un'utopia: siti non aggiornati da mesi, la provincia che si scoccia a rispondere al telefono! Che schifo! Ma a chi ci dobbiamo rivolge per essere tutelati?«. Una risposta, ieri pomeriggio, l'ha data l'assessore Tersigni, appositamente contattato: «Abbiamo le graduatorie – ha detto – ma ci sono stati dei problemi. Tanti infatti sono stati gli errori, anche banali, riscontrati nelle domande e così Poste Italiane ha redatto due elenchi, uno con le domande ammissibili ed un altro con quelle non ammissibili, che sono quasi il 50% dell'insieme delle richieste. Quindi abbiamo chiesto alla Regione Lazio come comportarci in merito. Ancora non conosco la risposta, ma sono certo che le graduatorie verranno pubblicate prestissimo». Nel frattempo toccherà aspettare ancora. {jcomments on}
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