Diritto di sciopero e di informazione, due volti della stessa medaglia
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di Alessandro Cardulli da Dazebao.org 21 giu 2010 - Ci chiediamo: sono due cose diverse il diritto di sciopero per il quale si battono i metalmeccanici della Fiom, a partire da Pomigliano e il diritto all'informazione? Parrebbe di sì. C'è stata e , speriamo continui e si rafforzi, la mobilitazione contro la legge –bavaglio. Manifestazioni, raccolte di firme, appelli, scende in campo non solo chi subisce in modo diretto gli effetti devastanti della legge che Berlusconi vuole portare a casa, per se e per i suoi cortigiani, per i tanti della "cricca" già indagati e per quelli che teme lo saranno.
Si sono messe in moto forze, energie nuove, sono tornati a farsi vivi intellettuali, personalità del mondo della cultura, che si erano rintanati in qualche loro angolo. E' nato con queste battaglie un nuovo soggetto politico che anima le piazze di tante città, usa i muovi media che la tecnologia ci offre, parla, dialoga, fa da se, si confronta, lancia appelli, promuove manifestazioni, presidi. Si chiama " popolo viola" ed ha costituito uno stimolo, un pungolo, per le forze politiche e sociali tradizionali a scendere in campo, ad uscire dai "sì, ma".
I quotidiani listati a lutto
Addirittura, cosa impensabile fino a qualche tempo fa, tanti quotidiani, siti, si sono presentati ai lettori listati a lutto, con pagine bianche, con articoli depurati dalle parti che la legge bavaglio farà sparire dalla circolazione, rendere impossibile pubblicare. Insomma una parte consistente del paese ha fatto propria una battaglia che stentava a prendere quota, quella per il diritto dei giornalisti ad informare e dei cittadini ad essere informati. Un percorso di lotte nel quale si sono incontrati la difesa di altri diritti, ugualmente fondanti della democrazia: l'indipendenza e l'autonomia della magistratura cui si vuole impedire di svolgere in modo adeguato indagini contro la criminalità organizzata bloccando uno strumento fondamentale quali le intercettazioni. Il diritto di sciopero, i diritti dei lavoratori conquistati con dure lotte nell'arco degli anni, non sono altra cosa. La difesa della democrazia e della Carta costituzionale , se questi diritti vengono violati, diventa più difficile, si aprono falle negli argini da predisporre. Tutto il fronte si indebolisce . I regimi autoritari si sono costruiti colpendo a morte le organizzazioni dei lavoratori. Noi italiani ne sappiamo qualcosa.
Ma evidentemente dimentichiamo la nascita del fascismo, gli assalti alle Camere del Lavoro. E dimentichiamo anche gli anni del dopoguerra quando nelle fabbriche della Fiat la Cgil, la Fiom non aveva diritto di cittadinanza. Chi scioperava veniva licenziato. In uno stabilimento importante, la Fiat di Marina di Pisa, scioperava un solo operaio in modo che i dirigenti potevano dire che il diritto di sciopero era garantito.
Diamo uno sguardo a Pomigliano
Ci domandiamo e domandiamo a tutti coloro che si sono mobilitati per la libertà dell'informazione, per l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, se non è il caso di dare uno sguardo verso Pomigliano d'Arco, Napoli, Campania, dove si gioca l'inizio di una partita dove la posta non riguarda solo migliaia di posti di lavoro ma anche diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione che riassumiamo in poche parole: diritti e dignità dei lavoratori. C'è troppa " distrazione" nel mondo dell'informazione. Si fa fatica persino a pubblicare non diciamo il testo, ma le parti fondamentali del piano di Marchionne, mentre si fa largo uso di disinformazione. Abbiamo sentito in un servizio del T3 una signora che intervistava Rosy Bindi dire: "Visto che la maggioranza del Pd è per il sì all'accordo" e poi la domanda. Egregia signora da cosa le risulta che la maggioranza del Pd ha questa posizione? Ancora: scrive Scalfari un editoriale molto interessante sui lavoratori dei paesi ricchi e dei paesi poveri, problema posto da Marchionne che punta a peggiorare le condizioni di vita e di lavoro in linea con quelle dei polacchi. Ma dimentica che lo scontro oggi è in particolare su due diritti. Quello di sciopero e la salute ( altra cosa e l'assenteismo). Strana e sospetta dimenticanza pensando anche al ruolo di punta che il fondatore di Repubblica ha svolto e svolge contro la legge bavaglio. Due pesi e due misure? Non vogliamo crederlo ma dobbiamo sapere che il " dopo Pomigliano" è già cominciato. Con il voto sul referendum, un ricatto vergognoso nei confronti dei lavoratori, la battaglia non si chiude. Diritti, libertà, giustizia sociale sono il bene di tutti. Sia che si lavori in una fabbrica, si scriva su un giornale, si operi nei Palazzi di giustizia.{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 23 Giugno 2010 12:12)







