Prime stangate del federalismo fiscale
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Prime stangate del federalismo fiscale: il passaggio di proprietà per l'automobile potrà costare sino al 600 %. Viene eliminato il vantaggio fiscale per chi acquista un veicolo da un concessionario e così l'imposta di trascrizione per l'acquisto di un'auto vecchia o nuova vola.
Primi danni del federalismo fiscale nei confronti dei cittadini ed in particolare degli automobilisti. Il decreto sul federalismo fiscale regionale e provinciale approvato il 31 marzo, infatti, ha sbloccato le addizionali e previsto le addizionali comunali Irpef, anticipando la possibilità di esosi rincari per l'imposta provinciale di trascrizione, ovvero il tributo che si paga sui passaggi di proprietà delle autovetture nuove e usate, con punte che secondo gli analisti toccheranno ben il 600% rispetto a prima dell'approvazione del suddetto decreto.
In particolare la misura è contenuta nell'art. 13 – Tributi connessi al trasporto su gomma -, comma 5-bis del decreto sul federalismo. La nuova normativa prevede la cancellazione del vantaggio fiscale previsto per chi acquista un veicolo nuovo o usato da un concessionario. Come è noto, infatti, fino a prima dell'entrata in vigore del federalismo fiscale, l'acquisto da un soggetto Iva – ovvero un concessionario – era soggetto all'imposta provinciale di trascrizione in cifra fissa e che variava da provincia a provincia nell'importo compreso tra 151 a 196 euro, indipendentemente dalla potenza del veicolo.
Per l'acquisto da privato a privato, il trattamento fiscale era proporzionale alla potenza in kilowatt , variando da 196 euro per 54 kw fino ad un massimo di 1.026 euro per i veicoli più potenti.
Con l'introduzione della nuova disciplina tale differenza viene di fatto abrogata con la conseguenza che l'imposta di trascrizione sarà proporzionale alla potenza fiscale dell'autovettura ed a pagarne le conseguenze saranno quindi i cittadini che acquistano dal concessionario costretti a pagare come se acquistassero da un privato.
A guadagnarci saranno le Province che secondo le stime incasseranno dall'applicazione del nuovo regime dell'IPT ben 300-400 milioni di euro ed i cittadini non possono che ringraziare per questa nuova stangata la Lega e l'attuale governo.
fonte, "Tutela del Consumatore" a "Sportello dei Diritti" responsabile Giovanni D’Agata
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