Le multe sono aumentate del 2,4%, una bastonata ai poveri, solletico ai ricchi
| Servizi - Diritti da difendere |
Dal 1° gennaio 2011 sono aumentati del 2,4% gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni stradali.
Infatti è stato emanato il decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che disporrà l'adeguamento dell'entità delle sanzioni ai sensi dell'art. 195, comma 3, del codice della strada.
Negli ultimi anni, gli importi delle contravvenzioni per le infrazioni del Codice della strada sono aumentati con cadenza quasi annuale, raggiungendo cifre veramente elevate: in alcuni casi più di quanto un lavoratore guadagna in una giornata.
Le multe non tengono in considerazione il reddito del trasgressore che può incidere fortemente sul bilancio familiare di quel mese. Questo rappresenta la violazione dell'art. 3 della Costituzione che fa riferimento alla discriminazione delle capacità finanziare tra coloro che grazie al proprio censo possono pagare e chi invece meno abbiente viene messo in ginocchio.
In Europa alcuni stati, per esempio in Austria, in Svizzera, l'importo delle multe è proporzionale al reddito del trasgressore.
In Italia al contrario nessuno ha mai ipotizzato questa soluzione che sarebbe vera espressione di uguaglianza e democrazia anche perché mantenendo lo status quo, un paperone in Ferrari si sentirà legittimato a trasgredire le norme del CdS, perché le sue tasche non verrebbero intaccate al contrario di un comune cittadino.
fonte, "Tutela del Consumatore" da "Sportello dei Diritti" responsabile Giovanni D’Agata
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