Gli ottantenni e la bolgia delle patenti speciali
| Servizi - Diritti da difendere |
Se si ha una certa età o si portano problemi particolari, già da tempo è difficile vivere e guidare a Roma e provincia. Ma adesso è diventato quasi proibitivo rinnovare la patente di guida. Infatti da qualche mese il nuovo Codice della strada ha stabilito che i cittadini con più di 80 anni devono essere sottoposti ad un regime analogo a quello dei possessori di patenti speciali, ossia dovranno essere sottoposti a una visita presso una delle tre commissioni mediche locali previste per Roma e Provincia (via G. Marotta 11- RmC al Laurentino 38, Lungotevere della Vittoria 3 - RmE, via San Benedetto del Tronto 9 - RmB San Basilio). Inoltre non potranno più esibire il semplice certificato rilasciato da un medico legale, ma dovranno portare i risultati di diverse visite ed esami da effettuarsi presso le strutture pubbliche competenti, per ottenere una proroga da sei mesi fino a due anni. Tali disposizioni sono piuttosto discutibili, ma peggio ancora le informazioni sulle procedure da seguire sono scarse: la Motorizzazione e le Asl rimandano tutti ai tre ambulatori competenti, i numeri di telefono delle tre commissioni sono perennemente occupati o non funzionanti, il personale delle Aziende sembra non essere stato ancora informato in modo adeguato.Bisogna dunque recarsi presso una delle tre strutture designate, a prescindere dalla propria Asl di appartenenza. Ma queste, incaricate anche per le patenti speciali per disabilità e per chi avuto problemi di alcol o droga, risultano ogni giorno sovraccariche di gente, occorre mettersi in fila per ore dalla prima mattina, senza neanche la certezza di ottenere udienza. Se si riesce ad ottenere una visita dopo qualche mese (a ottobre prenotavano per fine gennaio), si deve portare l'elettrocardiogramma, il certificato di una visita geriatrica a pagamento, il certificato anamnestico del medico di famiglia e un'autocertificazione. Ma la cosa non è facile, dal momento che non esistono moduli unificati per i medici di famiglia, e questo crea problemi di uniformità tra i certificati presentati alle visite. Il risultato è che da questa estate migliaia di anziani, insieme a giovani con disabilità o con problemi, sono costretti a passare le giornate in fila agli ambulatori o in giro tra le varie strutture cercando di capire le cose da fare, con il timore poi che neanche tutti gli esami siano poi sufficienti per vedersi rinnovare il permesso di guida.
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