Nel corso della cerimonia ufficiale tenutasi ieri presso la Città del Gusto di Roma, i curatori della Guida dei Ristoranti d'Italia del Gambero Rosso hanno attribuito il massimo riconoscimento delle "Tre Forchette" ad uno chef ciociaro. Il premiato - manco a dirlo - è stato Salvatore Tassa, cuciniere e patron del ristorante Colline Ciociare di Acuto. Salvatore Tassa, grazie ad una tecnica assai solida, ad una continua sperimentazione e ad un estro fuori dal comune, da diversi anni risiede stabilmente nell'olimpo della ristorazione nazionale. Unico chef della provincia a potersi fregiare della prestigiosissima stella Michelin, il cuciniere acutino ha sempre saputo coniugare, ai massimi livelli e con mano sapiente, le migliori produzioni tipiche locali con i sapori del mondo ed ha legato il suo nome e le sue suggestioni gastronomiche al territorio. Il suo senso di appartenenza, l'attaccamento alle radici e la sua fierezza "ernica" lo hanno accompagnato nel suo incessante peregrinare in giro per il mondo trasformandolo, di fatto, in un vero e proprio ambasciatore della Ciociaria. E oggi le "tre forchette", uno dei riconoscimenti nazionali più autorevoli in ambito gastronomico, vanno ad arricchire il già lungo ed invidiabile palmares consacrando definitivamente la sua cucina e, indirettamente, l'intero territorio. "Sono felice ed onorato - commenta Salvatore Tassa con un pizzico di orgoglio - per un premio che sento di dover condividere idealmente con la mia amatissima terra. In ogni mio piatto c'è sempre un rimando, più o meno esplicito, alla Ciociaria. Il profumo della ginestra o del rosmarino, il pecorino del vecchio pastore, la pasta fatta in casa, l'aringa che cucinavano i nostri nonni o, più semplicemente una rapa dell'orto". Proprio le rape rosse, le carote, le patate, le cipolle e le erbe selvatiche, alimenti di per sé poveri, sono al centro della nuova rivoluzionaria cucina di Salvatore Tassa. Una cucina che è, al tempo stesso, ricerca, cultura ed ecologia; una cucina che si caratterizza per il coraggioso ritorno alla semplicità, alle memorie ancestrali, all'essenza delle cose. Ecco forse spiegato uno dei motivi che hanno indotto i critici del Gambero Rosso a posizionare il nostro Tassa ai vertici dell'italico buon mangiare. I prodotti dell'orto vengono denudati, assecondati, esaltati, sublimati, trasformati in messaggi ed emozioni e proposti in una sequenza logica che - come diversi capitoli di un unico coinvolgente romanzo - sa regalare emozioni autentiche e, per dirla con Salvatore Tassa, fa vivere il "lusso della semplicità".
