1946-2006. 60 anni dalla partenza dei bambini al Nord

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Note preparate da Lucia Fabi ed illustrate nell'Assemblea del 16/2/2006 a Ceccano - La grande iniziativa dell'ospitalità familiare verso i bambini vittime della guerra, rappresentò un momento tra i più ricchi di significato e di risultati.

In un periodo in cui profonde erano state le sofferenze ed i dolori subiti ed ancora presenti erano le profonde lacerazioni, questa iniziativa riuscì a risvegliare gli animi verso un nuovo tipo di solidarietà ed un reciproco scambio di sentimenti e fratellanza che arricchì non solo i bambini e la famiglie ospitanti, ma anche tutti coloro che lavorarono per la buona riuscita dell'impresa.
Insomma ciò che la guerra aveva diviso, i bambini con la loro gioia di vivere, stavano riunendo.
Nelle regioni del Nord Italia migliaia di famiglie aprirono ( con un inaspettato slancio di solidarietà ) le loro case ai bambini provenienti dalle zone più colpite dalla guerra e dove più forte si presentava il disagio infantile.
A Ceccano, dove 150 bambini hanno vissuto questa indimenticabile esperienza, siamo quasi portati a pensare che l'avvenimento fosse stato circoscritto alla zona del Cassinate.
In realtà non fu così poichè si trattò di un movimento molto vasto:
Tra il 1945 ed il 1951 circa 70.000 bimbi del Centro- Sud ricevettero ospitalità presso famiglie bracciantili, operaie, contadine e del ceto medio, dell' Italia del Nord.
Vale la pena fare un veloce esame del fenomeno per capire meglio la grande forza, il grande entusiasmo e la totale dedizione di compagne e compagni che lavorarono incessantemente per la realizzazione di questo progetto,affrontando giornalmente notevoli disagi, barriere e preconcetti .
Il movimento per l'ospitalità familiare nacque nell'ottobre del 1945 a Milano presso la delegazione Alta Italia del PCI e più precisamente nella sezione femminile ,allorché in un freddo mattino una compagna espose al gruppo presente la necessità urgente di trovare ospitalità per l'inverno a 7-8 bambini di Milano orfani e in stato di estremo bisogno.
Immediatamente nasce l'idea di farli ospitare in Emilia e subito ci si mette all'opera raccogliendo presso i compagni Emiliani pieno appoggio all'iniziativa.
Dalla sistemazione dei 7 ragazzi nasce la 1° campagna di ospitalità che interessa migliaia di Bambini : 4200 di Milano e provincia, 1275 di Torino che furono ospitati per tutto l'inverno '45-'46 ed anche oltre, da migliaia di famiglie di lavoratori Emiliani.
Questa prima esperienza comportò grandi problemi, difficoltà,ma anche risultati esaltanti.
Fu il banco di prova per le campagne seguenti, grazie all'entusiasmo ed alla partecipazione popolare ed in particolare a quel V Congresso del PCI, di cui abbiamo sentito poco fa, che segnò per il movimento una svolta essenziale.
Il Congresso termina il 6 gennaio con una fortissima carica di entusiasmo e generosità con una grande mobilitazione di compagne e compagni che ritengono urgente salvare l'Infanzia nei paesi più colpiti dalla guerra.
Il 19 gennaio del 1946 parte da Roma e provincia il 1° treno con 1400 bambini . Ne partiranno altri tre a distanza di una settimana per un totale di 5000. Bambini romani ospiti presso famiglie di mezzadri e lavoratori Emiliani.
Da Cassino e Ciociaria partiranno ,diretti al Nord, 3500 bimbi. Il 1° dei 12 treni speciali partirà il 16 febbraio del 1946.
Alcuni ragazzi di allora raccontano che arrivati alla stazione ferroviaria di Lugo di Romagna, sentendo parlare in dialetto si rifiutarono, di scendere dal treno, perché credettero di essere arrivati in Russia.
I 12000 bambini di Napoli, invece, iniziarono a partire nel 1947 e vennero ospitati per la maggior parte in Liguria , Toscana ed Emilia. Prima di partire venivano fatti affluire all'albergo dei poveri, fatti lavare, mangiare e vestire a nuovo. Sui cappotti veniva cucito un numero corrispondente alla scheda sanitaria ed all'elenco dell'autobus che li avrebbe portati alla stazione ed anche il vagone ferroviario.
In Stazione, qualche volta capitò, che le madri accorse per salutare i figli, lasciassero che questi entrassero nel vagone assegnato e dal finestrino si facessero calare il cappotto nuovo perché indispensabile ai figli rimasti a casa mentre per quello che partiva ci avrebbe pensato la famiglia che ospitava.
A parte l'episodio folkloristico , però causò non gravi problemi agli accompagnatori che di colpo si ritrovarono senza sapere il nome di bambini che non avevano il cappotto ( ma anche perché alcuni di questi bimbi, abituati già a piccoli furti .... erano stati ammaestrati a non dire mai il proprio nome)e non avrebbero potuto consegnarli alle famiglie: fortunatamente esisteva un elenco per ogni vagone consegnato ai ferrovieri per cui si potette ovviare al disagio.
Infine tra il 1947 ed il 1948 partirono circa 700 bambini dalla Sicilia.
In conclusione,tra il 1945 ed il 1951, malgrado una sporca propaganda piena di ricatti, menzogne e meschinità, 70.000 bambini partono dal centro-Sud verso Il Nord Italia per vivere un'esperienza unica che rimarrà per sempre nei loro cuori.
Oggi di fronte ad un rappresentante di uno dei molti Comuni che ospitarono una moltitudine di Bambini , mi sento di esprimere la mia riconoscenza non solo per aver dato asilo a quei piccoli esserini bisognosi di cure e di amore, ma perché oggi l'episodio di 60 anni fa mi consola e mi fa ben sperare pensando che la solidarietà e la fratellanza sono un patrimonio che ancora esiste e non va dimenticato perché su di esso si può fare affidamento.

 

 
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