Studio linguistico e filologico dei testi. Comunità cristiane
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la pagina di Tyar - Molti dei miei coetanei si chiedono nel corso della propria carriera scolastica: “Ma questa roba a cosa serve?”, riferendosi sia allo studio della struttura linguistica che alla filologia dei testi, argomenti del X Simposio Teologico - Pastorale. Pochi giorni fa gli studenti del Liceo Leoniano, partecipando al suddetto simposio, svoltosi al Collegio Leoniano di Anagni, hanno avuto l’opportunità di conoscere una possibile risposta a questa amletica domanda.
Lo studio linguistico e filologico dei testi è uno dei requisiti fondamentali del Liceo Classico e vederlo applicato ad un argomento di centrale importanza per le comunità cristiane, prima fra tutte la nostra scuola, è stato per lo meno interessante.
Il tema del Simposio, tenutosi il 14 Gennaio, ha avuto ad oggetto la nuova traduzione italiana della Bibbia a cura della Cei. La necessità di una nuova edizione è stata avvertita dalla Chiesa al fine di ampliare il valore della Sacra Scrittura nel mondo pastorale. La traduzione è stata operata in base a criteri che rispettino l’uso proclamativo dei testi stessi: la Bibbia infatti, oltre che letta in contesti privati, viene annunciata durante il momento liturgico e sfruttata in ambiti educativi e di formazione.
Alla luce di ciò appare evidente l’importanza di pubblicare un’edizione che fosse consona ad ogni ambiente cristiano. Molte le richieste di cambiamento, ma ritoccare un testo di immenso valore religioso e letterario ha generato discordie e perplessità, scaturite soprattutto dalla difficoltà di tradurre in lingua italiana vocaboli ibridi generati dal greco e dall’aramaico. Per questo sono stati stabiliti rigidi criteri operativi: di primaria importanza l’adesione semantica al testo originale che rispetti la fedeltà teologica e che allo stesso tempo non risulti troppo “arcaica”. La modernità lessicale è stata giudicata, infatti, un requisito basilare per lo studio biblico.
Al fine di garantirne anche un uso lirico è stato necessario mantenere una rigorosa eufonia fraseologica, risultato di un’attenta cura ritmica. Rispettare queste priorità è apparso da subito un’ardua impresa per affrontare la quale la Cei ha affidato il lavoro di restauro ad un equipe di latinisti, filologi, musicisti e liturgisti.
Non spetta di certo a noi liceali, che abbiamo assistito alla sola conferenza, stabilire l’efficacia del nuovo messaggio e giudicare il cambiamento sinonimico operato, ma di certo “toccare con mano” l’utilità di materie che tentiamo di studiare tutti i giorni è stato un’esperienza formativa.
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 11 Ottobre 2010 17:52)






