Questa società deragliata
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Oggi nessuno è in grado di rimettere i vagoni sui binari, e questa società deragliata continua a precipitare e a bruciare sé stessa. Urge una inversione di marcia, ma forse i macchinisti sono morti nel deragliamento. Considerazioni di Giovanni Morsillo.
Si parte da un link:
è il link ad un brevissimo articolo che dà notizia degli "abusi" compiuti in modo feroce e reiterato da alcune persone, tutte donne, a danno di bambini ospiti in un asilo di Pinerolo, nel civile Nord.
Le violenze sembrerebbero essere tutte attribuibili a tre socie che, non si sa quanto per vocazione, hanno messo su un piccolo asilo-lager che hanno chiamato "Paese delle meraviglie", imitando l'uso nazista di sbeffeggiare con frasi insultanti i reclusi dei lager ufficiali del Reich, quali "A ciascuno il suo", "Il lavoro rende liberi", e altre crudeltà.
Non ci passa per la mente di affiliare d'ufficio le tre presunte aguzzine di Pinerolo a qualche appartenenza politica, e non vorremmo che ne avessero una, preferendo sentimentalmente che esse esprimessero soltanto la barbarie umana, senza alcuna giustificazione pur aberrante. Ma una serie di domande ce la dobbiamo porre.
Ad esempio, come si fa a isolare questi fenomeni da un contesto più generale, che soffre della decadenza etica, culturale, estetica, civile, valoriale in genere e allo stesso tempo e per la stessa ragione produce mostri privi di dignità, di sensibilità, di rapporto con la realtà effettuale e dispersi invece in una alienante virtualità che fa dei feticci (soldi, successo, divi, superstizioni) l'essenza del loro miserrimo esistere?
E come non vedere che questa società è quella che si autoconferma e si vuole rappresentata da ceti dirigenti squalificati, ignobili e incapaci? E non ci riferiamo solo alla sempre poco vituperata classe politica, anzi riteniamo sia ora di piantarla con questo ennesimo luogo comune che dipinge solo i politici come male unico e assoluto della società, che invece parrebbe composta da galantuomini eleganti e gentili senza macchia alcuna.
Come non capire che questa società produce sé stessa in questi termini, scivolando progressivamente verso livelli di abiezione sempre più bassi. Ecco la magnifica sorte e purtroppo progressiva che l'umanità civilizzata si è data negli ultimi due decenni del secolo alle nostre spalle, decidendo di buttare via religioni civili, ideologie, acquisizioni teoriche e pratiche costate secoli di impegno, di lotta, di sangue. Davvero qualcuno ha creduto a pazzoidi come il signor Francis Fukuyama ed alla deregulation, in economia come in politica, a scuola come nella società, e ritenuto che vendendo e comprando tutto e tutti non ci sarebbero stati che progressi?
Certo, conosciamo la misura del caso, sappiamo che non spiega né determina da solo i processi in corso. Ma non ce la sentiasmo proprio di farne dei semplici casi di cronaca, perché la somma di questi casi ormai travalica l'ambito delle eccezioni, e si conferma come "sistema". La violenza è entrata a far parte del consueto, non ripugna più di tanto sapere che a Falluja sono stati bruciati bambini, che ogni tanto nell'Occidente nobile e civile qualcuno sente il bisogno di salire su un tetto o entrare in una scuola e far fuoco uccidendo a caso chi gli si trova davanti. Anzi, la notizia orribile va condita con maggiori dettagli (i plastici di Vespa sono un bijou, spiegano tutto e meglio di qualsiasi dotto trattato), con più atrocità, meglio se "private", così si stuzzica il voyeurismo di chi si crede spettatore e invece è dentro al gioco senza scampo.
Già, il gossip, il rovistare dentro le vite, esercizio di potere oggi alla portata di chiunque abbia uno straccio di computer, dal quale trarre ogni libidinoso particolare sulle tragedie, di massa (disastri, terremoti, stragi, ecc.) o individuali che siano. Un potere, manco a dirlo, virtuale, che non modifica la realtà, ma la sua percezione sì, ossia modifica chi lo usa (con buona pace di Andreotti), assuefacendolo all'orrore ed al suo uso, fino a farlo diventare da deviazione a "normalità".
E purtroppo, mentre tutto ciò accade, nessuno è in grado di rimettere i vagoni sui binari, e questa società deragliata continua a precipitare e a bruciare sé stessa. Urge una inversione di marcia, ma forse i macchinisti sono morti nel deragliamento. {jcomments on}
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