A proposito di mitezza
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di Giovanni Morsillo 15 ott 2010 - Ho letto lo scritto di Monica Lanfranco sulla mitezza, e sono stupito di aderirvi completamente. Stupito perché non mi capita spesso, ormai misantropizzato da una vita di sputi in faccia, di condividere a pieno e senza riserve la visione e le affermazioni di qualcuno.
Sperimentiamo ormai da tempo tutti questa mutazione antropologica, ed io che la osservo sui miei figli vedo con orrore che essa si impadronisce anche di menti sane e colte, formate ai valori e che professano e praticano la partecipazione democratica. Ne sono distrutto.
Tuttavia, ad integrazione di quanto la scrivente afferma, vorrei far notare che molto di quel luogo comune sugli italiani buoni (brava gente, perfino!) è, appunto mitologia stucchevole. Non voglio fare un elenco fin troppo facile delle nefandezze citate dai padri della nostra letteratura, mi limito solo a dire, con profonda vergogna, che noi siamo quelli che hanno inventato il fascismo: prima, non c'era.
So anch'io che altrettanto ricca è la nobile storia della solidarietà e della sensibilità umana di gran parte dei nostri padri. Ma questo non cancella il resto, né impedisce che lo sciovinismo e la banale cattiveria, il cinismo freddo e la paura si affermino in una fase come l'attuale, in cui la crisi di valori è pressoché totale.
Cari saluti. Giovanni{jcomments on}
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