"C'era una volta la Dc"
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Mentre la crisi economica attanaglia senza chiare vie d'uscita il paese, sempre più essa appare aggravata in Italia dalla cultura dell'antipolitica e della mai morta vocazione al rifiuto dei partiti. Anziché riformarli meglio eliminarli o neutralizzarli parlandone solo male. Questo, al momento, sembra prevalere- Oggi il dramma dell'Italia è un democrazia non organizzata deprivata dei sui strumenti fondamentali: partiti credibili perché regolati da norme certe e rispettate insieme ad una corretta e vivace vita democratica interna.
In questo clima si producono in provincia due fatti editoriali importanti: sta per uscire ad ottobre il secondo volume della soria dei "Partiti e società nel Lazio Meridionale" di Ermisio Mazzocchi ed è uscito alla fine di giugno-inizi di luglio "C'era una volta la Dc" di Tommaso Baris (da Editori Laterza, 180 pagine, costo 20 €) che ricostruisce la vicenda della Ciociaria quale provincia 'bianca per antonomasia e [che] è sempre stata legata a doppio filo
con la Dc più filo-vaticana'.
Nel suo lavoro Tommaso Baris, senza tralasciare di delineare come si formano i partiti in provincia di Frosinone, indaga il modo in cui la corrente andreottiana, in uno dei territori di sua massima forza elettorale, (molto significativo è il sottotitolo in copertina: "Intervento pubblico e costruzione del consenso nella Ciociaria andreottiana 1943-1979"), ha costruito il suo consenso nella società locale, analizzando gli strumenti adottati dalla classe dirigente democristiana «per parlare ad un paese uscito distrutto dal secondo conflitto mondiale. Affrontando il problema del ritardo storico del Mezzogiorno, della modernizzazione industriale, della crescita del reddito anche per i settori popolari, in continuo e costante confronto/scontro con le proposte della sinistra, l'analisi delle vicende ciociare — dalla seconda guerra mondiale ai primi anni Ottanta — ci parla quindi della proposta politica con cui la Dc ha saputo conquistare la maggioranza della popolazione». E di come, Andreotti, uno dei suoi massimi leader, al pari di molti altri colleghi di partito in diversi contesti territoriali, "seppe servirsi delle scelte politiche nazionali per costruirsi una solida egemonia locale, tanto forte da apparire emblema del rapporto tra la Dc e l'Italia intera".
Abbiamo letto "C'era una volta la Dc" con curiosità sicuramente ripagata e sarà interessante, fra qualche settimana, leggere anche il secondo volume di Ermisio Mazzocchi che diffusamente ricostruirà le vicende del Pci ciociaro per verificare nei fatti della storia di questa provincia il ruolo che i grandi partiti in essa hanno avuto. Vedremo di studiare, se sarà possibile, anche delle iniziative di raffronto delle analisi contenute nei due libri (anzi tre, perché quelli di Mazzocchi sono due).
Tommaso Baris è nato a: Pontecorvo in provincia di Frosinone e così si descrive sul sito della Società italiana di studio della storia contemporanea http://www.sissco.it - Mi sono laureato nel 2000 in Storia Contemporanea con una tesi sulla memoria del secondo conflitto mondiale nel Lazio meridionale, intitolata "Esperienza bellica e mutamenti sociali. L'impatto della guerra sulla popolazione civile del Frusinate 1943-1948", relatore prof. Giovanni Sabbatucci, correlatore prof. Alessandro Portelli, presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università "La Sapienza" di Roma. Nel 2005 ho conseguito il titolo di dottore di ricerca in "Ceti dirigenti e potere pubblico nella storia dell'Italia contemporanea", XVI° ciclo, presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università "La Sapienza" di Roma con una ricerca dal titolo "Il fascismo in provincia: politica e società durante il regime a Frosinone (1919-1943)". Nell'anno accademico 2005/2006 ho ottenuto un incarico di insegnamento di Storia Contemporanea (settore M-STO/04, 42 ore, 6 cfu) nell'ambito del corso di laurea di Scienze della Comunicazione di Sora (Fr), tramite contratto sostitutivo/integrativo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Cassino (Fr). Dal 1° febbraio 2006 al 31 gennaio 2008, sono stato titolare di un assegno di ricerca biennale sul tema "Il ceto politico del Lazio meridionale tra centro e periferia: dinamiche della rappresentanza e costruzione del potere (1946-1963)", presso il dipartimento di Filologia e Storia dell'Università di Cassino.
Ho svolto inoltre attività di collaborazione come cultore della materia con la cattedra di Storia Contemporanea del Prof. Giovanni Sabbatucci alla "Sapienza" di Roma, partecipando anche, come collaboratore o redattore, ad alcune riviste quali "Zapruder. Storie in movimento", "S-Nodi. Pubblici e privati nella storia contemporanea", l' "Annale Irsifar".
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Ultimo aggiornamento (Sabato 27 Agosto 2011 17:24)







