Due popoli, stesso destino
| Pagine di ... - Alteri |
Il popolo di centro sinistra e quello di centro destra, vivendo nello stesso disgraziato Paese, soffrono inevitabilmente degli stessi mali.
Precarietà, salari bassi, tasse alte, spremitura da parte di assicurazioni e mercanti avidissimi; smantellamento della loro scuola, della loro sanità, della loro pensione, mortificazioni a non finire sul lavoro, col quale non vivono più, ma di cui troppo spesso muoiono. Entrambi sono stati deprivati del voto di preferenza al proprio candidato e devono sopportare amministrazioni locali spesso inefficienti, autoreferenziali, indifferenti alle pessime condizioni delle strade, degli acquedotti, del verde cittadino; troppo distratte sulle discariche abusive sparse per un territorio di cui hanno consentito per lunghi anni lo stupro edilizio, riscuotendo tangenti.
Entrambi dovrebbero ormai aver chiaro che lo scontro tra di loro fa fregare le mani ai privilegiati, a quelli che non hanno mai lavorato in vita loro, che vivono tra una vacanza e l'altra, abituati a campare sulle spalle altrui e a far valere la loro arroganza sulla povera gente. Dovrebbe ormai essere loro chiaro che essi rappresentano la stragrande maggioranza dei cittadini, ma vengono trattati come se fossero infima minoranza; che, invece, una piccolissima parte della popolazione si appropria della gran parte della ricchezza prodotta con loro sudore; che, se solo volessero, molti dei loro mali sarebbero debellati, e gli arroganti, i parassiti, i pochi di buono che li procurano potrebbero essere messi a tacere e ridotti all'impotenza. Se solo volessero, e non fossero invece impegnati ad odiarsi reciprocamente, come da volere di "lor signori".
Noi crediamo che sia necessaria, in un momento così critico per il nostro Paese, una maggiore consapevolezza di sé, una maggiore determinazione, usando tutti gli strumenti che si hanno a disposizione: dalla conoscenza personale del politico o dell'amministratore sui quali fare pressione costante, a quelli derivanti dalla nuova tecnologia, dalle manifestazioni di piazza fino ad arrivare al voto delle amministrative e politiche; per far capire che la misura è colma, che non siamo più disposti ad essere governati ed amministrati da chi è manifestamente peggiore di noi.
Dovremmo dire forte e chiaro, noi popoli del centro sinistra e del centro destra, che vogliamo essere governati ed amministrati da chi, invece, è più onesto di noi, da chi è più leale, più colto, più sensibile, più accorto, più lungimirante, più intelligente, più in gamba di noi.
Forse sarà per il nostro spirito "partigiano", ma noi pensiamo che il popolo del centro sinistra questa opera l'abbia già compiuta, perlomeno in gran parte, lasciando a casa molti dei suoi. Quelli che per anni hanno scalpitato all'interno dei partiti e dei partitini della sinistra per racimolare una qualche prebenda, dal posto di segretario a quello di consigliere o d'assessore ben retribuito; quelli che avevano della politica una visione da condominio e che hanno pensato che essa potesse risolversi in un diluvio di parole vuote (spesso sgangherate) e soprattutto nella propria rielezione a parlamentare italiano o europeo, consigliere regionale e comunale; questi partituncoli e queste persone sono state lasciate a casa dal popolo del centro sinistra; il quale ha avuto il merito e il coraggio di espellere dal Parlamento italiano ed europeo proprio quei partiti di cui esso continua a coltivare intimamente e pubblicamente le idee.
Noi riteniamo che questo coraggio non manchi neanche al popolo del centro destra. Noi ci permettiamo di rivolgere ad esso un appello a fare altrettanto con i suoi: non li votate! Non chiediamo di votate per il centro sinistra, se questo dovesse significare per voi un tradimento delle vostre idee; ma non votate neanche per i vostri pseudo rappresentanti. Essi in realtà non rappresentano proprio nessuno, e troppo frequentemente non vi meritano. Voi siete, senza alcun dubbio, molto migliori di loro.
Ivano Alteri
Frosinone 15 Marzo 2010
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