Ma chi è che vuole riformare la Costituzione?
| Pagine di ... - Alteri |
Siamo dell'opinione che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani, senza significative differenze di colore politico, sia oggi intimamente contraria ad ogni modifica della Costituzione. E non mancano certo le ragioni: la classe politica che si appresta a farle è scredidata o impotente, opaca, oligarchica, scarsamente legittimata elettoralmente.
Da essa ha avuto soltanto impoverimento, precarietà, instabilità, inganni, discredito all'estero, buffonate, interessi privatissimi in atti pubblici, da una parte; dall'altra, tentennamenti, confusione, volontà di latta, scarsa attitudine a fornire una qualche direzione ai comportamenti collettivi.
A questo bisogna aggiungere che il "movente riformista", quello che sessant'anni fa era costituito dal desiderio di liberazione dal giogo nazi-fascista, di rinascita della Patria, di riconquista della dignità nazionale, oggi è piuttosto fiacco: salvare il premier dai suoi personali problemi con la giustizia. Tale illegittimo desiderio è nascosto, neanche troppo, dietro le vere necessità di riforma; e sullo sfondo c'è il desiderio più recondito dell'attuale maggioranza parlamentare, cioè cambiare anche la prima parte della Costituzione, con la quale effettivamente non ha mai avuto niente a che fare. Brunetta docet.
A ben guardare, dunque, il vero movente delle riforme è molto peggio che fiacco, è sovversivo dell'ordine costituzionale: quel che si vorrebbe eliminare è la Costituzione stessa, con tutto ciò che garantisce le libertà individuali e collettive dei cittadini. A fronte di una tale impostazione, consideriamo del tutto insufficienti, perciò, le risposte delle opposizioni, che si limitano ad affermare che non si possono fare le riforme per salvare il premier; e assolutamente fondate le preoccupazioni di quella maggioranza di cittadini italiani, di cui dicevamo.
Tuttavia, alcune riforme sono urgenti, e pur bisogna farle. Sarebbe necessario perciò, pensiamo noi, che in parallelo all'impegno di riformare la parte della Costituzione non più adeguata, ve ne fosse un altro, analogo e contestuale, per una pedissequa applicazione dell'altra, che si dice di non voler riformare. La nostra Costituzione, infatti, non ha soltanto la necessità di essere parzialmente riformata, ma anche quella di essere più profondamente applicata. Bisognerebbe ricominciare dall'art. 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese". Si costituisca subito uno strumento parlamentare incaricato di elaborare apposite proposte di legge che concretizzino i principi in esso contenuti, a partire da oggi. In altre parole, si utilizzi la prima parte della Costituzione per riformare l'altra.
Applicazione e poi Riforma: questo sarebbe un fortissimo segnale di credibilità della classe politica! Esso farebbe certamente ricredere e tranquillizzerebbe tutte quelle anime inquiete che, fondatamente, vedono nel proposito riformista soltanto una becera volontà di controriforma per riportare il Paese e i cittadini italiani indietro di settanta-ottant'anni.
D'altra parte, infine, bisognerebbe ricordare a lor signori, a scanso di equivoci e per carità di Patria, che noi consideriamo un diritto e un dovere di ogni cittadino la Resistenza, individuale e collettiva, agli atti dei pubblici poteri che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dall'attuale Costituzione. Si potrebbe evitare, così, che si mettano e ci mettano di nuovo di fronte all'atroce e reciproca necessità di doverci abbattere fisicamente. {jcomments on}
Ivano Alteri
Frosinone 10 Gennaio 2010
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 11 Gennaio 2010 18:09)







