Il capitalismo può superare se stesso?
| Pagine di ... - Alteri |
Il congresso di ottobre che vedrà impegnati gli iscritti al Partito Democratico è l’ennesima occasione da non perdere per ritrovare l’orientamento che tutta la sinistra italiana, e non solo, ha smarrito ormai da troppo tempo.
Il tempo, e le elezioni, hanno dimostrato ampiamente che il Pd non è sufficiente a se stesso; non lo è elettoralmente, non lo è politicamente, perché incapace di rappresentare la complessità di quella parte della società italiana che fa riferimento a quest’area politica, e tantomeno l’intera società italiana. Questo è un dato di fatto ora acquisito, ma non lo si poteva affermare a priori (e per questa ragione abbiamo condiviso, pur non essendo iscritti, la sua cosiddetta opzione maggioritaria), poiché vi erano tutti i presupposti culturali perché, invece, tale rappresentatività potesse esprimersi politicamente. Ma ciò non è avvenuto e bisogna prenderne atto.
Bisogna anche aggiungere che, se tale insufficienza è conclamata per il Pd, per tutti gli altri partiti della sinistra ha raggiunto e superato ogni più lampante evidenza, nonostante la scarsa consapevolezza da parte dei loro aderenti e dirigenti, almeno a giudicare da quel che dicono e che fanno.
Ciò dovrebbe indurre tutti ad abbassare la cresta e a drizzare le antenne; ad evitare discussioni autistiche e autolesionistiche; a rifuggire come la peste ogni ragionamento fondato su preconcetti ideologici o presunti tali. Inutile, invece, è ogni richiamo ad evitare personalismi, inevitabili in mancanza di presupposti pregnanti e condivisi.
A nostro modesto parere, una discussione costruttiva dovrebbe avviarsi partendo dal riconoscimento di quelle che a noi sembrano ormai verità universalmente riconosciute, per come si sono storicamente manifestate:
1) il capitalismo e il migliore strumento di produzione della ricchezza che l’umanità abbia mai conosciuto;
2) il capitalismo è il peggiore strumento di redistribuzione della ricchezza e produzione di giustizia che l’umanità abbia mai conosciuto;
3) l’unico strumento per il superamento delle contraddizioni capitalistiche è il capitalismo stesso, il quale contiene in sé tutti gli elementi neccessari per affermare che, se mai vi è stata una fine della storia, ne può anche iniziare un’altra che contrassegnerà la nuova era nascente.
Personalmente, consideriamo il presupposto qui esposto assolutamente necessario per evitare ulteriori perdite di tempo, politiche parolaie e velleitarie, populismo spicciolo e molto spesso peloso. Le sofferenze che il capitalismo ha procurato e procura a grande parte dell’umanità dovrebbero essere di ammonimento per chi, sinceramente, ha a cuore il rispetto per le esistenze altrui, la dignità di ognuno, l’uomo e la sua natura.
A seguire, si presenteranno ovviamente altri elementi di discussione di grande importanza per il futuro della sinistra e del Paese, sui quali non faremo mancare la nostra opinione; ma il peristere di equivoci su questo tema di partenza falsificherebbe, senza dubbio, ogni ulteriore discussione. Buon congresso a tutti. {jcomments on}
Ivano Alteri
Frosinone 24/08/2009
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