Solo grazie alle lotte politiche e sociali dei lavoratori si vive meglio
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di Ivano Alteri, 6 set 2011 - I reiterati tentativi del governo Berlusconi di abrogare o limitare l'art. 18 della legge 300 sono la manifestazione lampante di una contraddizione tutta interna al sistema capitalistico. In apparenza, per un capitalista è perfettamente coerente essere favorevole al licenziamento facile, anche senza una giusta causa. Invece, a ben guardare, di coerenza non c'è traccia; poiché volere sottrarre la regolamentazione del licenziamento alla legge, per rimetterla all'arbitrio del datore di lavoro, equivale ad affermare che il capitalismo non può funzionare senza la sopraffazione del più forte sul più debole. Ma questo giustificherebbe tutti gli anticapitalismi, poiché l'odierna idea di "civiltà" esige la presenza di persone libere, non succubi come servirebbero al capitalismo; se ne dovrebbe dunque dedurre che il capitalismo è contro la civiltà. Anche per il normale senso comune, allora, sarebbe da spazzare via.
Questa considerazione ci induce a pensare che gli epigoni del capitalismo non siano sempre e ovunque all'altezza del loro compito, come del resto svela l'arretratezza del sistema e le condizioni economiche e sociali dell'Italia. La borghesia italiana si è dimostrata perfettamente incapace di compiere quella "rivoluzione liberale" che ha consentito agli altri paesi di passare da una fase di "accumulazione originaria", in cui la borghesia costituiva i propri capitali attraverso il saccheggio e lo stupro della povera gente; alla fase della "liberalità", in cui cercava di ridistribuire qualche briciola di ricchezza per legittimare il sistema. Nel nostro Paese, la prima fase non si è mai conclusa e la seconda non è mai iniziata. Per avere un'idea di cosa pensasse del popolo, e forse pensa ancora, questa nostra classe dominante, ricordiamo il caso di alcuni signorotti locali che, fino a non molti decenni fa, usavano obbligare i propri sottoposti a scacciare la nebbia con le funi quando loro uscivano dal palazzo, mentre retribuivano una giornata di lavoro in campagna di un bracciante con un cucchiaio di sale, letteralmente. Ciò ci dice che le attuali condizioni di vita dei cittadini italiani, enormemente migliori rispetto a quelle di un secolo fa, sono state determinate non dal solo sistema economico, cui dobbiamo riconoscere una straordinaria capacità di produrre ricchezza; ma anche (e, alla luce dei fatti, dovremmo dire soprattutto) da ciò che vi si è opposto nel corso del tempo, determinando una più equa ridistribuzione di quella ricchezza; in particolare le lotte politiche e sociali dei lavoratori. Se queste non ci fossero state, lo Statuto dei Lavoratori, la valorizzazione costituzionale del lavoro e tutto quanto è stato fatto a tutela "dei più" anche in termini economici, non sarebbero mai esistiti, le attuali condizioni di libertà non si sarebbero mai realizzate. E, come si vede, non lo diciamo noi; ma lo ribadiscono loro, coi fatti odierni: fosse per loro, i cittadini italiani dovrebbero tornare ad essere bassa plebaglia da bistrattare a piacimento.
D'altra parte, non è nostro costume pensare di disfare qualcosa, senza sapere bene come sostituirla. Per questa ragione, non riusciamo a comprendere l'altro anti-capitalismo, quello radicale di sinistra, che vi si oppone, appunto, senza essere in grado di prospettare, anche solo per sommi capi, un sistema alternativo. Se, dunque, riteniamo che l'anticapitalismo della sinistra sia giustificato culturalmente (cosa di cui siamo assolutamente convinti), pensiamo che non lo sia per niente a livello politico; anzi, potrebbe essere la via giusta per rendere la sinistra italiana definitivamente e radicalmente inetta al governo.
Ha ragione, quindi, un partito come il Pd a pensare che sia possibile eliminare i tratti più cruenti del capitalismo, a ritenere che esso non sia necessariamente sopraffazione? O hanno ragione l'estremista Berlusconi e gli estremisti di sinistra, a pensare che capitalismo e sopraffazione siano stati, e restino, irrimediabilmente inscindibili?
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 07 Settembre 2011 17:48)







