Una gran porcata
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di Ivano Alteri, 3 giu 2011 - Il titolo del Il Sole 24 Ore on line e cartaceo del 3 giugno 2011, "Evasione fiscale, in media 2mila euro a testa", è una gran porcata. Abbiamo cercato un termine meno plebeo e abusato, per tentare di darci un tono, per non farci dare degli estremisti, comunisti-comunisti-comunisti; ma, dopo averne cercato inutilmente un altro e aver giustamente riconosciuto il copyright a Calderoli, abbiamo dovuto concludere che "gran porcata" fosse davvero quello giusto. leggi tutto
Com'è arcinoto, in Italia c'è una fascia di privilegio che di fatto e da sempre non paga le tasse. Tradotto in pratica significa che qualcuno approfitta dell'esistenza di un ordine statuale (con strade, acquedotti, reti elettriche, polizia, esercito, diritti civili, politici, economici ecc. ecc. ecc.) che gli consente di operare (nell'attività finanziaria e imprenditoriale, nelle professioni e nel commercio), di rastrellare profitti e di vivere alla grande, senza finanziare in alcun modo quel sistema. C'è poi un'altra fascia di popolazione, che non ha alcun privilegio e a cui si vorrebbe togliere anche ogni diritto, che invece le tasse le paga prima (e sottolineiamo: prima) di percepire il proprio miserabile reddito. Essa vive delle briciole che le sono elargite, correndo ogni mese dietro le bollette delle utenze domestiche, disperandosi per ogni piccolo incidente di percorso che fa traballare le finanze familiari, dormendo spesso con un occhio solo, mentre finanzia l'intero sistema. Questi due soggetti collettivi possono essere schematizzati in: possessori di capitale (più o meno grande) e detentori di forza lavoro (più o meno qualificata); in altri termini, chi mette i soldi e chi mette il lavoro. I primi beneficiano del sistema, senza finanziarlo; i secondi finanziano il sistema, senza beneficiarne.
Le conseguenze di questa situazione, fatta di ruberie e di giornali compassati che le coprono dicendo porcate, sono sotto gli occhi di tutti: conti dello stato sempre a un passo dalla catastrofe, servizi pubblici approssimativi e in via di smantellamento, i più deboli abbandonati a se stessi, la scuola pubblica retta dallo spirito volontaristico di chi ci lavora, importanti opere infrastrutturali rimandate sine die, disoccupazione, disuguaglianze ingiustificate, corruzione dilagante, immoralità ostentata spavaldamente, arroganza sfrenata, inefficienza, parassitismo, classismo, misconoscimento di ogni merito, furto di futuro alle nuove generazioni e quelle a venire.
Ora Il Sole, anziché illuminarci su tutto questo come sarebbe suo dovere di mezzo d'informazione, vorrebbe invece accecarci e farci credere che siamo tutti responsabili di quella cloaca, per un importo "medio" di duemila euro ciascuno. Un cavolo! Quella, signori, è tutta roba vostra, noi quella melma non la produciamo: l'olezzo che sentite e che tutti sentiamo è il vostro.
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Ultimo aggiornamento (Sabato 04 Giugno 2011 13:21)







