La morte di Osama Bin Laden e gli Usa
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di Ivano Alteri 9 mag 2011 - Nonostante l'alone di mistero che continua a coprirne i tratti essenziali e i dubbi che alcuni continuano a nutrire sulla sua fondatezza, la notizia dell'uccisione di Osama Bin Laden ci pare molto vera; ora anche Al Qaeda conferma, e allora ogni dubbio è dissipato. Ma anche se fosse stata falsa ci sarebbe parsa comunque una "buona notizia".
La falsa notizia sul possesso di armi di distruzione di massa da parte di Saddam Hussein ha consentito a Bush di aggredire militarmente l'Irak, coinvolgendo l'intero Occidente, quello più ossequiante e quello più riluttante, nella sua interessatissima battaglia per il petrolio; e spaccando cinicamente l'Europa tra "vecchia" e "nuova"; ha consentito ai potentati economici suoi amici di acquisire ancora maggiori poteri e profitti, a governanti traballanti come i nostri di darsi un tono internazionale (che, in momenti normali, avrebbero soltanto continuato a sognare). L'esistenza di Bin Laden, vecchio socio in affari di Bush, abbondantemente sostenuto già da Ronald Reagan (che durante la guerra sovietica in Afghanistan chiamava i mujaheddin non jihadisti ma "freedom fighters", combattenti per la libertà), ha consentito l'esistenza di Guantanamo, la creazione di carceri illegali sparse per il mondo, i rapimenti, le torture, diffuse illegalità internazionali, i controlli invasivi e invadenti sulle vite delle persone, la violazione dei diritti umani universalmente riconosciuti; in generale, un abbassamento del livello di libertà del cittadini, e un innalzamento del tasso di autoritarismo degli stessi potentati economici e degli apparati statali a servizio, anche nelle democrazie più consolidate. Il tutto, in nome della sicurezza.
Dunque, dietro una notizia falsa c'erano intenzioni vere. Ora, se anche continuassimo a considerare falsa la notizia dell'uccisione del capo di Al-Qaeda, non dovremmo tuttavia esimerci dal ricercare le intenzioni vere di chi l'avesse eventualmente confezionata, nel caso specifico l'America di Barak Obama. Perché Obama avrebbe confezionato questa notizia falsa? Quali sono le sue intenzioni? Gli analisti del Washington Post e del Wall Street Journal, giornali niente affatto riverenti nei confronti del Presidente, hanno già escluso che Obama possa lucrare elettoralmente su quest'evento, essendo le elezioni presidenziali ancora troppo lontane. E allora, perché farlo?
Forse per ragioni speculari a quelle di Bush. Se l'intenzione di Bush era fare la guerra, quella di Obama potrebbe essere non farla; se Bush voleva che l'America fosse temuta, Obama forse vuole che sia ammirata; se Bush adoperava l'arroganza per domare i riluttanti, Obama potrebbe sentire il bisogno del loro consenso; se Bush voleva rappresentare la propria provenienza affaristica, Obama potrebbe voler rapresentare la propria di nipote di schiavi; se Bush sosteneva governi opprimenti ed oppressori, Obama potrebbe voler sostenere i popoli che si rivoltano ed abbattono i tiranni.
Anche notizie eventualmente false possono nascondere buone intenzioni, anch'esse possono essere una buona notizia.
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