Non basta guardare la tv per difendere la Costituzione, la Democrazia e l'Unità d'Italia
| Pagine di ... - Alteri |
Proponiamo una personale riflessione di Ivano Alteri sulle vicende politiche che riempiono le giornate di questo marzo 2011. In momenti come questo i cittadini possono anche temere cambiamenti profondi e indesiderati, ma debbono anche essere certi che la presenza democratica saprà impedirli. Le iniziative previste in Italia per i prossimi giorni di marzo, in particolare quelle del 12 e la festa del 17, dovranno vedere una straordinaria partecipazione di popolo. Questa democrazia ci appartiene, l’ha voluta la stragrande maggioranza delle italiane e degli italiani, tutti insieme non ce la dobbiamo far scippare. Invitiamo anche altri a scrivere per interpretare questa fase. leggi tutto
di Ivano Alteri 8 mar 2011 - I partiti sono sfiancati, almeno apparentemente condannati all’impotenza, troppo distanti per ascoltare, troppo autarchici per accogliere le energie provenienti dal basso. I politici sono frastornati, prigionieri dei loro stessi arzigogoli tattici e sintattici, obiettivamente impossibilitati a fornire indicazioni efficaci di alcun genere, perché spesso privi di strumenti teorici e pratici, per negligenza o per diserzione e tradimento. Le istituzioni democratiche sono in piena e perenne fibrillazione. Il Paese sta rischiando lo snaturamento di quelle istituzioni ad opera di un manipolo di persone senza scrupoli, dal passato opaco, fuggiasche davanti alla Giustizia, malate di cesarismo. La crisi economica affossa le famiglie e fa guadagnare decine di milioni di euro all’aspirante tiranno e ai suoi accoliti. Come cittadini, ci chiediamo se non sia il caso di assicurare una costante presenza democratica sin da ora, per rendere evidente la consapevolezza che abbiamo della posta in gioco. Se oggi lasciamo che un satrapo ci strappi la Costituzione Repubblicana sulla faccia, i nostri figli domani saranno costretti a riparare i danni della nostra codardia con sacrifici gravissimi; una volta strappata, ci vorranno decenni per rimetterne insieme i coriandoli.
“Non è più il momento di cincischiare”, dice la Magistratura. In momenti come questo i cittadini hanno il diritto e il dovere d’intervenire contro la sovversione e contro i sovvertitori.
Di solito ci rivolgiamo idealmente al popolo di Centrosinistra, quello a cui apparteniamo, per contribuire alla sua riflessione, per cercare d’interpretarne gli umori e renderceli intellegibili, per stimolare la discussione su alcuni temi che consideriamo importanti, e anche per vedere l’effetto che fa. Ma non è questo il caso. Questa volta, com’è evidente, non ci si può rivolgere soltanto a quel popolo, ma è necessario allargare l’orizzonte oltre le appartenenze di area. Per almeno tre ragioni: 1) la Costituzione Repubblicana non è proprietà del Centrosinistra, ma appartiene a tutto il popolo italiano; 2) sarebbe sbagliato, oltre che ingeneroso, pensare che il popolo del Centrodestra sia tutto favorevole alla tirannia prossima futura; 3) c’è bisogno di loro a testimonianza di un sentire diffuso, non etichettabile d’appartenenza politica, che schieri gli italiani al fianco della Costituzione, non pro o contro Silvio Berlusconi.
Non c’è più tempo da perdere, non possiamo più attendere. In questo momento non possiamo aspettarci molto di buono dalla politica dall’alto: anche coloro che vorrebbero sinceramente operare a garanzia della nostra libertà, non hanno la forza sufficiente per difenderla, né a destra, né a sinistra; perlomeno, non da soli. Dobbiamo fare qualcosa anche noi. Quella che stiamo vivendo è una grave minaccia alla quale bisogna reagire energicamente. Ma anche una strordinaria opportunità per tutti gli italiani per bene. È un’opportunità per il popolo di sinistra, che ora ha capito il valore di quanto aveva costruito sessant’anni fa, e non si farà scappare la prossima occasione per realizzarlo in pieno a beneficio di tutti. Ed è un’opportunità anche per la destra italiana, rinchiusa per anni nel recinto del neo fascismo, “fuori dall’Arco Costituzionale”, oggi disillusa per quello che sembrava uno “sdoganamento” da parte di Berlusconi e che invece si è rivelata una bassa strumentalizzazione a scopi personali, ma che oggi ha l’opportunità, appunto, di aderire in pieno a quelle istituzioni e contribuire a vivificarle (oltre ad evitare di essere addirittura coinvolta nell’edificazione di un’altra dittatura!). Il popolo di sinistra rischia di vedere depauperato un patrimonio di civiltà come quello contenuto nella Costituzione; il popolo di destra, oltre a questo, rischia di passare da una “impresentabilità” dovuta alle sue tradizioni fasciste (in buona parte oggi superate), ad un’altra “impresentabilità” dovuta ai suoi legami berlusconiani, perdendo la grande occasione di creare una destra europea.
Ma cosa davvero possiamo fare noi? Escluso per definizione lo scontro fisico, tutto ciò che si può fare a mani nude, col cervello e il coraggio in azione. Intanto, si può partire dal sostegno a quelle istituzioni che, svolgendo coerentemente il proprio ruolo, reagiscono ai tentativi di sovversione del sistema. Sostegno, dunque, alla Presidenza della Repubblica, che ha saputo e sa porsi al di sopra della politica politicante per mantenere gli equilibri e il reciproco rispetto; e sostegno alla Magistratura, che con la sua “rivolta” annunciata vorrà ribadire il principio della divisione dei poteri, il solo che garantisca dall’abuso del Potere. Stiamo allerta; siamo pronti ad ascoltarle e lesti a far loro sentire la nostra voce con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione.
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Ultimo aggiornamento (Martedì 08 Marzo 2011 19:18)







