"Moderne" relazioni industriali

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Pagine di ... - Alteri

fiat_logo_strisce_120qudi Ivano Alteri per invisibili.eu - L'accordo di Pomigliano, a sentire la Fiat, i sindacati firmatari e i paladini di una certa ideologia particolarmente rapace e truculenta, sembrerebbe l'inizio di un nuovo e moderno sistema di relazioni industriali. A noi pare che non sia né nuovo né moderno, ma anzi vecchissimo e obsoleto; e che non abbia nulla che faccia pensare a una "relazione". Come ricorderete, quell'accordo è stato imposto con un "prendere o lasciare" e sottoposto al voto dei lavoratori, per volontà della FIAT e di alcuni sindacati, esclusa la Fiom-Cgil che non lo aveva firmato. Al referendum, meno del settanta per cento dei lavoratori aveva detto sì all'accordo, oltre il trenta per cento aveva detto no.

Se si considera che l'alternativa posta dall'azienda era la chiusura dello stabilimento, il valore di quel settanta per cento scarso crolla a livelli infimi, non raggiungendo neanche il totale degli iscritti ai sindacati firmatari (e nonostante le esplicite minacce operate dalla Fiat sui lavoratori recalcitranti, uno per uno!); e quel trenta per cento e oltre assume, invece, un valore straordinario per la dignità, la consapevolezza e il coraggio di cui è intriso. Quel trenta per cento non ha ceduto al ricatto, il settanta per cento non ha risposto liberamente sì.

Cosa c'è di nuovo nel ricattare i lavoratori con la minaccia della fame? cosa c'è di moderno, se da secoli avviene con diabolica sistematicità? Niente. Ma il nostro sarebbe soltanto un giudizio morale, pur non trascurabile, se non ci fossero anche pesanti ripercussioni nel campo economico, unico metro rimasto, pare, per misurare il bene e il male in questa strampalata modernità.

Infatti, nella realtà vediamo che il tentativo di espandere questo tipo di relazioni industriali a tutto il mondo del lavoro italiano è supportato dall'argomento appariscente, ma del tutto apparente e infondato, del salvataggio della Chrysler da parte di Fiat. Se quell'acquisizione non fosse avvenuta (con l'iniezione di dosi massicce di dollari da parte del governo degli Stati Uniti) ora Marchionne sarebbe soltanto uno dei tanti manager inspiegabilmente super pagati, e non il vate di una bizzarra religione atea, se non blasfema.

Allora vorremmo far notare che la Chrysler era crollata nonostante adottasse già lo stesso sistema di relazioni industriali che ora sta continuando ad adottare FIAT, cioè quello che dà all'azienda la totale libertà di decidere e ai lavoratori quella di dire sì con la testa, come asini. Questo, però, non le aveva risparmiato la decadenza e il fallimento; a riprova che la flessibilità, o anche la completa disponibilità della forza lavoro alle volontà aziendali, non sono la soluzione del problema; così come la presunta rigidità delle relazioni industriali italiane non ne sono la causa. Il decisionismo aziendalistico non crea sviluppo, ma solo ricchezza per pochi; e non preserva dalle crisi, ma le fa pagare ai cittadini-contribuenti. Questa è l'evidenza.

La progressiva emarginazione della voce dei lavoratori dalle decisioni economiche, poi, non poteva che portare al tentativo di eliminare il contratto nazionale, straordinario strumento di coesione dei lavoratori e del paese, e quindi grave impaccio per i seguaci del "marchionnesimo". In sua vece si propone una vaga forma di contrattazione decentrata, anch'essa prim'essenza del nuovo e della modernità, ma anch'essa senza fondamento e colma d'insidie per i lavoratori e per il sistema economico complessivo. I falchi sindacali e confindustriali, da anni propongono di legare i salari ai profitti delle aziende, con l'argomento che la ricchezza non può essere ridistribuita se prima non è prodotta.

Ora, a parte il fatto che vi è stata per decenni la crescita dei profitti senza che vi fosse un minimo di ridistribuzione, dovremmo rilevare che se i redditi da lavoro dovessero essere legati ai profitti ci sarebbe almeno bisogno (a) di una partecipazione dei lavoratori alle scelte aziendali (come avviene in Germania) e (b) di una totale trasparenza dei bilanci (come dovrebbe avvenire in tutti i paesi civili); altrimenti i cittadini legherebbero di nuovo il proprio reddito, quindi la qualità della propria esistenza, all'arbitrio del datore di lavoro. Ma, in piena contraddizione, il combinato disposto delle azioni Fiat e la produzione legislativa "pro-business" dei governi hanno escluso completamente ogni partecipazione dei lavoratori alle scelte e ogni vero controllo sull'attività economico-finanziaria delle aziende. Infatti, prima che divenisse palese la sconcia battaglia dei forti contro i deboli capitanata da Marchionne, inequivocabile manifestazione di lotta di classe, il governo italiano, che per loro stessa ammissione ha il programma "identico" a quello della Confindustria, decideva di depenalizzare il reato di falso in bilancio, incentivando così le già sfrenate gozzoviglie dei padroni (v. Calisto Tanzi) e il loro insopprimibile istinto all'accaparramento. Che cosa cambierebbe rispetto all'oggi, per i cittadini che svolgono un lavoro dipendente? Niente, continuerebbero ad arrabattarsi per la sopravvivenza mentre forniscono il loro genio per arricchire altri. E questo non è moralismo, ma semplice buon senso.

Sembrerebbe, perciò, che la presunta modernità di una tale impostazione non sia altro che un'accozzaglia di avidità, istinti predatori, interessi spesso inconfessabili, pressapochismi ammantati di scienza con la complicità di una scienza prona, occultati dietro una montagna di chiacchiere disorganiche e contraddittorie che, già responsabili dell'attuale disastro, non potrebbero che portarci a ulteriori disastri. Individuare le cause della crisi nel Lavoro, dunque, è falso e distruttivo.

A noi pare, invece, che la causa della crisi sistemica attuale debba essere ricercata proprio in quella concezione economica che prescinde dalla vita delle persone che lavorano, che considera il Lavoro un fattore marginale della vita economica. L'illusione di poter produrre ricchezza in barba alla produzione economica concreta, quella che deriva dall'esercizio delle facoltà fisiche e psichiche degli uomini e delle donne, e la tenace determinazione di tenere distante la massa dei cittadini dalla ricchezza prodotta, si sono rivelate non soltanto una pia illusione e un'imperdonabile ingiustizia, ma anche un'opzione catastrofica per i popoli e gli stati, oltre che un disperante flagello per l'ecosistema planetario. E allora dovrebbe essere ormai chiaro che senza il Lavoro non c'è alcuna produzione di ricchezza; che non possono esserci alcun ordine, alcuna stabilità, alcuno sviluppo sostenibile senza responsabilità e controlli che preservino l'interesse generale; che non può esserci proprio niente di nuovo e di moderno, senza che la ricchezza socialmente prodotta sia equamente e dignitosamente ridistribuita.

A nostro parere, quindi, per far vivere bene i molti e far funzionare il sistema occorreranno certamente nuove e moderne relazioni industriali, ma innanzitutto che vi sia una nuova e moderna "relazione" tra il Lavoro e la ricchezza che esso produce.

Ivano Alteri

Frosinone 19 Dicembre 2010

 
da Twitter
imazzoli: Ceccano per la prima volta avrà un sindaco donna: l'avvocato Manuela Maliziola. Alle 16 e 30 del pomeriggio di... http://t.co/ppzMB9Wo
imazzoli: Ho caricato un video di @YouTube http://t.co/mdidyyj0 Che baraonda in questi giorni!
imazzoli: Ho caricato un video di @YouTube http://t.co/igNfL464 Intervista a Manuela Maliziola
Acquista da qui su Unilibro

Banner

Spese di Spedizione GRATIS...anche in Contrassegno. Per acquisti in Contrassegno ti regaliamo anche le spese per diritto di incasso! La CONSEGNA sarà GRATUITA in 24/48 ore per ordini di almeno 34,99 €.

al masso
Banner
Il tuo contributo

Ti informiamo con continuità e serietà. Abbiamo bisogno del tuo aiuto per andare avanti. Non far mancare il tuo sostegno a edicolaciociara.it e ad invisibili.eu. Clicca su PayPal e versa quello che vuoi e quello che puoi. Grazie

ePlaza - 365 giorni di convenienza

JoomlaHost

Ricerca nel web
Iscrizione alla newsletter

Per ricevere la newsletter della Rete di edicolaciociara.it e di invisibili.eu scrivi Nome e Cognome veritieri e l'indirizzo email che usi regolarmente per ricevere la tua posta.

Pixmania
Facebook Share
Share on facebook
Diffondi RSS
Unable to retrieve Items!
Youbuy
Elettronica al miglior prezzo

Videocamere digitali