"Felicità" costituzionale e sacrifici per vivere
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Partendo dal presupposto, secondo noi incontestabile, che Berlusconi non può arrendersi nemmeno di fronte alla più sicura delle disfatte, pena il disfacimento del suo impero economico più o meno lecito e il concreto rischio di finire in galera, le prospettive politiche nei prossimi mesi sembrerebbero abbastanza cupe. Ma non oscure. Anzi. leggi tutto
Berlusconi ha ampiamente dimostrato ciò che il Pd ha in questi giorni evidenziato: la macchina politica del centrodestra è stata concepita per vincere le elezioni, ma non per governare. Nel momento in cui finiscono le campagne elettorali, per Berlusconi cominciano i guai. Le vicende personali e di clan condizionano ogni iniziativa, ne costituiscono la cifra, ne alienano il senso dai problemi reali del Paese. L'incompetenza sua e della classe dirigente del centrodestra si palesa quotidianamente nel procedere per approssimazioni successive, nei "refusi", nelle dichiarazioni estemporanee prontamente ritrattate, negli strafalcioni indegni per dei legislatori, nelle pacchianate internazionali. La macchina del consenso non riesce a contrastare la forza fatale della realtà, nonostante la spropositata concentrazione di mezzi d'imbonimento di massa e lo stuolo di spregiudicati (e pregiudicati) propagandisti di cui è dotata.
Tutte le profezie morettiane sulla parabola del caimano sarebbero, dunque, destinate ad avverarsi. L'unica via d'uscita, per lui, resterebbero le elezioni anticipate con una campagna elettorale all'ultimo sangue, forse letteralmente. Che possa essere questa la strategia, ce lo indicano alcuni indizi forniteci dallo stesso Berlusconi che, come al solito, non nasconde affatto le sue intenzioni.
Il primo indizio è la filastrocca intonata per giorni e in diverse circostanze circa la sua presunta "impotenza" di primo ministro. Tradotto in pratica, ciò vorrebbe significare che le regole attuali gli impedirebbero di esprimere la sua politica; il che significherebbe, a sua volta, due cose: 1) lui non è il responsabile di quanto è stato mal fatto e di quanto non è stato fatto per niente dai suoi governi; 2) la Costituzione è il problema. In questo modo assegna la responsabilità ad altri ed indica lo scopo finale delle sue azioni: lo scardinamento dell'intera Costituzione. È la sfida totale, dalla quale Berlusconi uscirà o novello Napoleone riscrittore di "codici", o con lo scolapasta in testa e il forchettone in mano, come causticamente pronosticato da D'Alema qualche anno fa.
Il secondo indizio è costituito dai tentativi di scansare la responsabilità di una feroce manovra finanziaria di cui aveva negato la necessità e che, contrariamente alla promesse, mette pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini (fatta eccezione per i ricchi). Se la prospettiva fosse stata la scadenza naturale della legislatura, avrebbe avuto l'opportunità di continuare nella sua politica classista, con l'alibi della crisi internazionale e le presunte indicazioni dell'Ue, sapendo di avere tempo sufficiente per cancellarne la memoria prima della nuova tornata elettorale. Così facendo, avrebbe anche rinvigorito la propria immagine di "statista" agli occhi degli italiani sedicenti moderati (quelli del dovere degli altri) e della comunità internazionale; avrebbe riassorbito gli strappi istituzionali consumati negli ultimi tempi; avrebbe zittito ed isolato la dissidenza interna al suo partito. Ma se invece, come noi pronostichiamo, la scadenza elettorale si approssima, l'assunzione di una tale responsabilità è completamente fuori luogo. Meglio che l'assumano altri.
Il terzo indizio è costituito, infine, da un fatto sul quale vorremmo concentrare maggiormente l'attenzione, pur sapendo di correre il rischio di passare per visionari, dietrologi e... chi peggio ne ha, peggio ne metta. La sfera di cristallo non è accessibile ai nostri mezzi (al massimo possiamo permetterci una biglia di vetro), ma ci paiono significative le scelte compiute dal Ministero dell'Istruzione riguardo le tracce dei temi per la maturità. A metterle in fila, si nota come siano state concepite per condurre i maturandi verso una scelta ben precisa: il tema sulla Ricerca della Felicità. Data l'osticità o, quantomeno, le difficoltà contenute nelle altre tracce (le foibe, la partecipazione politica dei giovani nella storia ecc.), era facilmente pronosticabile che la maggior parte dei maturandi si sarebbe concentrata su quella che trattava del più ameno argomento della felicità. All'interno di questa traccia, poi, si proponevano diverse visioni della felicità: quella dell'art. 3 della Costituzione Italiana, pregno di senso costituzionale ma privo di fascino letterario; una citazione di Bauman nell'Arte della Vita, non impossibile, ma godibile quanto una martellata su un dito, ecc.. Tra queste, al secondo posto dopo l'articolo della Costituzione, una citazione della Dichiarazione di indipendenza dei Tredici Stati Uniti d'America, del 4 luglio 1776 ("Noi riteniamo che sono per sé stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità"), spiccava con la semplicità tipica di una mera dichiarazione d'intenti, perfettamente combaciante, però, con la semplice visione del mondo berlusconiana, spesso semplicistica, non di rado sempliciotta.
Soprattutto quest'ultimo indizio ci ha suggerito quali potessero essere le sue intenzioni; ed indotto ad immaginare quale fosse la sua unica via di scampo: elezioni in primavera, se non in autunno, Berlusconi contro tutti, che impugna la bandiera della Felicità, sulla quale sarà fondata la Nuova Costituzione Berlusconiana.
Speriamo che la nostra biglia di vetro sia guasta.
Ivano Alteri
Frosinone 5 Luglio 2010{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 07 Luglio 2010 17:55)







