Mariastella Gelmini, la sovversiva
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È evidente che temono di far gareggiare, a pari condizioni, i loro figli con i nostri; per il terrore che i loro siano soccombenti. Loro sono i privilegiati alla Gelmini, per cortigianeria o per censo, quelli che non vogliono sentire parlare di diritti, perché per loro sarebbero troppo poco, godendo già del privilegio; tanto meno di scuola pubblica, perché lì sarebbe una competizione alla pari, e non se la sentono proprio. Loro, in una gara sui cento metri, vorrebbero far partire i loro pargoli con cinquanta metri di vantaggio almeno. Forse l'esperienza bossiana ha consigliato di prendere qualche precauzione di partenza; per evitare che, Dio non voglia!, i loro rampolli risultino dei farlocchi; eventualità davvero tragica. La Ministra Gelmini, e siamo già alla farsa, deve essere preoccupatissima per i propri, vista la sua indefessa attività demolitrice della scuola pubblica italiana. Forse memore della propria personale esperienza, vuole evitare che anche ai figli capiti di doversi misurare con le capacità altrui, fossero anche della prole proletaria, e risultare anche loro, ahimé, miracolati dal privilegio e non promossi dal "merito". I suoi tagli alla scuola pubblica, fatta passare per una riforma che "la scuola attendeva da ottant'anni", non lasciano dubbi sulle intenzioni distruttive.
"La situazione è fin troppo chiara: distruggono la cultura perché è sovversiva, perché è libertà e democrazia. Bisogna opporsi a tutto questo. Spingere con la forza e non tacere. Ci vogliono manifestazioni e dovete usare tutta la vostra forza giovanile per sovvertire. Io non ce l'ho più ma voi giovani dovete farlo". Così grida Monicelli ai ragazzi della "Rossellini", scuola di tecnici per cinema e tv, riscuotendo da loro una standing ovation. Forse il sovversivismo dei giovanotti novantacinquenni salverà il futuro dei nostri figli, ma soprattutto quello dei figli di lor signori, che potrebbe non essere quello di vergognarsi a vita della propria condizione di privilegiati.
Tuttavia, a ben guardare c'è qualcosa che non funziona, in questo ragionamento. Se sovvertire vuol dire "capovolgere", mettere sopra ciò che era sotto (sub=sotto; vertere=Volgere), il sovversivo non è Monicelli, non sono i ragazzi che vorranno opporsi con tutti mezzi disponibili a questa distruzione, ma la Ministra Gelmini e il governo di cui fa parte. Sono loro che stanno sovvertendo l'ordine costituito, lo spirito e la lettera della Costituzione Repubblicana, smantellando la scuola pubblica e favorendo quella privata; che la Costituzione prevede, ma "senza oneri per lo Stato". Forse bisognerebbe intasare le Procure di esposti denuncia, per chiedere alle autorità se non costituisca reato di sovversione questa loro attività demolitrice, tesa a stroncare le vite di molti per favorire quelle di pochissimi.
Forse, mandarli in galera sarebbe l'unico modo legale per fermare le loro attività sovversive. Altrimenti, ogni altro mezzo diventa lecito, come ogni volta che viene messa in discussione la libertà.
Ivano Alteri
Frosinone 8 Giugno 2010{jcomments on}
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