Nell'attesa del prossimo enfant prodige
| Pagine di ... - G.Proietta |
di Giovanni Proietta - Attaccati agli schermi gli Italiani guardano i neonati oracoli telegiornalistici delle 20 in attesa di vaticini precari sul domani. Ci si accontenta del Grande Risolutore, ci si accontenta della ricetta perfetta, aggrappati ad una dichiarazione persa in una triste interpretazione del pluralismo. Nessun politico ci parla del futuro e mentre i nostri occhi sono costretti al presente da un agenda paradossale, il tempo scorre nonostante noi e con lui aumentano l'ormai mitologico "debito pubblico", la pressione fiscale, la disoccupazione giovanile, la speculazione sul mercato greco, la crisi, senza che nessuno proponga anche solo qualcosa.
Inodore spira l'aroma funesto della crisi imminente mentre tutti stiamo qui a guardare aspettando il domani come si aspetta un treno, inesorabile. Nessuno sembra avere in mano le leve del potere che consensi oceanici sembravano pure avergli consegnato tempo addietro. Le mani, invece, si levano nel cielo del "no comment" davanti al microfono posto dall'intervistatore Paese.
L'Italia sempre uguale da vent'anni a questa parte, forse immutata lungo tutto il corso della sua storia, chissà, è felice dei suoi piccoli privilegi acquisiti, dei suoi contentini, dei buoni pasto elargiti dal politico di turno nel nulla delle opportunità magari, oppure per semplice e parassitaria mentalità italica. Mentre agli angoli delle strade avvengono scambi di favori, nessuno di questi sembra essere quello decisivo e gli Italiani continuano a tenere il conto delle vessazioni cui sono stati e sono sottoposti, spazzando, mesti, i loro cortili privati, perché tutto rimanga com'è.
E' nei meandri della Terra che la rabbia profonda e inascoltata comincia a montare come il minimo aumento del radon è presagio di terremoti. E noi, da bravi sioux portiamo l'orecchio al suolo ed ascoltiamo lo scalpitio lento e inesorabile di un esercito senza insegne.
Questa marea muta ricorda al poeta quella dei "biancosi" del Saggio sulla Lucidità di Josè Saramago; un fiume di schede bianche lasciate ad urlare nelle urne dell'astensionismo consapevole, come nel miglior sogno di Celentano alla vigilia del dubbio sul Referendum. Interpretare la composizione del partito degli "indignados" nostrani è cosa, però, da freddi politologi, ancora dilettanti.
Le scale d'emergenza sono sempre affollate poco prima del crollo. Molti infatti, intellettuali e non, cominciano nell'arte nazionale dell' "io l'ho sempre detto", alla ricerca della parte dei giusti, rincorrendo il gruppo più folto oltre la linea come in un gioco infantile. A ciò si aggiunga il movente storico che vede la nostra classe dirigente (forse sarebbe meglio dire solo egemonica mutuando da Gramsci) inserita in una direttrice storica che va da De Pretis a Scilipoti, passando per le elezioni del 46'.
Scollata dalla realtà, la barca, o meglio, il suo equipaggio, prosegue "sanza nocchiero in gran tempesta", nell'attesa del prossimo enfant prodige che sappia portarci fuori dal pantano per qualche secondo. Nessuno che pensi ad un Paese fra dieci, venti, trent'anni, e forse cominciamo anche a capire perché.
Sostieni il nostro lavoro.
edicolaciociara.it, invisibile.eu, l'Associazione perl'Alternativadicentrosinistra sono iniziative no-profit. Qualsiasi donazione tu possa fare, piccolissima, piccola o meno piccola rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto.
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Ultimo aggiornamento (Lunedì 20 Febbraio 2012 19:27)






