Non dobbiamo appigliarci allo scontro personale per chiedere un'Italia diversa
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di Gianluca Popolla da ogitanscribens.wordpress.com 20 feb 2011 - Sono sempre più sicuro che l'ostacolo alla democrazia non sia esclusivamente il nostro Presidente del Consiglio: ciò equivarrebbe ad imputare il non funzionamento del sistema Italia al comportamento di un'unità singola su sessanta milioni di persone.
Inevitabilmente la chiave di volta del discorso antiberlusconiano diventa la pura applicazione del berlusconismo più puro e contagiante.
Se l'escalation del Premier è informata dalla personalizzazione della politica, naufragata nello scontro personale e poco idealista, il nuovo avvento dell'anti-berlusconismo in preda a falsi miti rivoluzionari esorbita dal confronto e da un discorso su valori e principi e attende, a mio modo di vedere, vanamente la caduta dell'Imperatore per ricominciare a parlare di democrazia.
La democrazia è partecipazione, come impegno e volontà di cercare un metodo affinchè la comunità possa beneficiarne, non il lassismo, non l'astensione, non l'attesa trepidante che il Nemico, politicamente parlando, muoia di vecchiaia.
Bisogna diffondere la democrazia, informarsi, non accettare il piatto pronto dei politicanti, non cadere nelle insidie delle barriere partitiche ed ideologiche: chi non decide, chi non partecipa al dibattito pubblico, chi si esclude dalla politica si concede testa e piedi all'eterodeterminazione, a lasciare che altri decidano senza conoscerne le esigenze, le difficoltà, i pensieri.
Credo in una società che si riappropri del dovere di solidarietà politica, economica e sociale; credo nel cittadino di Kennedy che non si chiede cosa "lo Stato possa fare per lui", ma bensì cosa "Lui possa fare per lo Stato"; credo nel politico di Obama che invita gli americani a non credere nelle sue capacità di politico, ma bensì nelle proprie forze di cittadini; un cittadino che si riappropri della politica ed una politica che si ricongiunga col cittadino; credo in una politica della moralità, dei principi e dei valori fondanti il nostro popolo, la nostra nazione; credo nell'art 34 della mia, della nostra Costituzione quando afferma che: "I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi"; credo anche che si possa attuare meglio questo principio parzialmente trascurato; credo inoltre che, i Padri Costituenti, quando discussero simili norme ascoltarono e compresero le difficoltà dei più deboli, delle minoranze, di chi non aveva la voce per farsi sentire ed intesero che ci sono dei diritti e delle possibilità che non possono essere negate a nessuno, generando un sentimento di solidarietà nazionale per cui le potenzialità dell'altro sono da valorizzare e non da temere nonostante la diversità e le divergenze di opinioni, atteggiamento unico più che raro nella nostra Italia "di dolore ostello".
Abbiamo a disposizione mezzi e spazi per la difesa della democrazia, non dobbiamo appigliarci allo scontro personale per chiedere un'Italia diversa, al passo delle democrazie occidentali: parliamo di principi, discutiamo sui valori, l'unica altra alternativa è il berlusconismo.
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 09 Marzo 2011 12:06)






