Carceri di Frosinone, che vergogna!
| Pagine di ... - Frosinone |
Denise Compagnone da Il Messaggero-Frosinone 6 ago 09 - Sotto il sole cocente di agosto, tutti i giorni tranne il lunedì ed il mercoledì, attendono in molti l’apertura dei cancelli per le visite ai loro familiari detenuti. Sull’asfalto cocente uomini, ma per lo più donne e qualche bambino, cercano di resistere all’afa prima di poter entrare. Del resto un posto all’ombra non c’è. O meglio ci sarebbe. Ma delle quattro panchine di attesa presso la Casa Circondariale di Frosinone due sono al sole e le altre due, strapiene, protette da lastre di metallo, che più che riparare infuocano l’aria sottostante. Il benvenuto non è dei migliori e deve aver colpito mercoledì mattina anche Eugenio Sarno, il segretario generale della Uil PA Penitenziari, in visita alla struttura frusinate, visto che qualche ora dopo ha buttato giù una lettera durissima inviata, tra gli altri, al capo del Dap, Franco Ionta. Sarno ha parlato di degrado delle strutture, siano esse destinate ai detenuti che al personale, di sporcizia, di muffe, una “triste e sporca realtà”, un quadro desolante che colpisce il visitatore sin dall’arrivo con le erbacce, gli spiazzi incolti e i rifiuti abbandonati a destra e manca. E non basta. Al carcere di via Cerreto sono attive dodici sezioni detentive e una sezione destinata alla semilibertà. Mercoledì scorso erano presenti in istituto 482 detenuti, su una ricettività pari a circa 250, di cui circa 100 sono classificati AS3 (Alta Sicurezza livello 3), 50 classificati come categorie protette e 5 classificati collaboratori di giustizia di prima fascia. La gran parte dei detenuti sono di origine campana, poi romana e poi ci sono gli stranieri. I ciociari, su quasi 500 detenuti, sono pochissimi, il 2-3%. Nel 2006, dopo l’indulto, i reclusi si ridussero in numero considerevole ma poi, nel giro di anno, le celle si riempirono come prima. «Tutte le celle ideate e progettate per ospitare un solo detenuto – ha scritto Sarno - ne ospitano due; nelle sezioni (A-B) che hanno camere progettate per tre posti trovano invece ospitalità dai cinque ai sei detenuti». Le stesse attività all’interno del carcere sono limitate. Ma questo, come in verità anche molto di ciò su descritto, dipende dalla carenza di personale e di mezzi (solo per fare un esempio il servizio di sorveglianza lavora con una Fiat Duna, orientativamente del 1985). «I detenuti aumentano e noi siamo sempre di meno, come facciamo a gestirli»? È il commento di un’agente di Polizia Penitenziaria. Qualcun altro afferma di avere ferie arretrate per 41 giorni oltre a 16 riposi e che in questi giorni continuerà a fare turni doppi, dalle 12 alle 24e, per esempio. «L'organico conta poco più di 200 unità – ha detto Roberto Cancanelli del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – ne mancano all'appello circa 70». «Alla data del 1 agosto – ha aggiunto Sarno - sono ben 192 i riposi non goduti, mentre ammontano a ben 12.181 le giornate di ferie non fruite al tutto il 31 dicembre 2008». La situazione del resto non è nuova. Lo scorso 24 di giugno durante la festa del corpo di Polizia Penitenziaria, le sigle sindacali SAPPE-OSAPP-SINAPPE, con Cgil e Cisl, hanno tenuto un sit-in per protestare contro la grave carenza di personale. Le cose, da allora, nonostante una lettera del Prefetto Piero Cesari, non sono cambiate. {jcomments on}
| < Prec. |
|---|
Ultimo aggiornamento (Sabato 08 Agosto 2009 09:55)







