Sanità, Sindaci, Inciuci
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Nella prima decade del mese corrente, su convocazione del sindaco del Capoluogo i primi cittadini dei comuni di Cassino, Ceccano, Pontecorvo, Ferentino, Anagni, Alatri,Veroli, Atina, Isola del Liri e Ceprano, si sono incontrati per ben due volte con i vertici dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL).
In questi incontri è stato evidenziato un quadro drammatico della realtà sanitaria ed il rischio di un collasso della sua residua organizzazione se non interverranno provvedimenti della Regione Lazio. Ecco il perché della richiesta di incontro con il Presidente Marrazzo. Sulla situazione illustrata è stato chiesto ed ottenuto il silenzio stampa.
In queste riunioni i sindaci presenti hanno concordato con la Asl, che ha avuto anche il consenso dei sindacati, il ridimensionamento delle sedi di primo soccorso ed i provvedimenti riguardanti reparti di ortopedia e di chirurgia di alcuni ospedali che soffrono di mancanza di personale medico. E’ da sottolineare che nel primo incontro, un’autorevole dirigente dello staff manageriale ha affermato che il personale è in esubero. Ed allora perché tanti disagi?
Alcuni sindaci, una volta tornati nei loro comuni hanno organizzato strumentalmente assemblee e riunioni in difesa delle strutture presenti sul loro territorio.
Basta con gli accordi trasversali alle spalle della gente. Ai sindaci chiediamo serietà, correttezza, rispetto per le popolazioni di questa provincia; chiediamo dignità per il loro ruolo istituzionale e l’impegno per la piena applicazione delle regole del gioco con assoluta trasparenza; chiediamo che rispettino il mandato degli elettori, con un cambiamento repentino del loro modo di operare.
Questa gestione manageriale dell’ASL ha praticato sin dall’inizio, con ossessione quotidiana, la chiusura e la riduzione dei servizi e del personale senza produrre alcun risultato significativo sul piano dell’efficienza. Nessuna Autorità si è mossa per ridurre gli sprechi scandalosi di risorse finanziarie (vedi vicenda radioterapia di Sora) e per far emergere, sviluppare e valorizzare ciò che di moderno esiste sul piano della capacità professionale degli operatori sanitari. In diverse strutture sono inutilizzate sale operatorie, impianti e macchinari di ultima generazione.
Il sindaco del Capoluogo ha il dovere di convocare subito, quella Conferenza provinciale della sanità, da lui presieduta, rimasta inattiva pur avendo tanto potere, per esaminare e rendere nota la situazione dell’organizzazione sanitaria e per avviare, in tempi brevi, la costruzione e la definizione di un progetto moderno partecipato e condiviso.
Fino ad oggi, per le associazioni è stato difficile partecipare e concorrere a definire percorsi di progresso e di miglioramento per le chiusure settarie di coloro che concepiscono la gestione della cosa pubblica in modo borbonico, preoccupati soltanto degli scheletri che hanno nei loro armadi.
Un’ inversione di tendenza si può e si deve determinare con il contributo di tutti.
Ai sindaci chiediamo di convocare i loro consigli comunali, aperti alle associazioni ed ai cittadini. E’ necessario ed attuale aprire una vertenza sanitaria nei confronti della Regione Lazio e del Governo. Punto di forza deve essere una proposta progettuale provinciale e non la difesa campanilistica.
Al sindaco del Capoluogo ed al Presidente della Provincia chiediamo di essere promotori concreti e coordinatori validi di questo disegno progettuale. {jcomments on}
Coordinamento delle Associazioni di volontariato:
Francesco Notarcola –AIPA- Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati
Sandro Compagno – DAS – Associazione Diritto alla Salute
Pierluigi Fanfara – Cittadinanza attiva-Tribunale del malato
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 23 Luglio 2009 19:45)






