Biblioteca Filippo Maria De Sanctis di Ceccano
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Questa mattina sulle cronache locali con grande sorpresa ed incredulità ho letto che la Biblioteca di Ceccano, in funzione con grande successo dal 1981, è stata intitolata a Peppino Impastato.
Sperando che si riesca a capire chi abbia dato questa “strana” notizia alla stampa e, senza avventurarmi in polemiche sia verso la Regione che verso il Comune di Ceccano, soggetti attivi di tale proposta, vorrei puntualizzare quanto segue:
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Peppino Impastato, vittima della mafia merita di essere ricordato. Tale riconoscimento il Comune di Ceccano glielo ha tributato nel 2007 intitolandogli giustamente una Piazza.
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La Biblioteca comunale di Ceccano è intestata ad un nostro valoroso concittadino, Filippo Maria De Santis sin dal gennaio del 1985, con voto unanime del Consiglio Comunale.
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Il Professore De Sanctis ha meritato tale ricordo da parte della città di Ceccano per la sua intensa attività sia teorica presso L’Università degli Studi di Firenze, che pratica nel Comune di Prato ed altri comuni del Circondario, per diffondere e realizzare concretamente l’idea di educazione permanente.
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A conferma di quanto sinteticamente esposto merita, inoltre, di essere ricordato che nel marzo del 1990 la Provincia di Firenze organizzò un Convegno Nazionale per arrivare a mettere a disposizione delle varie Regioni italiane una legge che sviluppasse ed approfondisse il lavoro teorico e pratico del nostro Professor De Sanctis. {jcomments on}
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Angelino Loffredi
Ceccano 8 Dicembre 2008
La notizia trasmessa da Angelino, se è vera, è scandalosa
Senza nulla togliere ai meriti di Peppino Impastato, che ha sacrificato la sua vita lottando contro la mafia, non credo sia opportuno togliere alla bibliteca comunale il nome di Filippo Maria De Sanctis, conosciuto in tutta Italia per il suo impegno nell'educazione degli adulti. Perché cancellare la memoria di un uomo forse poco conosciuto localmente (nemo propheta in patria) ma apprezzato a livello nazionale? Credo che De Sanctis meriti di essere conosciuto meglio. Se noi per primo non teniamo nella debita considerazione i nostri concittadini illustri, chi mai dovrebbe farlo?
Cosa possiamo fare per impedirlo? Chiedere testimonanze a chi lo ho conosciuto e/o studiato, a professori di Pedagogia e a Demetrio Demetri della Libera Università di Anghiari?
Se posso fare qualcosa, fatemelo sapere.
Spero proprio che la cosa non succeda.
Cordialmente,
Antonietta Tiberia
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 10 Dicembre 2009 20:21)







