Banda larga congelata
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Gli 800 milioni di euro, destinati al rafforzamento delle infrastrutture necessarie a sostituire l’attuale rete in rame con la fibra ottica, sono congelati. Si, proprio cosi si è espresso il Sottosegretario Gianni Letta.
Una vera gelata, una notizia imprevedibile in particolar modo dopo aver sentito qualche settimana fa il Ministro Brunetta annunciare a gran forza che il prossimo anno sarebbe stato l’anno della banda larga per tutti.
A riguardo è utile conoscere qualche dato: in Italia solo il 31% delle famiglie dispone della banda larga contro il 43% della media europea. Una diffusione talmente scarsa che ci porta ad essere il fanalino di coda degli Stati Europei, avanti solo alla Bulgaria e alla Romania. Una arretratezza tecnologica che si riflette negativamente sia sulla pubblica amministrazione che sul sistema delle imprese.
I Ministri Brunetta ed Alfano avevano presentato una “rivoluzione digitale” del sistema giustizia volta ad eliminare costose ed inutili richieste cartacee attraverso convocazioni via web, ma anche per avviare diffusamente audizioni telematiche, inoltre dai due Ministri erano state anticipate anche altre valide e condivisibili soluzioni quali la pagella scolastica digitale, cambio residenza telematico e certificati medici trasferiti all’INPS via Internet. Insomma ci era stata anticipata per il 2010 la possibilità di portare la pubblica amministrazione on line.
Sempre nell’interno di questo piano avevo sentito ed apprezzato la possibilità di creare cinquantamila nuovi posti di lavoro in un comparto che da sempre ritengo strategico come quello delle comunicazioni.
La politica degli annunci, delle capovolte all’indietro anche questa volta, purtroppo, è stata confermata.
Nel momento in cui non si riescono a trovare i soldi per costruire un futuro ad altissima tecnologia, oltre tutto in tempi rapidissimi, con un facile colpo di illusionisti si reperiscono 1.300 milioni e si annuncia, purtroppo, l’avvio della costruzione del ponte sullo stretto di Messina, opera certamente non prioritaria, utile solo a rassicurare gli amici dell’On. Dell’Utri.
Sempre Gianni Letta, ci dice che le disponibilità per la banda larga saranno messe a disposizione quando la crisi economica sarà finita. Una ipotesi ovviamente generica e sfuggente. Oltre tutto una vera dichiarazione antieconomica perché gli interventi in tale direzione debbono essere fatti ora in piena crisi in quanto contribuiscono ad uscire dalla crisi stessa, cosi come stanno già facendo tutti gli altri Stati Europei, i quali attraverso tali provvedimenti incrementeranno la produttività sia manufatturiera che dei servizi, dando immediata occupazione ad un personale altamente professionalizzato.
In Italia, invece, il Governo promette di intervenire quando le distanze fra il nostro e gli altri Stati Europei si saranno allargate ancora di più. A nostro svantaggio.
Angelino Loffredi
Ceccano 8 Novembre 2009
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 12 Novembre 2009 16:33)







