Ceccano: Nuove prospettive per l’illuminazione pubblica
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La Provincia intervista Angelino Loffredi 22 set '09 -
D) Manifesti anonimi ed abusivi, accuse al Sindaco, punti luce, dichiarazioni a tamburo battente del Sindaco: c’è una miscela polemica su cui discutere lungamente Si può rimanere indifferenti a questo stato di cose?
R) Francamente riconosco che mi è difficile ricostruire i fatti. Il manifesto affisso colpisce duramente ma non spiega, non argomenta riducendo così la stessa portata critica. Il Sindaco, attraverso una dichiarazione, fa una difesa d’ufficio del suo operato, individuando il problema di cui è accusato nei punti luce messi in Passo del Cardinale
D) Le sue mi sembrano considerazioni riduttive, un tentativo per circoscrivere l’avvenimento, per buttare acqua sul fuoco.
R) No. In verità non voglio minimizzare niente. Partiamo da quello che si ritiene essere una palese ingiustizia, il modo come sono stati individuati i punti luce e questo potrebbero farlo meglio di me gli autori del manifesto io, però, vorrei collegare questo fatto ad altri che ritengo essere ancora più importanti.
D) Quale sarebbero?
R) Porre al centro della discussione amministrativa l’elaborazione di una piattaforma per portare avanti una politica dell’illuminazione pubblica, superando gli interventi caso per caso; un procedere che crea sempre più critiche e l’amaro in bocca di chi si sente escluso.
D) Come costruire una piattaforma politica sul tema di cui parliamo,quali procedure innestare, chi dovrebbe elaborare il piano?
R) Il piano per avere un sostegno convinto dovrebbe essere preparato dal Consiglio Comunale e dovrebbe partire da un dato: il ciclo dell’illuminazione pubblica che ha visto l’impegno di tutti gli amministratori del dopo guerra ottenendo grandi risultati, oggi si è esaurito, o in via di esaurimento.
D) Ed allora non si deve parlare più di illuminazione pubblica?
R) No, bisogna guardare oltre, partire analizzando e conoscendo lo stato dei fatti: numero dei punti luce, costi annuali, mutui in ammortamento.
D) E dopo di ciò ?
R) Nello stesso tempo, se dovessero esserci delle richieste o delle necessità, stabilire prioritariamente i criteri con cui procedere, e penso alla densità di popolazione da servire, infine potrebbe essere ipotizzata la necessità di aumentare le distanze fra un punto luce ed un altro.
D) Ma allora esiste il problema dei costi, della tenuta delle finanze comunali. Cosi sposta il tema.
R) No, intendo rimanere sul tema e ritengo che la questione dei costi meriti un’attenzione permanente perché essa si collega a quale servizio dare. Dico questo perché l’innovazione, l’utilizzo di nuove tecnologie non costituiscono un capriccio o una civetteria, rappresentano, invece, una urgente necessità. Una occasione da utilizzare
D) E che bisognerebbe fare?
R) Nel Consiglio Comunale ci sono le possibilità, più di quanto posso fare io, per avere idee, apporti, indicazioni per poter scegliere fra lampade a basso consumo, lampade sensibili che si accendono quando qualcuno passa, e i LED, inoltre l’ utilizzo di nuove energie alternative, per poter essere autosufficienti dal punto di vista energetico.
D) Cosa si aspetta allora ad intervenire. Oramai se ne parla da tanto tempo, e permettimi di sollevare una critica:che fa il suo Assessore alle energie alternative?
R) Se mettiamo serenità nel giudizio e non si vogliono trovare vie facili alla polemica le faccio presente che sto parlando di una ipotesi di lavoro che non può camminare sulle gambe di un Assessore. I fatti lo stanno dimostrando, perché è necessario un impegno corale e convergente.
Le dirò infine che di queste cose non si parla affatto. C’è più attenzione da circa un anno, e voi lo avete riportato con cura e sistematicità, sulle questioni del rimpasto, del toto assessore che di nuove prospettive. Di queste epocali opportunità.
Va ricuperato il tempo passato e individuato al più presto un percorso operativo. Si, al più presto ! {jcomments on}
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