Chi teme l'allargamento della partecipazione?
| Pagine di ... - Loffredi |
Perché chi ha responsabilità istituzionali non partecipa alle discussioni?
Edicolaciociara ha raggiunto felicemente i dieci anni di attività. Un risultato positivo. Si potrebbe dire eccezionale per i tempi che corrono; se pensiamo alla breve esistenza di organizzazioni politiche, di nuovi mass-media e delle stesse idee.
In tutti questi anni abbiamo sentito moltissimi annunci di modernità e di "nuovismo" accompagnati da toni roboanti e da un tam-tam pubblicitario sostenuto da ingenti risorse finanziarie. Il tempo successivamente ha reso giustizia dimostrando che la realtà ed i fatti sono più forti dell'immagine-finzione, selezionando e facendo dimenticare l'inutile..
Questo angolo di libero pensiero, di apertura e sperimentazione continua la sua difficile marcia, resiste a tutte le avversità, non si è fatto impaludare dal muro di gomma utilizzato da tutte le cricche.
Il sito www.edicolaciociara.it si mostra attivo, messo a disposizione di chi ha idee da far conoscere, aperto a chi non accetta la logica del clan, pronto a raccogliere le posizioni di chi rifiuta il conformismo e mostra di avere coraggio.
In questi anni abbiamo molte volte sentito che l'uso degli strumenti dell'informazione viene ritenuto più efficace rispetto alle proposte ed ai contenuti . I perdenti all'indomani di ogni campagna elettorale hanno sempre spiegato la sconfitta a problemi legati ad errori di comunicazione. Anche se tale visione non mi appartiene mi sembra di vedere una contraddizione proprio da parte di che accetta tale "ideologia".
Se esaminiamo attentamente presenze e contributi sul sito notiamo che coloro che hanno responsabilità istituzionali, politiche ed associative pur sapendo che il sito è seguito e sicuramente studiato non partecipano alle discussioni, non fanno conoscere nemmeno le loro proposte, insomma non stabiliscono una linea di comunicazione con i propri iscritti, né con i propri elettori.
Perché ?
Eppure per l'accesso a questo sito non si paga una pedaggio, né si deve rinunciare alle proprie convinzioni. Ecco, cari amici, su chi non partecipa, su chi non si espone, pur avendo grandi responsabilità pubbliche ci sarebbe veramente molto da approfondire.
Forse influisce la loro timidezza verso uno strumento molto immediato, dotato di interfacce capaci di evidenziare posizioni precedentemente espresse e di coglierne modifiche e ripensamenti o anche di avere risposte e contestazioni rapide.
Oppure, e sarebbe veramente la cosa peggiore, l'allargamento della partecipazione e la trasparenza vengono ritenuti ingombranti e fastidiosi. Alle quali si può preferire l'incontro con pochi sodali, dare ordini a chi possiede una naturale predisposizione ad ubbidire.
Spero vivamente che qualcuno mi aiuti a dipanare questa matassa aggrovigliata, ad evidenziare gli errori del mio ragionamento, anche perché abbiamo ancora tanto tempo a disposizione, sicuramente altri dieci anni.
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 02 Luglio 2010 11:58)







