Il bamboccione capriccioso
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di Angelino Loffredi 21 gennaio 2011 - Dopo aver sentito tante belle parole inneggianti alla pacificazione ed averne condiviso l'auspicio ma non lo strumento, sempre a proposito di Antonio Aversa, ora vedo che Stefano Gizzi entra a gamba tesa e manda in aria il tavolo di quella che è stata finora una civile discussione.
Lo fa alla stessa maniera dei bambini viziati, che hanno avuto tutto, cresciuti nell'ovatta e che hanno avuto a che fare solo con domestiche docili e remissive. Ovviamente la metafora è riferita alla sua esperienza politica e solamente politica, in quanto erede di un bel " giocattolo " regalatogli da uomini che crearono e radicarono a Ceccano il Movimento Sociale Italiano.
Da bambino capriccioso, ogni qualvolta rompe il giocattolo di turno con le sue mani, si agita, batte i piedi per terra, inveisce ed insulta chi gli è vicino, personalizzando e trovando sempre un colpevole. Mai ha riflettuto sul proverbio che dice " Chi è causa del suo male pianga se stesso". In questi 21 anni di vita pubblica si è comportato sempre allo stesso modo. Ora con un lungo, interminabile aggrovigliarsi di argomenti scollegati, se la prende con " il sovietico Angelino Loffredi" anticipando che la sua è una risposta.
In verità non c'è niente che possa somigliare ad una risposta, comunque invito tutti a leggerla direttamente, anche per conoscerlo bene.
Dopo venti anni lontano dai Consigli Comunali, fuori dal circuito delle decisioni cittadine, limitandomi a qualche saltuario intervento di impegno civile, mi trovo al centro di una polemica di cui faccio fatica a capire le motivazioni vere e profonde.
Non temano i miei amici e compagni che io sia stato colpito da offese e nefandezze.
Niente di tutto questo: il piccolo ridicolo inquisitore mi attribuisce alcune colpe. Mi accusa di essere comunista. Si è vero sono stato comunista, ho aderito e fatto parte del Pci. Con milioni di persone sono stato dentro una eccezione vicenda politica, una storia unica, inedita ed originale quale è stata quella che tanti analisti e ricercatori politici chiamano Italocomunismo.
Ma non basta questa ammissione di " colpa " riguardante il passato per avere una sua benevola e salvifica assoluzione perché il peccato ancora più grave, a parer suo, sicuramente imperdonabile, è costituito dal fatto che non sono un pentito:ancora oggi rimango un impenitente italocomunista senza partito.
Ai tanti giovani che non hanno conosciuto quella storia ricordo che non è solo quella di Berlinguer che va a Mosca nel 1969, a dichiarare avanti alle gerarchia sovietiche, l'autonomia del Pci e la difesa della Primavera di Praga e lo sviluppo dell'incontro dei comunisti con i cattolici, attraverso la strategia chiamata del Compromesso Storico, ma anche la continua lotta di emancipazione e progresso delle classi lavoratrici italiane. L'Italocomunismo ha significato, inoltre, essere dentro il Risorgimento ed il conseguente processo di unificazione nazionale, nella Lotta di Liberazione e per la Costituzione. Questo è il contesto storico entro il quale si radica matura e si sviluppa.
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Premesso questo mi permetto di rivolgere alcune domande al mutevole e capriccioso Gizzi: ma tu che identità hai ?; stai con l'Italia o con Mastro Titta, il boia di Pio IX ; con la Resistenza o con Himmler ? Che ne pensi dello sterminio delle " razze inferiori"?.
Ricordo e non mi stancherò mai di dirlo che i Gulag staliniani furono una carognata non solo verso i cittadini ed i comunisti sovietici ma anche contro l'idee del socialismo scientifico.
La indefinita identità politica di Gizzi e dei suoi mutevoli approdi verso partiti e partitini non può essere nascosta dietro la figura di Pio XII.
C'è un adagio Italiano che dice " Scherza con i fanti e lascia stare i Santi ". Ma Gizzi, che non possiede il senso del limite, irrispettosamente lancia il Papa in questa disputa paesana. Se cosi ha voluto, allora parliamone. Anzi parliamo della scomunica. Quel provvedimento del luglio 1949, a veder bene, fu inutile ed ininfluente poiché da parte degli scomunicati non ci furono abiure, né conversioni, anche perchè la grande maggioranza dei socialcomunisti era credente. La scomunica non svuotò le loro sezioni , nè fermò il grande movimento di lotta che si andava dispiegando in ogni parte d'Italia. Significativo è il risultato delle elezioni del 1953 quando i voti socialcomunisti, rispetto a quelli presi insieme dai due partiti nel 1948, aumentarono complessivamente di un 1 milione e mezzo.
E visto che ha lanciato nella mischia i Papi voglio ricordarne un altro: Paolo VI , che in occasione della morte di Palmiro Togliatti, nel 1964, attraverso un messaggio manifestò il suo cordoglio al Pci , che Luigi Longo, in Piazza San Giovanni, di fronte ad un milione di persone lesse con grande commozione.
Gizzi impropriamente si appropria della fede cristiana, prova a farne una corazza, senza mai indicarne i valori di pace e di amore ma usandola come un randello nei confronti di chi non ubbidisce alle sue fisime. A tale proposito è utile ricordare che nel marzo del 2003, sostituendosi al Papa, con un personalissimo " Motu proprio" accusò il Vescovo di Frosinone, Boccaccio, addirittura di eresia per aver celebrato una messa sacrilega (testuale) con i rappresentanti delle altre religioni. Per queste circostanze i Ceccanesi dicono con molto sarcasmo " Vuole insegnare il credo agli Apostoli "
Ultimamente si dichiara appartenere alla destra, ma precisa, quella vera, evidentemente da contrapporre ad una destra che ritiene fasulla. Da circa venti anni la destra, purtroppo, vince da per tutto, anche nei comuni " rossi ", solo al Comune di Ceccano grazie al suo ruolo invasivo, ai suoi toni mai rassicuranti e sempre intimidatori, perde.
Anche in questi giorni in cui il centro sinistra è in difficoltà e francamente temo per la sua tenuta, egli rinuncia a costruire un' alternativa e al necessario lavoro politico fatto di pazienza e mediazione, preferisce dare sonore bacchettate ai potenziali alleati, cosi come ha sempre fatto. Nell'interno della sua coalizione si impone ma la coalizione ha sempre perso. Egli vuole esercitare il ruolo di capo, attorniato da persone subalterne e possibilmente genuflesse e salmodianti, acriticamente disponibili ad esaltare le sue profezie.
Non sa che gli uomini che hanno costruito la destra a Ceccano possedevano altre qualità, prime fra tutte il senso della disciplina ed il fare squadra. Virtù che non gli appartengono.
Dopo 21 anni, una lunghissima era, di continua presenza nel Consiglio Comunale di Ceccano mi sembra lecito chiedere se per lui non sia arrivato il momento, da ogni punto di vista, di diventare maggiorenne .
Preparato per un altro salutare e chiarificatore confronto, non mi resta che auspicare " Lunga vita politica al "compagno "Gizzi"
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Ultimo aggiornamento (Domenica 23 Gennaio 2011 13:29)






