"Bimbi al nord", la testimonianza di Alberto Incagnoli di Ceprano

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di Lucia Fabi e Angelino Loffredi già pubblicato sul n° 5 del mensile " Paese mio " - Il nostro viaggio prosegue alla ricerca di testimonianze dirette. Accompagnati da Agostino Colafranceschi, siamo a Ceprano presso la famiglia Incagnoli e, come avviene oramai in ogni casa ove entriamo, veniamo accolti calorosamente. Il protagonista è pronto a raccontarci la sua storia. Non si fa pregare e lo lasciamo parlare senza interromperlo se non per piccole precisazioni e ci rendiamo subito conto che Alberto risulta essere una miniera di conoscenze. Ha settantacinque anni, è dotato di una mente sveglia ed una memoria lucida. Racconta che i suoi genitori furono contattati da Alessio Ottaviani e da l barbiere Ezio Francazi, ovviamente di Ceprano.

La famiglia di Alberto era composta di otto figli. Usciti malconci dalla guerra anche a causa dei bombardamenti che avevano sventrato la loro casa situata al centro del paese e non avendo risorse per mantenere una famiglia cosi numerosa, i genitori decidono di far partire due figli: Alberto di 11 anni e suo fratello di 13 anni.

I due fratelli non sono preoccupati né angosciati per la partenza, anzi sono curiosi e desiderosi d'intraprendere il viaggio. Anche a Ceprano vengono consegnati gli indumenti ai bambini portati proprio dal Comiato di accoglienza della città di Parma. La mattina del 16 febbraio in Piazza avviene il raduno.

Sistemati sopra i camion si avviano alla Stazione ferroviara di Ceprano.

Dopo i saluti, gli abbracci e le ultime raccomandazioni dei genitori ( nello stesso tempo trepitanti e speranzosi ) inizia il lungo viaggio verso il Nord.

A Bologna viene sganciato il vagone che portava i bambini in provincia di Ravenna mentre quelli diretti verso Parma proseguiranno arrivando, finalmente, alle 23 del 17 di febbraio.

Alberto ricorda che l'arrivo a Parma fu molto caloroso. Alla Stazione una folla di persone attendeva i bambini già da parecchie ore. Il sentirsi accolti con questi modi li rassicurò molto ed arrivati alla sede comunale si procedette all'assegnazione dei bambini alle famiglie.

Alberto fu affidato ai coniugi Rossi Carlo e Vanda. Carlo faceva il muratore presso il comune di Parma mentre Vanda era sarta costumista presso il Teatro Regio di Parma. Non avevano figli ed accolsero Alberto prodigandogli amore e attenzione.

All'arrivo in casa gli fu fatto un bel bagno caldo e fu messo a dormire in un comodo letto.

La casa era situata al centro della città, per la precisione in via delle Grazie e gli altri bambini di Ceprano erano nelle case vicino. Fu mandato a scuola, inserito nelle classi composte da bambini del luogo e l'unica difficoltà riscontrata fu quella di farsi capire dagli altri bambini, ma ci volle poco per integrarsi completamente.

Il distacco dalla realtà che aveva lasciato a Ceprano non fu traumatico né provocò nostalgia. La famiglia Rossi lo accolse con calore e lo colmo di attenzioni al punto che Alberto rimase a Parma non quattro ma otto mesi.

Spesso si incontrava con i piccoli amici di Ceprano. Si davano appuntamento ai giardini pubblici ed accompagnati da persone adulte potevano giocare, rincorrersi divertendosi come se la loro vita fosse stata sempre quella: spensierata e generosa.

Con l'arrivo della bella stagione venivano accompagnati sulla riva del fiume Parma dove potevano fare il bagno e divertirsi giocando con l'acqua fino allo sfinimento.

Trascorso questo bel periodo, ritornò a Ceprano e per lungo tempo non ebbe notizie della famiglia Rossi, ma un pezzo del suo cuore era rimasto con loro e spesso il pensiero andava a quella famiglia che lo aveva trattato veramente bene. Avrebbe voluto rivederla ma per una serie di ostacoli, rimandava sempre fino a quando non gli si presentò l'occasione giusta.

Si sposò e decise di fare il viaggio di nozze a Parma. La moglie era alquanto restia temendo che la famiglia Rossi si fosse dimenticata di lui e non lo avrebbe riconosciuto, tuttavia decisero di tentare l'incontro.

Quando arrivarono di fronte alla casa e con titubanza suonarono il campanello, Vanda affacciandosi dalla finestra senza alcuna esitazione fissò per un attimo le due persone e gridò " E' tornato mio figlio. La commozione fu grande ed i festeggiamenti ai quali partecipò il vicinato si conclusero con la partecipazione in una serata al Teatro Regio.

Da allora, ogni anno Alberto e sua moglie andavano a trascorrere le vacanze a Parma tra la gioia e l'orgoglio dei coniugi Rossi. Grande fu il dolore per la loro scomparsa ed Alberto lo dimostra mentre il suo racconto continua a snodarsi facilmente come se i ricordi fossero ancora freschi, accaduti da poco tempo.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 30 Giugno 2010 17:56)

 

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