L'informazione, quella seria, non fa sensazione ma pone questioni
| Redazione - edicolaciociara.it |
Ho abusato per un periodo, anni fa, della ospitale cortesia di Ignazio, con qualche soddisfazione. Siamo tutti convinti che l'informazione sia il cardine su cui ruota il consenso. Ma quella che facciamo noi è oltre, è cultura, e come tale non sorte l'effetto di trascinamento perché non si pone nemmeno, spesso il problema del consenso, ma quello della coscienza. La sostanza è assai diversa, perché mentre quella che crea consenso e che viene spacciata per informazione, in realtà è propaganda, è boutade (oggi si dice gossip, ma io resto all'antica), è sparare grosso per poi aprire dibattiti sui pettegolezzi, sul chiacchiericcio, sull'effimero.
L'informazione, quella seria, quella che fa Ignazio e la sua Edicolaciociara, non fa sensazione, ma pone questioni, conduce al ragionamento, impone di farsi un'opinione. In sostanza, fra leggicchiare frasi smozzicate e senza costrutto sui limiti ogni volta superati dello scandalo ad onta e onore contemporanei dei malandrini di turno (politica, professioni, istituzioni o spettacolo ormai non fa alcuna differenza) e impegnarsi a costruire una visione del mondo (leggasi ideologia), il passo è lunghissimo e la "ggente" oltre la memoria ha anche le gambe corte (come le bugie, ma non so se c'entri). Perché per fare questo occorre fatica, costanza, impegno non occasionale, e nell'epoca dei salti in padella, sempre meno gente ha davvero questa voglia, anche fra quelli che dichiarano il contrario. Chi oggi si sente ancora investito di una responsabilità sociale, a parte qualche dinosauro idealista ormai ombra di sé stesso?
Ignazio ed Edicolaciociara restano preziosi, ancora di più per queste misere considerazioni. Ma il discorso è lungo, lungo assai.
Ad Maiora, Ignazio, e speriamo che serva.
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