Venerdì, 20 Gennaio 2012 18:48

Bersani: "Con Monti, ma occorre fare di più"

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bersani.dito 120quda repubblica.it - In apertura dei lavori, il segretario dei democratici rivendica senso di responsabilità e garantisce il sostegno al governo tecnico finché "il Paese sarà lontano dal baratro. Ovvero fino a fine legislatura". Il leader Pd chiede lo stop a manovre di aggiustamento recessive. "Non ci faremo trattare come la Grecia". Legge lettorale: "Se non cambia la legge il Pd farà le primarie per scegliere i parlamentari".

ROMA - Un partito che rinuncia alla vittoria pronosticata dai sondaggi in caso di elezioni anticipate per non mandare il Paese in macerie. Un partito che garantisce il sostegno del governo tecnico ma al premier chiede di presidiare l'emergenza lavoro agendo con solidarietà. Un partito che chiede di più dalle liberalizzazioni. Un partito che invita le forze progressiste d'Europa a ribaltare l'interpretazione recessiva che della crisi danno le destre conducendo alla disgregazione. Un partito che promette primarie per la scelta dei suoi candidati nel caso in cui si andasse alle urne ancora con il Porcellum. Questo, il partito descritto con orgoglio e determinazione dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani nel discorso d'apertura dell'Assemblea Nazionale dei democratici a Roma.

"Abbiamo lavorato con grande unità per un governo di emergenza. Non volevamo vincere sulle macerie del Paese, e abbiamo insistito perché il governo non venisse azzoppato da equilibri di rappresentanza politica". Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel suo discorso in apertura dell'Assemblea Nazionale del partito. "Si smetta di far circolare l'idea, che arriva in Europa, di un cosiddetto disimpegno della politica. Noi ci siamo e ci saremo - ha affermato Bersani -. Si può forse pensare che un partito come il nostro, che ha fatto le scelte che ha fatto, stia scherzando? Noi ci siamo, ben sapendo che non tutto è nelle nostre mani e che siamo minoranza in un Parlamento che è ancora quello di 4 anni fa". Ma Berrsani ne ha anche per gli alleati: "Siamo certi che nessuno potrà pensare di prendere alle spalle il Pd in un passaggio delicatissimo per il Paese, perché tutto poi torni semplicemente come prima. Questo passaggio di responsabilità verso il Paese coinvolge noi, che siamo la forza principale, ma interpella tutti".

"'L'Italia prima di tutto' non è uno slogan, è l'atto politico più alto e più impegnativo. Abbiamo messo in campo la politica, non l'abbiamo messa all'angolo - ha proseguito Bersani -. Semmai abbiamo messo all'angolo gli egoismi di partito, la miopia, il piccolo cabotaggio. Chiedo a questa Assemblea di ribadire e rafforzare il nostro messaggio. La crisi è seria e molto grave. La preoccupazione molto diffusa non deve diventare paura. L'Italia ce la farà, anche con il nostro aiuto".

"L'Italia ha bisogno di ricostruirsi, e questo non sarà possibile senza una partecipazione attiva e democratica dei cittadini - ha aggiunto il segretario Pd -. Cercheremo di mettere un nostro segno con tutte le forze che abbiamo nel lavoro impegnativo dei prossimi mesi".

Quanto al sostegno al governo Monti, Bersani ha scandito: "Sosterremo il governo con lealtà e trasparenza, dicendo chiaro quello che va e quello che non va, quel che faremmo noi di diverso. Lo sosterremo finché il Paese non si sarà allontanato dalla soglia del baratro a cui è stato portato e finché non si vedrà una luce, quindi fino alla fine della legislatura".

Dopo il sostegno, Bersani gira a Monti una richiesta: "Rivolgo un'accorata sollecitazione al governo: si attrezzino strumenti, task force, tavoli per seguire i presidi dell'emergenza che vivremo quest'anno sul fronte del lavoro e delle crisi industriali. E' la solidarietà la materia prima della coesione, del necessario sforzo comune. Solo mettendo i riflettori sulle situazioni più difficili potremo avere un senso di comunità. Uniamo alla competenza il calore della solidarietà".

Bersani dice la sua anche sulle liberalizzazioni. "Abbiamo visto seppure sommariamente le norme" sul tema a "noi carissimo - dice il segretario Pd -. Ci sarà consentito tuttavia dire che su diverse materie si può fare di più e meglio e con maggiore immediatezza". Bersani si riferisce soprattutto a quelle materie che "incidono direttamente sulle tasche dei cittadini, dei pensionati delle famiglie numerose; parlo quindi di farmaci, parafarmaci, di gas, di assicurazioni e banche, di servizi professionali".

"Se si pensa che i prezzi dei farmaci e parafarmaci possano scendere solo allargando un po' il numero dei monopolisti, si sbaglia di grosso. Liberalizzare è importante ma non è sufficiente a creare lavoro. Dobbiamo essere concreti ed esserlo subito. La soluzione non può essere la fase 3. Bisogna mettere da subito risorse per dare lavoro. E' una priorità vera". Ma di questo, ha sottolineato Bersani, "torneremo a discuterne in Parlamento".

E proprio alla riforma del lavoro e degli ammortizzatori sociali, ha rivendicato Bersani, "stiamo dando un contributo vero, importante, che pesa. Siamo stati gli unici, perché discutiamo, ci confrontiamo. Gli altri non battono un colpo e poi dicono a noi che siamo confusi. Bisogna portar pazienza...". Poi un invito al Governo affinchè "metta fine alla vergogna delle dimissioni in bianco".

Legge elettorale, altro tema caldissimo, soprattutto dopo il giro di consultazioni avviato dal presidente Napolitano, che Bersani ringrazia "per l'iniziativa di sollecitazione che ha assunto". "Nella malaugurata ipotesi che si andasse alle elezioni con questa legge elettorale, faremo le primarie per i parlamentari" l'annuncio del segretario dei democratici, che poi ribadisce "il massimo impegno del Pd per cambiare l'attuale legge elettorale che è inaccettabile. Faremo fino in fondo questa battaglia".

Bersani attacca frontalmente la Lega. "Tutta la sua autonomia in trent'anni si è via via ridotta a un po' di xenofobia e un po' di soldi per le quote latte. Per il resto, vanno a rimorchio del 'miliardario' che si convinca magari a far cadere il governo per tornare a Roma, che resta sempre ladrona ma è pur sempre accogliente".

Bersani allarga la sua analisi della situazione italiana nel contesto Ue. "Dobbiamo chiedere a noi stessi - ha sottolineato Bersani - di affrontare subito alcuni interventi strutturali favorevoli alla crescita: liberalizzazioni, politiche industriali, Mezzogiorno. Ma dobbiamo dire basta a manovre di aggiustamento, ulteriormente recessive. A un Paese che lavora per il pareggio di bilancio non si può chiedere di più. Noi non saremo disposti a farci trattare come la Grecia e non permetteremo un avvitamento recessivo con manovre pesanti".

Bersani, poi, lancia il suo affondo all'interpretazione che "la destra europea, a cominciare da quella tedesca, ha dato e dà della crisi". "Mentre ci si concentra sulla pur rilevante questione della disciplina dei conti - ha spiegato il segretario Pd -, l'impostazione della politica europea ci sta consegnando stagnazione, recessione e sgretolamento dell'euro. Le difficoltà delle finanze pubbliche sono soprattutto una conseguenza della crisi e dividere l'Europa in buoni e cattivi sta diventando un disastro per tutti. Noi denunciamo a gran voce questa interpretazione".

Dopo il fallimento delle destre, secondo Bersani, le forze progressiste europee dovranno lavorare insieme per costruire la nuova Europa. "Ma serve uno scatto - sottolineail segretario nel suo intervento -. Sento che di là delle analisi e delle proposte, noi riformisti, noi che siamo così razionali, dobbiamo metterci un po' di anima in più, un po' di sdegno in più. Dobbiamo dire cose che si capiscano, che facciano intendere che siamo da un'altra parte rispetto a quello che si è visto fin qui".

Bersani pensa a una "piattaforma dei progressisti europei che sconfigga i conservatori e i populisti" alle prossime elezioni, che si annunciano "aspre e incerte". Nella relazione all'assemblea nazionale il segretario avverte: "Stavolta bisogna essere alternativi, le idee ci sono, il documento Spd-Verdi del 12 dicembre e altri documenti e posizioni emerse in questi tempi dalle forze progressiste, lo certificano, idee largamente collimanti con le nostre". Secondo Bersani, "la partita è drammaticamente aperta in Europa e non si può affidarla solo alle riunioni a Bruxelles. C'è una battaglia politica, culturale, ideologica da fare. Bisogna accumulare risorse politiche per il rilancio dell'europa", altrimenti i singoli Paesi si divideranno sempre.

Pier Luigi Bersani rivolge un appello all'unità del partito. "Chiedo a tutto il gruppo dirigente impegno, unità e tenuta davanti alle difficoltà che verranno". "Siamo diventati stabilmente il primo Paese del paese - sottolinea con orgolgio il segretario -. E se seminiamo bene potremo fare ancora di più e meglio". Perché "nell'anno del dopo Berlusconi il nostro partito non andrà certo in vacanza" assicura Bersani, preannunciando un programma intenso di iniziative dal titolo 'Incontriamo l'Italia'. Allo stesso tempo, avverte, "lavoreremo per rafforzare il nostro pensiero e le nostre analisi con un programma proposto dal nostro ufficio studi" e "chiameremo le nostre migliori intellettualità".

(20 gennaio 2012)

 


 

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