La Velina rossa ipotizza che dietro al colpo a Fassina ci sia l'intezione dei liberal di colpire la segreteria: ''Oggi la combutta che si autodefinisce Liberal vorrebbe imporre le dimissioni del responsabile economico Stefano Fassina, reo di aver parlato con toni meno entusiastici del sostegno al governo Monti. Noi -aggiunge- siamo più che sicuri che si comincia da Fassina per arrivare più in alto: Con quella richiesta di dimissioni oggi si sono aperte ufficialmente le danze per creare ostacoli su
bito alla segreteria e cercare una via d'uscita per sostituire Bersani con un altro segretario''.
E mentre nel Pd scoppia lo scontro tra vedute "economiche" opposte, si registra la dichiarazione del leader Udc Pier Ferdinando Casini, che arriva a ipotizzare, dopo la fine dell'esperienza del governo Monti e sulla scorta delle prossime elezioni, una grande coalizione Pd - Udc - Pdl, "sul modello della Germania, e che le ali estreme, e cioè coloro che sono palesemente incapaci di partorire una politica non figlia della demagogia e del populismo, vengano emarginate". Facile prevedere che la posizione di Casini sarà accolta, nel Pd, in maniera molto variegata.
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