Per valorizzare la storiografia locale
| Cronache - Cronaca |
di Denise Compagnone da Il Messaggero 2 lug 2011 - A partire dagli anni '70, sbiadito un po' il ricordo degli atroci dolori della Seconda guerra mondiale e venuta su una generazione che rispetto alle precedenti ha avuto modo di studiare, in Ciociaria come in tutta Italia è stato tutto un fiorire di pubblicazioni di carattere storico. Storico inteso in senso lato, inteso come lo studio di una comunità locale, in questo caso provinciale o comunale, sotto diversi versanti: sociologico o linguistico ad esempio.
Dove sono oggi queste pubblicazioni? Vanno ricercate negli scaffali polverosi delle biblioteche, negli archivi spesso abbandonati a se stessi o, molto più spesso, nei cassetti delle scrivanie, a casa degli autori. Al di là del lavoro del singolo scrittore che pure affronta i rischi della ricostruzione della memoria storica, infatti, il problema è quello che succede dopo. Ieri pomeriggio alla biblioteca comunale di Ceccano, alcuni degli storici più attivi della provincia si sono interrogati su questo: che succede dopo aver stampato il libro?
Quali sono le prospettive sulla diffusione, divulgazione e promozione dei volumi? Spesso stroncate sul nascere. L'hanno confermato Gioacchino Giammaria, Maurizio Federico, Ermisio Mazzocchi, Angelino Loffredi, Lucia Fabi nell'incontro organizzato da Edicolaciociara.it, presto in rete. «Non esiste in provincia una istituzione che faccia da motore per raccordare tutto questo lavoro - hanno spiegato-. Ritroviamo solo dopo decenni pubblicazioni che erano sconosciute. Decine di tesi di laurea sugli usi e sui costumi della Provincia giacciono nei cassetti delle Università. Università, quella di Cassino che, forse unica in Italia, non ha una propria casa editrice». Quindi che si fa? Le proposte emerse sono diverse: incentivare la fiera dell'editoria e trasformarla in giornate di studio e di confronto tra autori ed editori; spingere sull'insegnamento e la diffusione di questi temi nelle scuole; riprendere le pubblicazioni di bibliografie. Tutto purché un ricco patrimonio, quello della pubblicistica locale, non vada disperso. Ma la sfida è solo all'inizio. De. Co.

I partecipanti alla videoconferenza. da sinistra a destra: Maurizio Federico, Ermisio Mazzocchi, Denise Compagnone, Gioacchino Giammaria, Lucia Fabi e Angelino Loffredi,
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Ultimo aggiornamento (Sabato 02 Luglio 2011 19:55)



