L’autunno caldo della scuola italiana. Le piazze si riempiono della protesta
| Cronache - Università e scuole |
Gli studenti in piazza di Alessandro Bongarzone da Dazebao.org 9 ott 09 - Tutti in piazza contro la Gelmini. Da Milano a Roma, da Genova a Bologna, al grido di “diamogli una lezione”. Migliaia di studenti e lavoratori - più o meno precari - della scuola manifestano contro i “tagli”.
In tutto sono 50 le città italiane che l’Unione e la Rete degli Studenti hanno mobilitato contro i tagli alla scuola e la “riformicchia” Tremonti-Gelmini. E dev’essere questo, non un mero errore di ortografia, il motivo per cui sullo striscione di apertura del corteo di Roma campeggiava la scritta “diamogli” piuttosto che un “diamole una lezione”. In migliaia hanno partecipato ai cortei e, anche se il numero esatto, balla - come al solito - tra i dati delle questure e quelli degli organizzatori,rmiamo che, alla fine, in tutt’Italia, sono oltre 200 mila gli studenti scesi in piazza, al fianco dei lavoratori della Fiom Cgil in lotta per il contratto di lavoro. Tanto che, ad un primo sguardo, la stagione che si è aperta ha tutta l’aria di diventare un nuovo autunno “caldo” e non solo (complice il riscaldamento del pianeta) meteorologicamente parlando. non andiamo troppo lontano dal vero se affermiamo che, alla fine, in tutt’Italia, sono oltre 200 mila gli studenti scesi in piazza, al fianco dei lavoratori della Fiom Cgil in lotta per il contratto di lavoro. Tanto che, ad un primo sguardo, la stagione che si è aperta ha tutta l’aria di diventare un nuovo autunno “caldo” e non solo (complice il riscaldamento del pianeta) meteorologicamente parlando.
Milano
In migliaia (20 mila dicono gli organizzatori contro i quattromila censiti da questura e giornali “codini”) i ragazzi si sono diretti verso il provveditorato regionale agli studi di via Ripamonti. “No ai tagli”, “no al fascismo e razzismo” e “no alla chiusura delle scuole civiche” sono le tre parole d’ordine della manifestazione a cui hanno partecipato i rappresentanti delle università Statale, Bicocca e Politecnico; dell’accademia di Brera e degli istituti scolastici superiori, in maggioranza, in mobilitazione da un anno a fianco degli universitari.
I manifestanti, a passo di musica - diffusa dagli altoparlanti del camion in testa al corteo - hanno sfilato per chiedere al governo lo stop dei tagli alla scuola; più fondi per il diritto allo studio per garantire anche la copertura finanziaria dei corsi di recupero.
I “leoni” di Genova
Gli studenti di oltre 30 scuole superiori del capoluogo ligure hanno aderito al corteo di protesta che ha attraversato la città da piazza Caricamento alla direzione scolastica regionale in via Assarotti.
Ad aprire il corteo, l’Unione degli Studenti ha voluto i precari liguri che hanno sfilato dietro uno striscione con uno slogan, “Hic sunt leones”, pensato per mettere in guardia il governo dal continuare nei suoi infausti propositi. “La manifestazione - ha detto, infatti, Corinne Palidda, la portavoce del movimento precari - è contro i tagli della finanziaria. Chiediamo più ore per gli insegnanti per colmare il problema del recupero dei corsi formativi e siamo contro ogni privatizzazione. Vorremmo una scuola migliore e contrastiamo il decreto sicurezza”.
I tremila di Bologna
Non sappiamo come faccia la questura a contare i manifestanti, ma stando a quello che abbiamo visto possiamo affermare che i “contatori” hanno le traveggole. Probabilmente ha ragione il questore di Bologna, ma da Piazza Maggiore - dove è iniziata e si è conclusa, dopo lo sciorinarsi del corteo, la manifestazione emiliana - abbiamo avuto un fremito nel vedere che gli studenti, partiti alle 9, riempivano via Indipendenza ben oltre il Parco della Montagnola. Eppure nonostante ciò alcuni degli organizzatori sono apparsi visibilmente contrariati della partecipazione. Al corteo degli studenti delle superiori, infatti, è mancato il contributo dei gruppi universitari e dei precari. “Noi li abbiamo avvisati - spiega Federico Fornasari, uno dei portavoce coordinamento degli studenti - non voglio dire che ci hanno dato buca, ma quasi”. Nonostante le defezioni, comunque, la manifestazione è apparsa agguerrita e determinata nelle richieste. “Noi vogliamo una scuola pubblica, libera e laica - si legge nel documento del Coordinamento studenti medi bolognesi - mentre con le recenti riforme, l´attuale governo sta mettendo seriamente a repentaglio la sopravvivenza di tale scuola”.
Studenti di Roma: “Diamogli una lezione”
A Roma l’Unione degli studenti, la Rete degli studenti medi e l’Unione degli universitari si sono uniti alla protesta dei metalmeccanici, raggiungendo la Fiom-Cgil a piazzale Flaminio e partecipando al corteo. Quella che doveva essere una manifestazione contro l'ipotesi di un accordo separato per il rinnovo del contratto tra Federmeccanica, Fim e Uilm, è quindi diventata anche una protesta contro la ministra dell’istruzione, Mariastella Gelmini, e i tagli alla scuola pubblica.
“Diamogli una lezione” è lo slogan dell’Uds, mentre l’Udu ha sfilato al grido di “Fermiamo la Gelmini. Senza soldi nessuna riforma”. Migliaia di studenti sono scesi in piazza per “rivendicare una scuola di qualità” e “chiedere un’immediata inversione di tendenza rispetto alle politiche del governo sulla scuola”. fanno sapere gli stessi studenti, che vogliono anche "libri e materiale gratis e corsi di recupero gratuiti", e lo "stop al falso merito".
Ma Roma è stata la sede, oggi, anche della manifestazione nazionale in occasione dello sciopero generale della scuola indetto da Unicobas che ha svolto un presidio, a partire dalle 10, davanti al ministero dell’Istruzione in viale Trastevere. Al centro della protesta, dell’organizzazione sindacale di base, non solo i tagli causati dalla “riformicchia” Gelmini ma, anche il decreto sui contratti di disponibilità, definito dal sindacato “ammazza-precari”, e il disegno di legge Aprea - in discussione alla Camera - sul nuovo stato giuridico dei docenti. {jcomments on}
Ultimo aggiornamento (Lunedì 02 Novembre 2009 13:36)



