Attacchi alla scuola e alla libertà d'espressione
| Cronache - Università e scuole |
Colpi bassi alla democrazia. La libertà di stampa, ma soprattutto quella di espressione, in questo paese sono soggette a forti limitazioni. Sono quasi stufo di dirlo, ma nel 1948 George Orwell, autore del capolavoro “Nineteen Eighty-Four” (abbreviato “1984”) teorizzò un regime dittatoriale completamente basato sul controllo dell’informazione, sulla falsificazione delle informazioni e sul conseguente intorpidimento delle masse.
Sono stufo anche di ripetere che oggi siamo vicinissimi, tranne che per qualche misero elemento, all’immaginario orwelliano.
Preoccupa molto che televisioni e telegiornali nazionali dedichino tutto il loro tempo a gonfiare notizie riguardanti il virus dell’influenza suina, e non parlino di quanto accade negli uffici scolastici provinciali d’Italia. Oggi gli ex provveditorati sono presi d’assalto da precari della scuola messi letteralmente sul lastrico dal ministro Gelmini. Sappiamo da circa un anno però che dietro questa manovra, che hanno avuto il coraggio di chiamare riforma, c’è la longa mano del ministro dell’economia Tremonti.
A Roma gli insegnanti hanno sfilato in mutande. Si … senza pantaloni, poiché tra poco rimarranno come si suol dire… solo con la biancheria intima addosso. Bandiere e striscioni hanno invaso piazza del Plebiscito a Napoli. Qui i precari presidiano da tre giorni l´ufficio scolastico regionale della Campania. Una delegazione di manifestanti sarà a breve ricevuta dal prefetto di Napoli Alessandro Pansa: ne fanno parte tre insegnanti delle elementari, due delle superiori, uno delle medie e un rappresentante del personale Ata. "Chiederemo l´apertura di un tavolo tra Ministero e Regione - dice Miriam Andrisani, insegnante delle superiori della delegazione - questa non è più una questione solo occupazionale ma di emergenza sociale".
A Frosinone, all’inizio del mese di agosto c’erano circa sessanta insegnanti della scuola elementare, di ruolo, senza posto. Molti di questi dovranno rimanere a disposizione delle segreterie e dei presidi, probabilmente per supplenze o mansioni amministrative.
E’ una emergenza sociale. Noi la vediamo così. Ma d’altra parte cosa potevamo aspettarci da un Governo formato da individui completamente impreparati in fatto di scuola? La Gelmini, lo sappiamo, di educazione, didattica e scuola in generale non ne sa niente. Tremonti guarda solo a quelle che considera le zavorre. Ma in una nazione civile, la scuola pubblica sarebbe intoccabile.
Tutto questo non è visibile. E come afferma Alexander Stille – autore del libro “Citizen Berlusconi” – chi ci governa sa benissimo che se un problema non appare in tv, quel problema non esiste. Spero e confido sempre nella rete. L’attacco alla scuola è un attacco alla democrazia. Oggi ricordiamo l’appello di Piero Calamandrei, nel discorso da egli pronunciato nel 1950 al III congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn).
“Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”. {jcomments on}
Valerio Ascenzi
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 03 Settembre 2009 16:40)



