Per la Banca d’Italia gli immigrati non tolgono lavoro

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Cronache - da Enti

Sono cresciuti di dieci volte in 17 anni, ma non hanno rubato il lavoro a nessuno. Sono i 3 milioni e 400 mila stranieri presenti in Italia così come vengono fotografati da uno studio della Banca d’Italia. Sono una risorsa, insomma. Il rapporto Bankitalia evidenzia che gli stranieri con un impiego sono molto più giovani degli italiani, hanno meno istruzione e più difficoltà di apprendimento degli italiani, soprattutto nel Sud, ma aiutano a mantenere giovane la forza lavoro del Paese. Rappresentano la nuova classe operaia, dice la Banca d’Italia, e, al contrario di quanto si possa credere, «all’incremento del numero degli stranieri non si è associato un peggioramento delle opportunità occupazionali degli italiani».
Nelle regioni centro-settentrionali tre-quarti degli immigrati erano impiegati come operai, una percentuale doppia rispetto a quella degli italiani. Nel Mezzogiorno, invece, sono più diffusi i piccoli imprenditori stranieri. I dipendenti, invece, nel Sud sono soprattutto nell’agricoltura, nel turismo e nei servizi alla persona.
Alla fine del 2008 erano oltre 240 mila le imprese con un titolare extracomunitario, il 7% del totale delle imprese (il 4,4% nel Mezzogiorno e l’8% nelle altre aree del Paese). Una presenza massiccia ma non ancora accettata completamente se è vero, come dice Bankitalia, che il costo del credito per le imprese di extracomunitari è superiore di 60 punti base (0,6%) a quello che viene offerto agli imprenditori italiani. {jcomments on}

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 19 Agosto 2009 17:31)

 
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