Camorra: chiudere ancora gli occhi?

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Cronache - da Sindacati

4 Settembre 2009 - dichiarazione del Segretario Generale Provinciale Marco GALLI: “L‘ennesimo patrimonio sequestrato in questa provincia. Stavolta si tratta di beni per un valore di 150 milioni di euro; un tesoro composto da danaro, immobili, imbarcazioni, società riconducibile a due personaggi di Cassino, storicamente considerati “vicini” alla camorra. Anche questa è un‘indagine che è partita lontano dalla Ciociaria e che già nei mesi scorsi aveva prodotto effetti clamorosi, a seguito dei quali si erano scatenati i soliti “negazionisti“, per tranquillizzare l‘opinione pubblica di questa provincia che non si trattava di camorra ma solo di episodi specifici tutti da chiarire. Ebbene, quest‘ulteriore approfondimento delle investigazioni ha chiarito definitivamente che si trattava di camorra, che da anni opera in questa provincia, così come dimostrato da molte altre indagini, sequestri, confische ed arresti. Nel frattempo qui cosa si è fatto? Nulla, assolutamente nulla che non sia l‘impegno straordinario e quotidiano dei pochi operatori di polizia impegnati in questo settore. Tutto come prima, anzi peggio, così come al loro posto continuano a rimanere quei rappresentanti istituzionali che con il loro “negazionismo” hanno agevolato la cortina di silenzio all’interno della quale la criminalità organizzata ha fatto e continua tranquillamente a fare affari. Infatti, anche questo straordinario colpo inferto alla camorra, non rappresenta che una goccia in mezzo al mare, in una provincia in piena crisi dove si moltiplicano i segnali di una presenza massiccia delle mafie. Compravendite di immobili, passaggi di aziende, incendi, usura segnano un territorio flagellato da una crisi senza precedenti, dove i piccoli imprenditori faticano a portare avanti le proprie aziende e dove, però, si moltiplicano finanziarie, banche e, soprattutto, autosaloni di lusso. Chi controlla tutto questo flusso di danaro? Al di là dello straordinario lavoro che stanno svolgendo i pochi uomini delle FF. di PP., continuano a mancare risorse per combattere efficacemente il crimine organizzato. Sembra che il danaro di cui dispongono questi sodalizi criminali, con il quale, è bene non dimenticare, corrompono ed ottengono senza sparare, sia un argomento cui si fa fatica a dire di no, soprattutto, se può rappresentare la salvezza in un momento di crisi o la ricchezza insperata. Mi chiedo, per esempio, quale sia la posizione del nuovo Presidente della Provincia sul tema criminalità e la presenza delle mafie in Ciociaria, se intende, per esempio, appellarsi al Governo affinché siano potenziate le Forze di Polizia e gli organismi di contrasto alla criminalità su questo territorio. Sarebbe opportuno conoscere se la posizione dei vari rappresentanti istituzionali e delle amministrazioni comunali sia quella del Prefetto, che continua a parlare di tentativi di infiltrazione ben contrastati dalle FF. di PP., oppure sia quella più articolata e concreta di una radicata presenza delle mafie in tutta la provincia cui deve essere data una risposta forte attraverso, in primis, il potenziamento degli uffici investigativi. Troppi silenzi, troppe timidezze da parte di chi, invece, dovrebbe pretendere un impegno forte del Dipartimento della P.S. per questo territorio, un impegno concreto del Governo che non sia la solita farsa delle ronde, ma l‘assegnazione di nuove risorse per rafforzare la prevenzione, quella reale ed il contrasto alla criminalità organizzata. Il problema è talmente complesso e profondamente connesso al territorio che non si tratta di irrobustire soltanto gli apparati specificatamente preposti alla lotta alla criminalità organizzata, vedi sezione anticamorra della Squadra Mobile, ma di rinvigorire tutto il sistema anticrimine, poiché i reati che fanno da corollario all’associazione mafiosa sono quelli comuni, come l’usura, le estorsioni, gli attentati incendiari etc.. In tale contesto, andrebbero potenziati gli uffici periferici, attraverso anche l’allontanamento di quella dirigenza, presente in loco da anni, incapace di operare efficacemente nelle zone di competenza. Cosi come andrebbero rilanciate in grande stile le indagini patrimoniali, potenziando la Divisione Anticrimine della Questura, allo stato un ufficio ridotto a mero serbatoio per i servizi di ordine pubblico e simili. Non si tratta di polemica, ma è la razionale rappresentazione dello stato dell’arte degli uffici di polizia, afflitti da carenze di ogni sorta e da una gestione inqualificabile che nel corso degli anni ha lasciato tutto all’impegno dei singoli poliziotti. Nelle dichiarazioni rilasciate dal colonnello La Forgia della DIA si fa chiaramente intendere che ancora non è tutto finito e che le indagini in provincia sono ancora tante, così come si ribadisce che le mafie sono ben radicate in Ciociaria. Attendiamo ora che ci sia una reazione virtuosa a queste dichiarazioni, che non sono altro che la conferma di ciò che per anni hanno ribadito magistrati impegnati in prima linea, come, ad esempio, il Dr. Luigi DE FICCHY, le associazioni e questa O.S.. Una reazione concreta, immediata da parte delle istituzioni provinciali affinché il Dipartimento della P.S. intervenga per irrobustire gli uffici investigativi provinciali ormai allo stremo e nell’impossibilità materiale di fare fronte a questa lotta di liberazione dal cancro mafioso, che si preannuncia difficile, lunga e pericolosa.” {jcomments on}

 
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